the dog stars - le stelle dopo la fine regia di Ridley Scott Gran Bretagna 2026
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the dog stars - le stelle dopo la fine (2026)

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locandina del film THE DOG STARS - LE STELLE DOPO LA FINE

Titolo Originale: THE DOG STARS

RegiaRidley Scott

InterpretiJacob Elordi, Margaret Qualley, Josh Brolin, Guy Pearce, Allison Janney, Benedict Wong, Ewen Bremner, James Craze, Sam Spruell, Sai Bennett, Sebastian Rokison-Woodall, Alara-Star Khan, Daisy Kakkar, Brendan O'Rourke, Jean Michael Sinisterra Munoz, Mario Alberto Estrada Sanchez, Luis Fernando Colombo, Hideki Andrea Yamamoto, Soufiane Oulji, Kyshan Wilson, Lorenzo Ubaldi, Irene De Santis, Vladir Pereira, Simone Carminati, Roger Jean Nsengiyumva, Shuo Chen, Hamza Briakli

Durata: h 1.40
NazionalitàGran Bretagna 2026
Generefantascienza
Al cinema nell'Agosto 2026

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Trama del film The dog stars - le stelle dopo la fine

In un mondo post apocalittico, un virus annienta l'umanità. I sopravvissuti dovranno vedersela con degli spazzini vaganti chiamati Mietitori. Il protagonista Hig, un pilota, sopravvisse all'influenza ma perse la moglie.

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Voto Visitatori:   5,75 / 10 (4 voti)5,75Grafico
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Voti e commenti su The dog stars - le stelle dopo la fine, 4 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Jumpy  @  11/09/2026 13:50:29
   6 / 10
Un western post apocalittico, questa è la definizione che mi è venuta in mente, dopo circa un'ora di film, quando la storia entra nel vivo. Belle ambientazioni, come notato, la bravura nel gestire la fotografia rende panorami desolati dei paesaggi mozzafiato di notevole impatto visivo, protagonisti anche bravini.
Nel complesso è gradevole da vedere, ma tolto qualche guizzo di originalità, il film nel complesso non è chissà cosa: evoluzione della trama trita e ritrita, ricicla qualche cliché del genere, non lascia particolari spunti di riflessione.

Manticora  @  04/09/2026 10:52:34
   6 / 10
Scott al terzo film di fila toppa per l'ennesima volta in maniera evidente, il film non lascia traccia, a parte l'azione, ambientazioni ed interpreti in cui il cane si ritaglia un posto di rilievo. Il probelma è che Ridely Scott è diventato sciatto, pigro narrativamente e soprattutto scontato, la parte visiva non basta a compensare una storia che sarebbe andata bene VENTI anni fà, il cast è ottimo ma il modo in cui Scott utilizza gli attori è a tratti imbarazzante. Situazioni già viste, nemici perfettamente stereotipati in cui non risalta nessuno, anzi soprattutto a Grand Junction capisci subito cosa sono.... tralascio il fatto che Elrodi utilizzi un ascensore come magazzino frigo con elettricità, senza avere benzina, soprattutto che nessuno abbia scoperto. Insomma il film è un pastrocchio che si lascia vedere solo per paesaggi e interpreti, Tutto il resto è scontato

Filman  @  03/09/2026 13:18:48
   3½ / 10
Un mondo post-apocalittico di questo tipo, segnato dall'assenza di tecnologia di base e da flora e fauna selvaggia che si reimpossessano del mondo, già di per sé non ha niente di originale da regalare al pubblico di oggi. In più, la presenza di un protagonista maschile accompagnato da un cane è proprio la definizione apicale di "già visto".
Però vabbè, il libro avrà avuto qualcosa da dire, quindi vediamo se il film lo tira fuori.

Tutta la prima parte è pallosissima. Un'ora abbondante di paesaggi montani, alternata a momenti di survivor routine, che non hanno NIENTE su cui riflettere. Non c'è NIENTE di contemplativo in questi lunghi silenzi. La moglie defunta e il ricordo di un matrimonio perfetto sono l'ennesima riprova di una sceneggiatura che ha fatto la spesa al mercatino delle pulci.
Tutti i momenti drammatici o le riprese aeree sono sottolineate da sviolinate e tocchi di piano super-retorici che bastano per collocare questo film all'ABC del moviemaking.

