Vita e opere di quella che ormai viene considerata un'icona della cultura pop, Pamela Anderson, raccontate attraverso i diari personali della celebrità.
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E'curioso pensare ad un'attualità dove praticamente non esiste privacy, dove i social imperversano e siamo noi stessi a distruggere la nostra privacy. Ai tempi del famoso video hard sono passati oltre due decenni, ma sembra preistoria. E' quel video rubato l'elemento centrale di questo documentario. Video tra i tanti che la coppia filmava (come tante stories dei giorni nostri, molto social), con la differenza che quelli erano privati. Pamela Anderson prima di tutto esprimeva fisicità, era un corpo, un involucro per Playboy poi per Baywatch. Il documentario cerca di restituirle quella dimensione umana che in carriera non ha mai avuto. Invecchiata, senza trucco, forse un po' troppo programmatico per essere un documentario. Non che non sia sincero, ma forse La Anderson è un po' troppo coccolata (produce il figlio). Comunque è un dato oggettivo che quel video le abbia distrutto la carriera dopo essere giunta in cima. Ma nella sua ingenuità da teenager, che crede fortemente nell'amore anche quando non c'è, il documentario ha comunque il pregio di scarnificare l'icona Pamela Anderson, ma una donna dalle tante fragilità.