duel regia di Steven Spielberg USA 1971
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duel (1971)

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locandina del film DUEL

Titolo Originale: DUEL

RegiaSteven Spielberg

InterpretiDennis Weaver, Jacqueline Scott, Eddie Firestone, Lou Frizzell, Gene Dynarski, Lucille Benson, Tim Herbert, Charles Seel, Shirley O'Hara, Alexander Lockwood, Amy Douglass, Dick Whittington, Carey Loftin, Dale Van Sickel, Shawn Steinman

Durata: h 1.30
NazionalitàUSA 1971
Generethriller
Tratto dal libro "Duel" di Irvin Shaw
Al cinema nel Novembre 1971

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Trama del film Duel

David Mann, commesso viaggiatore, sorpassa con la sua auto un'enorme autocisterna. Sarŕ l'inizio di un incubo, con il misterioso conducente di questa intenzionato a dargli la caccia e ad ucciderlo.

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Voti e commenti su Duel, 212 opinioni inserite

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Jolly Roger  @  13/02/2014 01:15:00
   9 / 10
Rivisto ieri per la ventesima volta credo, ma a differenza delle altre, questa volta in lingua originale.
Girato nel 1972 in soli 13 giorni…e con un budget ridottissimo… ma da un regista che dimostrava fin da subito un talento impressionante!!! Stiamo parlando di storia del cinema!

Mi sono trovato a ragionare su due fattori.
Il primo è il tempo. Da quando il film è stato girato sono passati 42 anni, che praticamente equivale…alla metà del tempo che ci è concesso di vivere quaggiù.
Il secondo, che va di pari passo col tempo, è il cambiamento.
Chi vede oggi DUEL per la prima volta (ma anche chi lo rivede per l'ennesima volta come me) non può che rimanere un po'…perplesso dal comportamento del protagonista, e chiedersi, ad esempio: "Ma perché non fa retromarcia e non se ne torna a casa?! Perché non passa una notte in albergo e riparte il giorno dopo quando l'autocisterna sarà ormai lontana? Perché non chiede aiuto a qualcuno quando è fermo alla stazione di servizio?"
Tutto vero, domande legittime! Il problema è che DUEL è uno di quei film che non può essere attualizzato.
Il mondo è troppo cambiato. La tecnologia ha fatto passi da gigante e con essa anche la mentalità. Oggi, già dalla primissima scorrettezza compiuta dall'autocisterna, qualsiasi automobilista afferrerebbe il cellulare per denunciare la cosa…e la brutta avventura si concluderebbe ad un posto di blocco qualche chilometro più avanti. Ma 40 anni fa non c'erano i cellulari…e forse anche la soglia di sopportazione di fronte ad un sopruso era un po' più alta, magari anche proprio a causa della mancanza di questo strumento di connessione con il mondo civile che sta sempre nella nostra tasca.
Come pure erano più alte l'indifferenza - e quindi la soglia alla quale si poteva sperare di ottenere l'interessamento o l'aiuto da parte di altre persone. Infine, sempre per restare in tema di progresso, a quell'epoca un appuntamento di lavoro era meno procrastinabile rispetto ad oggi…perché non potevi di certo sostituirlo con una videoconferenza su skype!
Aggiungiamoci l'ultimo ingrediente, quello fondamentale per spiegarci il comportamento di David: la schizofrenia.
David è un piccolo borghese, fa una vita tranquilla e non vuole problemi, ma lì su quella strada, nel bel mezzo del nulla, si trova di colpo proiettato nella giungla di un milione d'anni fa, dove le regole non valgono più, dove si trova davanti un nemico che non scherza e che sembra disposto a tutto, a morire, ma anche ad uccidere.
Tutto ciò destabilizza completamente l'equilibrio mentale di David, trascinandolo in un loop schizofrenico: egli ingigantisce il problema perché non lo conosce e non se lo sa spiegare, pertanto non riesce ad affrontarlo. Non riesce a prendere la decisione corretta. Addirittura, non riesce nemmeno a comunicare agli altri il proprio stato di frustrazione ed il proprio bisogno di ricevere aiuto (emblematica la scena dell'autogrill, dove si immagina le reazioni che gli astanti potrebbero manifestare di fronte ai suoi tentativi di richiesta d'aiuto).
Allo stesso tempo, però, David non riesce a rinunciare a quello che percepisce come un diritto inviolabile: percorrere quella dannata strada, senza che un pazzo qualunque pretenda di rovinare i suoi piani.
Proprio nel bel mezzo di questa schizofrenia, in lui, piccolo borghese, si realizza qualcosa di magico: Il richiamo della foresta, che però prende una strada tutta sua: non un richiamo di violenza che allontana l'uomo dalla civiltà, ma un richiamo al trionfo della civiltà a costo di usare la violenza. Lui è la scimmia civile che elimina la scimmia violenta, usando i suoi stessi mezzi, cioè la violenza, il Duello, senza esclusione di colpi, per un fine che giustifica qualsiasi mezzo.

Un profondo affetto è quello che provo per DUEL. E' il primo film della mia epoca…che mi pare un film di un'altra epoca!
DUEL è come una persona cara, alla quale col passar del tempo son spuntate le rughe sul viso. Ma io non le vedo…anche se le guardo, il bene che gli voglio mi impedisce di vederle.

3 risposte al commento
Ultima risposta 13/02/2014 17.17.30
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