Tre atti, tre frammenti apparentemente scollegati che, messi insieme, compongono il ritratto intimo e sorprendente di Charles Krantz, un uomo qualunque al centro di qualcosa di straordinario.
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Mi ha emozionato! Mike Flanagan non sbaglia un colpo, ci regala questo gioiellino, delicato e poetico. Un film sorprendente che racconta la vita partendo dalla fine per arrivare all'essenza. Una storia apparentemente semplice ma che nasconde riflessioni profonde. La narrazione non lineare funziona bene, spiazza un pò all'inizio ma poi coinvolge sempre di più, pezzo dopo pezzo. Le interpretazioni (grande cast, oltre ai soliti attori che Flanagan porta dietro in ogni suo film) sono intense e misurate, mai sopra le righe e aiutano a creare quell'atmosfera malinconica ma anche piena di umanità. La regia è sobria e sensibile, Flanagan racconta la storia senza correre lasciando spazio alle emozioni senza forzarle, la fotografia è elegante e intimista,con luci e colori che riflettono perfettamente il tono malinconico del racconto. Il finale è semplice ma potente, chiude il cerchio con delicatezza e lascia una sensazione di queta commozione che resta dopo la visione. Insomma , una storia che parla piano ma dice cose importanti.