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La crisi della ragione

Gli ultimi progetti e Eyes Wide Shut

Da Shining a Full metal jacket passarono sette anni; per il prossimo film ne sarebbero trascorsi dodici. Negli anni che seguirono Full metal Jacket Kubrick cercò di capire quale dei numerosi progetti portare avanti. La sua attenzione si posò su un piccolo romanzo di Patrick Suskind, Il Profumo, storia di un uomo con una straordinaria capacità di percepire gli odori. La storia era cupa, violenta e filosofica. Ma c'era un progetto in sospeso con lo scrittore di fantascienza Brian Aldiss: l'adattamento del suo racconto Super Toys. Nell' aprile del '93 si aprì un'altra parentesi; la Warner annunciò un progetto di Kubrick, un film tratto da Wartime Lies di Louis Begley. Il progetto, rinominato Aryan papers, trattava della storia di un bambino ebreo di ricca famiglia che, dopo la distruzione del ghetto di Varsavia, veniva trasferito insieme alla zia nel campo di concentramento di Auschwitz, dal quale riuscivano in seguito a fuggire. Ma nel '94, anno in cui Kubrick si accingeva ad iniziare le riprese in Danimarca, uscì Schindler's list di Spielberg, fatto che indusse il regista a ritirarsi dal progetto. Tornò allora ad occuparsi di Super toys, nel frattempo ribattezzato A.I. (Artificial Intelligence). La storia fu profondamente ampliata e Kubrick, dopo Aldiss, chiamò nuovamente a collaborare Arthur Clarke. Dalle poche pagine della novella originaria, Kubrick giunse a quello che si poteva definire un vero e proprio Pinocchio futuristico; la storia avrebbe visto il centro dell'attenzione spostarsi verso il desiderio del bambino-giocattolo di diventare umano a tutti gli effetti, in modo tale da essere finalmente amato dalla madre. Il film richiedeva un approccio tecnologico avanzato; Kubrick fu entusiasta dei risultati ottenuti dalla computer grafica in Jurassic Park e subito contattò i maghi dell'Industrial Light and magic, la compagnia di effetti speciali di George Lucas. Era il '93; Kubrick osservò che l'evoluzione nel campo digitale era in costante crescita e concluse che se aveva aspettato tanto tempo per riprendere in mano Super Toys, poteva aspettare qualche anno ancora per poter usufruire di effetti speciali in computer grafica ancora più elaborati e sofisticati. Kubrick si rese conto di avere un progetto in sospeso da vent'anni; Doppio Sogno di Arthur Schnitzler. Nel dicembre del '95 la Warner annunciò il prossimo progetto di Kubrick, a cui avrebbero partecipato due grandi star: Tom Cruise e Nicole Kidman.

Il progetto fu circondato dal segreto più impenetrabile e cercare di scoprire di cosa trattasse il film fu praticamente impossibile. Per collaborare alla stesura della sceneggiatura, Kubrick chiamò Frederic Raphael, noto sceneggiatore e romanziere, autore di sceneggiature come Due per la strada e Via dalla pazza folla. Al contrario di ciò che era avvenuto per altre trasposizioni da romanzi, questa volta Kubrick pretese la massima fedeltà alla novella; solo alcune scene furono poi aggiunte per dare un senso "circolare" alla storia e il massimo della libertà fu di trasporre la vicenda dalla Vienna del 1900 alla New York odierna. Ma questa New York è in realtà una città fittizia, simulacro di sé stessa, è una fedele ricostruzione del Greenwich Village negli studi poco distanti dai domini di Kubrick. Le riprese effettive durarono all'incirca due anni, classificandosi come in assoluto le più lunghe di Kubrick. Inizialmente nel cast vi era anche Harvey Keitel, ma fu poi sostituito dall'attore/regista Sydney Pollack, amico di Tom Cruise. Alcune voci sostengono che Pollack sia stato convocato per rilevare la regia del film, se mai ce ne fosse stato bisogno; i dirigenti della Warner erano evidentemente spazientiti dai lunghi tempi delle riprese e dal fatto di non poter visionare alcunché.

La storia di Eyes wide shut è una storia di desiderio e di ossessione. La parte dell'assoluta protagonista è la famiglia e per Kubrick questo rappresenta una svolta. Non è certo la prima volta che compaiono dei nuclei famigliari nei suoi film; Barry Lyndon e Shining sono fortemente incentrati sui rapporti inter-famigliari, ma se in questi casi il nucleo famigliare agisce come contesto, qui irrompe frontalmente e assume il ruolo di assoluto protagonista. Famiglia intesa non come consacrazione rituale, ma come semplice "coppia". Anche questa volta, nulla è rassicurante; non sono esplorate le gioie e le comodità dell'unione, ma le ansie, i desideri repressi e il costante compromesso, il patteggiare che porta all'accettazione dell'altro, più che alla "compenetrazione di anime" che il termine "Amore" evocherebbe.

