Sei un blogger e vuoi inserire un riferimento a questo film nel tuo blog? Ti basta fare un copia/incolla del codice che trovi nel campo Codice per inserire il box che vedi qui sotto ;-)
Buon regista di genere questo Zito cher nel momento d'oro dello slasher sforna di fila questo film e poi l'ottimo Rosemary's Killer (The Prowler) oltre che uno dei piu' riusciti capitoli di Venerdì 13 ossia il quarto "Venerdì 13 - Capitolo finale". Hanno doppiato e portato in Italia una marea di schifezze mentre questo piccolo cult no! Non siamo di certo davanti ad un capolavoro perché è povero di mezzi e con alcuni attori davvori porci con molte dinamiche che sono stupide e banali... Tuttavia abbiamo, nella versione non censurata che ho visto, un elevato bodycount con molto splatter artigianale ben realizzato e spesso piu' efferato al limite del gore. Il protagonista, che svolge un doppio ruolo, merita un plauso e sua madre è un'attrice di una certa fama e lo si vede. Il soggetto è diverso dai soliti slasher e tocca delle tematiche piu' serie e non banali...qui non c'è la caccia a chi sia il serial killer ma una storia che sarebbe piu' vicina al thriller-drammatico psicologico. Ultimo ma non ultimo la colonna sono è davvero buona e ottantina al massimo con il pezzo portante nell'intro (gran bel inizio di film tra l'altro) che è questo https://www.youtube.com/watch?v=kcBsHZ6Z2uA&list=RDkcBsHZ6Z2uA&start_radio=1
Voto un pò largo per rispetto all'impegno ed al genere. Se appassionati di slasher o di horror di nicchia ottantini guardatelo assolutamente!
Discreto esordio per Jospeh Zito, quello del meraviglioso THE PROWLER e del buon Venerdì 13 parte quarta.
Siam nel territorio del thriller focalizzato sulla vita privata dell'assassino, in stile Nutbag/Murder-set-pieces, con qua e là sporadici momenti di violenza estrema (cani strangolati e gettati dalla finestra, assassino stesso tagliuzzato, menato e gettato dalla finestra, tipa che si taglia la gola su una finestra...eh si, la finestra per le uscite di scena torna spesso in 'sto film).
Per 40-50 minuti il film si lascia vedere, poi subentra la noia (e non va bene, visto che il lungometraggio non dura nemmeno 80 minuti).
Senza infamia ne lode gli attori, sceneggiatura così così (anche se troppe cose vengono lasciate in sospeso, come spesso accade nei film di Zito), regia capace (c'è da dire che Zito è anche al suo esordio) per un film con un suo perchè.