L'idea alla base dell'apocalisse è una specie di Covid che non si sa perché ha distrutto le città come fosse stata una bomba atomica, che apparentemente ha impedito per qualche strana ragione ai pochi sopravvissuti di radunarsi in piccole società e ricominciare e che ha prodotto in circa dieci anni delle tribù di gente simil-zombie e lobotomizzata (ma perché?) che semina il panico peggio che in Mad Max. Incommentabile.
Il film poteva rievocare il Covid, come elemento di rimando all'attualità, ma fino a che non tirano fuori un termometro da fronte, verso la fine del film, la parola "quarantena" o "pandemia" rimangono nei meandri dei ricordi dello spettatore.

L'ultima parte meriterebbe di alzarsi dalla sala e andarsene per protesta.
Un "momento Fallout" bramato per più di un'ora e mezza di film mediocre e che dura poco a livello di minutaggio e ancor di meno a livello logico: capisci che Grand Junction ha qualcosa che non va appena vedi il militare con i denti storti, che parla biascicando e con i capelli unti. Ridley Scott qua pensa che il suo pubblico sia un idiota da imboccare.
Poi, insomma, tutta l'intera sequenza non regge e fa schifo. Non si capisce la ragione del gusto retrò di questa gente; non si capisce quanti abitanti ci siano, se mille o dieci; non si capisce se questa sia una vera società distopica o semplicemente la creazione di qualche psicopatico, in stile Bioshock; non si capisce la parte dei manichini.
Non si capisce ed è di cattivo gusto, il gusto di un vecchio bacucco che vuole fare qualcosa di figo senza sapere come farlo.

I personaggi sono l'ennesimo stereotipo: burberi campagnoli con barba e berretto che proteggono le loro figlie trentenni durante un'apocalisse... e qua si arriva al nocciolo del frutto marcio: la targetizzazione del film.
All'apocalisse sopravvivono solo operai, evangelisti radicali, contadini e bifolchi. Vengono chiamati "scarafaggi". Praticamente è la movie-sphere di un film di Michael Bay ma senza le esplosioni e la volgarità.
Insomma in questo film sono sopravvissuti solo quelli con al massimo il diploma (tranne una studentessa di medicina che sa sintetizzare i medicinali a quanto pare)!!! Ora si spiega l'assenza di intelligenza ma non si spiega la banalità caratteriale dei personaggi.
Aldilà del costo folle di 70 milioni per questa sciatteria di film (dove l'unica esplosione è fintissima) che non verranno mai colmati, è intellegibile persino la categoria di reddito al quale si vuole vendere questo prodotto.

NON ANDATE A VEDERE THE DOG STARS!

Giovans91  @  02/09/2026 12:02:32
   7½ / 10
Cosa resta quando l'apocalisse diventa semplicemente una nuova routine? A 88 anni, un maestro instancabile come Ridley Scott decide di spogliare il genere post-apocalittico dai suoi cliché più rumorosi per regalarci una versione intima, misurata e sorprendentemente reale del "giorno dopo".
Tratto dal romanzo del 2012 di Peter Heller, The Dog Stars non è il classico blockbuster d'azione fatto di esplosioni, ma un suggestivo dramma di sopravvivenza che trova la sua forza nel silenzio e nell'inevitabile stanchezza di un mondo ormai svuotato.
Scott dirige con la mano ferma di chi non deve più dimostrare nulla. Una fotografia evocativa che trasforma i paesaggi desolati in quadri mozzafiato, il regista rallenta il ritmo della narrazione. L'apocalisse, dopotutto, è solo il "nuovo lunedì" da affrontare. L'ottima gestione del cast, che include Jacob Elordi, che si carica sulle spalle il peso del film con una vulnerabilità magnetica, un Josh Brolin meravigliosamente scontroso, perfetto contrappeso alla giovinezza del protagonista, anche un irriconoscibile Guy Pearce e Margaret Qualley. Una colonna sonora ricca di sfumature folk-rock cullano lo spettatore in un'atmosfera sospesa e malinconica, capace di risuonare come una chiara risposta artistica all'isolamento e ai traumi recenti.
The Dog Stars è un'opera coraggiosa che potrebbe mettere alla prova chi cerca l'azione frenetica, ma che saprà conquistare chiunque sia pronto a lasciarsi trasportare da un grande cinema d'atmosfera. Un film che non ha bisogno di gridare per farsi sentire.

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