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Una situazione ed un contesto ideale per un primo incarico ad un'agente di polizia al suo primo giorno di lavoro. Dalle premesse sembra un compito più noioso che pericoloso. La vecchia stazione di polizia è meno malmessa di quanto si creda ad un primo sguardo, il bianco e le luci dominano un ambiente tutto sommato tranquillo se non fosse per la solitudine del protagonista. DiBlasi utilizza lo stesso meccanismo di Dread, l'incedere narrativo non fa altro che demolire la razionalità del personaggio per trasportarla nel bel mezzo di un incubo. E' meno riuscito rispetto al suo film precedente perchè nella parte iniziale fatica un po' a carburare, ma una volta entrati nel gioco regala almeno due o tre sequenze da ricordare, aumentando sempre più la tensione. Un luogo che sembrava rassicurante diventa il teatro dove una vicenda passata rivive in tutto il suo orrore. Il soggetto è vero che non è originale ma altrettanto vero che il film è diretto con bravura, l'attrice è convincente ed il gore viene mostrato solo quando occorre senza eccessi, regalando anche qualche buona sorpresa.