Più che in altri film di Kubrick, è fortemente predominante il tema dell'odissea; odissea che il protagonista (BIll) compie per riconquistare l'equilibrio perduto. Tale equilibrio verrà sì trovato nuovamente, ma le esperienze passate ("siano esse reali o soltanto immaginate") faranno sì che il punto d'approdo sarà notevolmente mutato rispetto alla quiete iniziale, che era tale solo per il fatto che Bill non si era mai posto troppe domande, dando per scontato il fatto di poter prevedere i comportamenti della moglie Alice. L'odissea inizia durante il ricevimento di Ziegler, amico di Bill ed unico personaggio inventato da Kubrick. «Come sempre in Kubrick, la superficialità delle battute nasconde gli orrori a venire», dice Ciment, e gli orrori non tarderanno ad arrivare: « Dopo aver fumato uno spinello», continua Ciment, «[i coniugi] cominciano a discutere delle tentazioni alle quali non avevano ceduto la sera precedente. Mentre Bill si rivela fin troppo sicuro di sé, ritenendo impossibile che la moglie gli sia infedele, Alice invece, più cosciente delle proprie pulsioni, rimprovera a Bill la sua malafede e la sua mancanza di lucidità, fino a rievocare nell'accesa discussione una tentazione che aveva provato durante le loro ultime vacanze estive […] Questa confessione suscita in Bill un senso di smarrimento, una collera sorda e idee di vendetta. Il vagabondaggio notturno che segue lo condurrà ad esperienze senza sbocchi ma del tutto estreme; un'orgia sotto forma di cerimonia rituale gli farà sfiorare la morte. Una volta di più nell'opera di Kubrick, il desiderio, il richiamo dell'irrazionale e di forze oscure minacciano di far esplodere le dighe che l'uomo si è costruito per contenere le proprie tendenze istintive». Dunque Bill si rende protagonista di un peregrinare tanto audace nelle intenzioni quanto scarno nei risultati. L'assenza di sbocchi o conclusioni significative del suo viaggio fa eco all'infedeltà solo platonica di Alice; e l'ossessione ricorrente di Bill, il motore della sua gelosia, è appunto solo un'idea, un vago pensiero di un qualcosa di mai avvenuto, se non nelle intenzioni di Alice. È sintomatico che quest'ossessione sia in bianco e nero, come i colori di un velo che coprono la realtà, contrapposti ai minacciosi toni di rosso e blu che dominano Eyes wide shut; il viola è invece visto come un colore rassicurante, così sono le lenzuola in cui dorme Alice e l'abito di Domino. Il percorso di Bill è la storia della ricerca di un tentativo per riscattare l'infedeltà di Alice, ma nel suo cammino troverà solo il fallimento delle sue intenzioni; non un solo tentativo gli riesce, la sua infedeltà rimane solamente abbozzata. In parallelo, Alice è inquietata da sogni che, da come lei racconta, paiono essere del tutto simili alla situazione emblematica dell'orgia in cui si ritrova Bill (mascherato - come tutti), solo vissuti da punti di vista diversi. Che sia sogno o realtà, i due vivono, di fatto, lo stesso momento. Al termine delle rispettive infedeltà (ancora una volta lo ripetiamo, del tutto immaginate o fallite), un fioco bagliore d'ottimismo sembra illuminare l'epilogo della vicenda. Scrive Ciment: «Grande film sull'inquietudine, sulla paura del sesso anziché sul sesso in sé, attraversato, come accade spesso a Kubrick, da una vena grottesca e talora da humor nero, Eyes wide shut ha sconcertato parecchie aspettative, così come ha sempre fatto questo autore […] mentre Joker concludeva le sue disavventure belliche con " Sono in un mondo di merda, ma sono vivo e non ho paura", Alice impara la lezione dell'odissea sentimentale: "Dovremmo essere riconoscenti di essere riusciti a sopravvivere a tutte le nostre avventure, sia quelle reali che quelle solamente sognate". All'inquadratura iniziale del film, senza dubbio la più erotica di tutta l'opera Kubrickiana, che ci mostra Nicole Kidman di schiena nello splendore della sua nudità, corrisponde l'inquadratura finale, nella quale suggerisce al marito, con tenerezza e crudezza assieme, con parole rese esplicite dalle immagini, di far l'amore con lei. Kubrick finalmente riconciliato con la vita? La risposta di Alice in ogni caso risuona oggi come un epitaffio».

Kubrick, prima dell'uscita del film, preparò una copia non ancora mixata né postsincronizzata, da far visionare alla coppia Cruise - Kidman e ad alcuni dirigenti della Warner. Non riuscì mai a vedere il film proiettato nelle sale; Il 7 marzo del '99, un comunicato rendeva nota la notizia della morte, avvenuta durante il sonno, di Stanley Kubrick.


Torna suSpeciale a cura di cash - aggiornato al 26/10/2004