tardo autunno regia di Yasujiro Ozu Giappone 1960
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tardo autunno (1960)

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locandina del film TARDO AUTUNNO

Titolo Originale: AKIBIYORI

RegiaYasujiro Ozu

InterpretiSetsuko Hara, Yoko Tsukasa, Mariko Okada, Keiji Sata, Chishu Ryu

Durata: h 2.04
NazionalitàGiappone 1960
Generedrammatico
Al cinema nel Gennaio 1960

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Trama del film Tardo autunno

Dopo anni di vedovanza, Akiko pensa a risposarsi, nonostante la strenua opposizione della figlia Ayako. Tre vecchi compagni di scuola, da sempre innamorati di Akiko, si fanno avanti ma al contempo tentano di strappare anche un sì ad Ayako.

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Voto Visitatori:   8,13 / 10 (4 voti)8,13Grafico
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Voti e commenti su Tardo autunno, 4 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

stratoZ  @  26/02/2026 11:58:57
   7½ / 10
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Altro bel dramma di Ozu, un film che come detto da molti può ricordare in diversi aspetti "Tarda primavera" - come tanti altri del regista -, andando a ricalcare, ritrattare, riproporre, le tematiche care all'autore, anche se come spesso accade il maestro giapponese inserisce anche degli elementi aggiuntivi, che danno linfa al dramma, in questo caso, vi è una componente nostalgica ancora più accentuata, data dalla presenza dei tre uomini, ex compagni di scuola, ora rimasti tutti vedovi, che ricordano il passato, ma che allo stesso tempo lo hanno metabolizzato e si sentono ancora in grado di vivere nuove esperienze, andando oltre le precedenti relazioni, cercando anche di fare breccia nel cuore di Akiko, loro vecchia compagna di scuola di cui erano tutti e tre infatuati, anch'essa rimasta vedova, molto legata alla figlia, ormai ventiquattrenne, che è riluttante a sposarsi per paura di lasciare la madre da sola, sviluppando parallelamente un'evoluzione dei rapporti, specialmente quello tra madre e figlia, che porta i personaggi a vivere contrasti e momenti di crescita, giocando tanto con quella sensazione del passare del tempo di cui Ozu era ormai un'autorità, il progressivo e lievemente doloroso distacco della figlia, esitante nello sposare questo giovane di cui si è innamorata, è un'evoluzione definitiva che viene catalizzata da un trauma, in questo caso la finta notizia che la madre si sta per risposare con uno dei suoi vecchi compagni, che in un certo senso mina le certezze della figlia fino a quel momento, andando a toccare una dimensione sacrale, quella della memoria del padre, spesso anteposta alla pragmatica realtà,

Ozu propone ancora una volta un'interessante rappresentazione dei rapporti familiari, l'uso del colore è uno dei valori aggiunti di questa fase della carriera e contribuisce ad enfatizzare una bella componente visiva, con le sue tipiche inquadrature simmetriche, il suo indugiare sui momenti quotidiani, la sua rappresentazione della routine tra tradizione e modernità, ricordo ed ambizione, passato e futuro.

Thorondir  @  21/06/2022 17:55:18
   8½ / 10
In "Tardo autunno" ci sono molti dei temi cari ad Ozu, dai legami famigliari al peso della tradizione, dal cambiamento generazionale al tema del lutto. Rispetto a quello che considero il suo capolavoro (nonchè una delle massime vette di sempre della storia della settima arte), e cioè "Viaggio a Tokyo", questo ha un tono più leggero, è più commedia, è più dentro le dinamiche dei rapporti tra una vecchia generazione che non si rassegna a voler ancora lasciare il passo a giovani che sembrano andare troppo veloci. Ma è anche un film per certi versi profondamente femminista, in cui le donne rivendicano se stesse, le loro scelte, il loro diritto di amare chi e quando vogliono. Poi ci sarebbe da aprire il discorso sulla messa in quadro di Ozu, su quelle inquadrature fisse che sembrano dipinti, su quella costruzione dell'immagine, sull'utilizzo della regia e delle immagini come elemento parlante del racconto (vedere per credere le ultime inquadrature, dove le inquadrature "vuote", cioè prive del personaggio, hanno un loro precisissimo significato). Ma si sta parlando di uno dei maestri assoluti e tanto basta a chiarire la grandezza del suo cinema.

Ciaby  @  01/05/2013 12:16:19
   9½ / 10
Un emozionante rifacimento al femminile di "Tarda Primavera" arricchito dall'eleganza e dall'intimità dei colori. Un dramma che si tinge di commedia grazie ai personaggi dei tre uomini che ronzano attorno ad Akiko. Ancora una volta c'è il confronto tra generazioni e tra donne. Un film che sembra un meraviglioso quadro. Setsuko Hara brilla sempre di luce propria.

Invia una mail all'autore del commento wega  @  12/03/2010 12:15:31
   7 / 10
Terzultimo film di Ozu, e credo il 4° a colori, è sostanzialmente un "Tarda Primavera" al femminile, nel senso che al posto del padre c'è una madre, tra l'altro interpretata da Setsuko Hara, che fungeva da ruolo di figlia nel film del 1949. Non eguaglia il Capolavoro del regista per una serie di lungaggini narrative e con un piglio decisamente meno riuscito nella rappresentazione dei sentimenti. Si tratta comunque di un bel film, imprescindibile nell carriera del Maestro.

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