Dopo essere stato incastrato per omicidio, lo sfortunato pianista ed ex detenuto John Elman viene resuscitato da uno scienziato dopo la sua esecuzione.
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Il film di Curtiz riprende diversi elementi da Frankenstein. Innanzitutto il suo protagonista, Boris Karloff e tutta la sequenza della resurrezione in pieno stile del predecessore di Whale. Il personaggio comunque è profondamente diverso. John Ellman è un normale, benché sfortunato, essere umano appena uscito di prigione e che viene incastrato da una congiura di colletti bianchi che lo usano come capro espiatorio. Dopo la sua resurrezione non sviluppa poteri sovrannaturali, ma acquisisce la consapevolezza della congiura e degli uomini che lo hanno incastrato. Non si assiste ad una vendetta quanto a delle morti in stile Final Destination, come una sorta di punizione divina. Il film non è nulla di particolare ma la presenza di Karloff, decisamente un personaggio malmesso e malinconico, è un valore aggiuntivo.