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Segue la stessa falsariga di un American Beauty ma spinge sul versante commedia. La sceneggiatura risulta piena di belle trovate, certo, anche se stereotipata troppa e gioca fin troppo sul versante commedia scorretta che gioca a trattare tematiche serissime. Evan Rachel Wood è bravissima da fare impressione già a quell'età. Nel ruolo della zoccòletta adolescente che manipola un mondo di cui comprende i meccanismi, niente da dire, è bravissima. Però nel finale il film si sgonfia clamorosamente e regala un epilogo impostato su un tono serio e per di più prevedibilissimo. Spiace solo per questo, e ovviamente per un uso del grottesco che personalmente mi infastidisce a tratti (il personaggio dell'avvocato difensore, quello dell'araba... bah). Tanta carne al fuoco, saporita ma non come avrebbe potuto essere. American Beauty è un'altra cosa, cosi come il fu Alan Ball dell'epoca (Six Feet Under, come mi manca).