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Prologo: dalla nascita ai cortometraggi

Il Taft e Roosevelt

Arrivava intanto il momento di iscriversi alla High school. A causa dei suoi voti mediocri non potè seguire i suoi compagni nelle prestigiose scuole, come il Bronx High School of Science; andò invece nella scuola di zona, il William Howard Taft. Anche qui la sua presenza alle lezioni non era sempre costante, come era invece costante al cinema. E' in questo luogo che l'esperienza come fotografo subirà una decisiva svolta, dato l'ingresso di Stanley nel club della fotografia. Poté così vedere alcune delle sue foto pubblicate sul giornale della scuola. Si aggiungeva un'altra passione: quella per il jazz, nella fattispecie per le percussioni. Entrò infatti nella swing band del Taft. Questo insieme di fattori congiunti, ovvero cinema, fotografia e musica colpirono duramente il già non esaltante andamento scolastico di Stanley, tanto che i professori richiamarono i genitori per discutere il problema; il ragazzo era considerato ben al di sotto della media della scuola e i suoi rapporti sociali, esclusi pochissimi amici, erano praticamente inesistenti. I docenti non riuscivano ad ottenere un dialogo con il ragazzo, né tanto meno lui intendeva offrire loro questa possibilità. Già allora Stanley faceva solo ciò che realmente lo stimolava e lo interessava; quest'atteggiamento lo accompagnerà per tutta la vita. Ma non tutti i docenti erano considerati privi di interesse; uno in particolare riuscì a conquistare le simpatie del ragazzo. Era Aaron Traister, professore d'inglese, che ebbe il merito di indirizzare Stanley verso un sincero amore per la letteratura, che il ragazzo poteva consumare avidamente nella vasta biblioteca casalinga. Era inoltre un attore e si divertiva spesso in classe a recitare più parti contemporaneamente di materiale tratto da Shakespeare, convinto che insegnare significasse rappresentare, una lezione ben digerita dal giovane Kubrick. Inoltre il passare rapidamente da un personaggio all'altro avrà un ruolo di rilievo in futuro, quando la poliedricità di Peter Sellers (in Lolita e Il dottor Stranamore) diverrà, in qualche modo, un tributo d'affetto per il professore d'inglese, raro esempio di docente gradito da Stanley.

Nel 1945, il dodici aprile, morì il presidente Roosevelt, un fatto che gettò nello sconforto la maggioranza della popolazione americana. Il presidente del New Deal cessava d'influenzare benevolmente il Paese con la sua politica vincente. Stanley, recandosi a scuola, nota le reazioni della gente per strada. Un personaggio in particolare lo colpisce; si tratta di un edicolante chiuso nel suo chiosco che, con viso affranto e a testa bassa, tiene lo sguardo vuoto fisso sui titoli dei giornali, che riportavano la notizia a caratteri cubitali: "Roosevelt è morto". Scrive LoBrutto: "Non si trattava della foto scattata da un fotografo dilettante, non era un'immagine che documentava un momento storico e che era stata colta per caso, ma un primo incontro tra la realtà e un artista della fotografia". Dopo aver stampato e sviluppato la foto, contattò alcune riviste per poterla vendere. Il New York Daily News gli offrì quindici dollari, il Look dieci in più. Per la cifra di venticinque dollari, Stanley aveva venduto la sua prima fotografia ad un giornale. La sua passione per la fotografia smetteva di essere hobby e iniziava ad essere un lavoro vero e proprio. Inizia così una fervida collaborazione col suddetto giornale, sotto l'ala protettrice di Helen O'Brian, direttrice della sezione fotografica del Look. Per il giornale lavorerà inizialmente contribuendo con altri due reportage. Uno di questi coinvolgerà il suo diletto professore Aaron Traister, fotografato durante una recita dell'Amleto, in cui interpreta da solo tutti i personaggi. Non ci vuole molto al giovane Kubrick per essere considerato uno dei migliori fotografi della scuderia del Look.


Torna suSpeciale a cura di cash - aggiornato al 26/10/2004