Alla giovane Alison Klayman č andato l'onore di poter avvicinare uno dei personaggi piů emblematici e discussi del mondo dell'arte contemporanea, Ai Weiwei. Simbolo del dissenso nei confronti del governo cinese, tanto da ricordare - persino nel look - l'epitome del dissenso anti-sovietico Solzenicyn, Ai Weiwei č sfuggito per anni - prima del misterioso arresto del 2011 - alle grinfie della polizia di Pechino in virtů della sua visibilitŕ internazionale e dell'affermazione che si č conquistato grazie a mega-installazioni impresse nell'immaginario collettivo (lo stadio di Pechino, i 100 milioni di semi di girasole colorati esposti alla Tate Modern Gallery, simbolo del popolo cinese visto dall'Occidente). Armi che l'artista sa sfruttare fino in fondo, utilizzando Twitter e i media occidentali come veicolo per diffondere, attraverso telegrammi web di 140 caratteri o riprendendo i momenti di scontro con le autoritŕ, lo stato delle cose all'ombra della Grande Muraglia.
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AI WEIWEI - NEVER SORRY
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