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L'odissea di un facchino e di un pianoforte da consegnare. Qui più che in tanti altri film del periodo si nota nel finale il montaggio ancora rozzo che più rozzo non si può, confusionario al massimo. Però il metodo di raddrizzamento della schiena di Charlot è spassoso, e il tutto si lascia guardare ottimamente, merito anche della spalla Mack Swain e dell'asino pendente!