toy story 5 regia di Andrew Stanton, Kenna Harris USA 2026
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toy story 5 (2026)

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locandina del film TOY STORY 5

Titolo Originale: TOY STORY 5

RegiaAndrew Stanton, Kenna Harris

InterpretiTom Hanks, Joan Cusack, Tim Allen, Greta Lee, Wallace Shawn, Frank Welker, Jeff Bergman, Anna Vocino, Jeff Pidgeon, Blake Clark, John Ratzenberger, Ernie Hudson, Tony Hale, Conan O'Brien, Annie Potts, Melissa Villaseñor, Bonnie Hunt, John Hopkins, Kristen Schaal, Keanu Reeves, Shelby Rabara, Craig Robinson, Scarlett Spears, Lori Alan, Jay Hernandez, Mikal-Michelle Harris, Mathy Matheson, Krys Marshall, Jerome Ranft, Tyla, Alan Cumming, Bad Bunny, Corey Burton, Andrew Stanton

Durata: h 1.42
NazionalitàUSA 2026
Genereanimazione
Al cinema nel Giugno 2026

•  Altri film di Andrew Stanton
•  Altri film di Kenna Harris

Trama del film Toy story 5

Woody, Buzz, Jessie e gli altri giocattoli devono fare i conti con l'avvento della tecnologia e affrontare una nuova minaccia rappresentata dai giochi moderni e digitali.

Film collegati a TOY STORY 5

 •  TOY STORY - IL MONDO DEI GIOCATTOLI, 1995
 •  TOY STORY 2 - WOODY E BUZZ ALLA RISCOSSA, 1999
 •  TOY STORY 3 - LA GRANDE FUGA, 2010
 •  TOY STORY 4, 2019

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Voto Visitatori:   6,56 / 10 (9 voti)6,56Grafico
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Voti e commenti su Toy story 5, 9 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

wuwazz  @  07/09/2026 14:48:34
   6 / 10
Dopo il terrificante Toy Story 4, la regia torna ad uno dei suoi "padri", Andrew Stanton. L'idea di base è buona, ma siamo molto lontani dall'equilibrio e dalla grandezza dei primi tre capitoli. Si vede che quella di Stanton è una incursione delicata, che non vuole stravolgere le scelte fatte nel capitolo precedente: Woody viene rievocato così di punto in bianco, perché i giocattoli sono in difficoltà, e alla fine

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Forky viene messo totalmente da parte, come è giusto che sia; è come se fosse stata creata un'avventura bolla nella macro narrazione di Toy Story. Ma mi domando: questa metodologia sarebbe ripercorribile? Certamente no: per far riunire di nuovo Woody e Buzz ci sarebbe di nuovo bisogno di una richiesta di aiuto lanciata da uno dei gruppi, forky, per evidenti limiti di caratterizzazione dovrebbe essere ancora lasciato totalmente sullo sfondo: le dinamiche sono sempre le stesse: il bambino diventa grande, il destino dei giochi ha un limitato numero di opzioni, che sono già state tutte vagliate.
Secondo me questo Toy Story è quello che sarebbe dovuto essere Toy Story 4; magari poi ci sarebbe stato spazio per un 5 o un 6, ma con la storia di Forky, dei giocattoli abbandonati e lo snaturamento di Woody (più gestire Buzz come fosse un totale idiota, ma questa è una gravità narrativa di tutt'altra specie) Toy Story 4 ha guastato la continuità e messo la saga in una posizione difficile da continuare senza forzature. Perché Toy Story E' Woody e Buzz, e Woody e Buzz DEVONO essere coerenti con loro stessi, tutte cose che il 4 ha deliberatamente distrutto, per raccontarci la solita storia della scelta in nome dell'amore. E fateci caso: Bo Beep era stato deliberatamente messo da parte in Toy Story 3 proprio per lo stesso identico motivo: la storia d'amore=messa da parte, perché nell'universo di Toy story le questioni amorose tra giocattoli possono rimanere sullo sfondo (vedi Jesse e Buzz) ma MAI essere evidente motivo di scelte dirimenti del personaggio.
Stanton si è trovato in un impaccio abbastanza evidente in casa sua: non poteva far tornare Woody immediatamente con Buzz e Co., perché questo avrebbe significato emettere un giudizio su chi aveva lavorato prima di lui; non poteva fare a meno di riportare Woody nel gruppo, perché Toy Story senza Woody e Buzz non si può vedere; quindi opzione numero 3: mi prendo i primi 7 minuti di film per portare le cose apparentemente come erano prima del 4, e poi mi prendo gli ultimi 7 minuti per riportarle come è stato deciso che devono essere nel 4. Nel mezzo: l'ennesima avventura di Woody e Buzz, veicolata da una storia che vede però al centro Jesse. Ma ahimè, un'altra nota dolente, quella fatale, è che quando si arriva a tirare le somme, a scoprire la morale, l'insegnamento tratto dai giocattoli (e dal pubblico), il film manifesta totalmente la sua sottigliezza.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  04/09/2026 22:16:15
   6½ / 10
La saga principe della Pixar passa nelle mani sicure di Andrew Stanton, uno dei padri fondatori della casa di produzione amica Disney.

Continuo a credere che la storia doveva concludersi coo il terzo episodio ma sicuramente questo numero 5 è migliore del precedente.

Una vera evoluzione nel mondo dei giocattoli...l'interattivita'! I bambini ormai non sognano piu', sono ipnotizzati da questi schermi...e lo dimostra come i giocattoli animati passano inosservati alle spalle di questi "drogati" che per stare davanti allo schermo non vedono la magia che li sfiora.

Malgrado il sollievo finale pare proprio la fine di un'era quella di Woody e dei suoi amici.

Un episodio non memorabile ma che si lascia guardare.

floyd80  @  25/08/2026 09:38:25
   5 / 10
Bonnie è ormai cresciuta e i suoi giocattoli devono affrontare un nuovo nemico: la tecnologia. L'arrivo di Lilypad, un tablet interattivo a forma di rana, cattura infatti l'attenzione della bambina, mettendo in crisi Jessie, Buzz e gli altri. Per i giocattoli inizia così una nuova avventura per riconquistare Bonnie e riportarla al mondo della fantasia e del gioco.

Visto qualche mese fa al cinema, se non avessi riletto la trama non me lo sarei ricordato e questo, almeno per me, dice già molto sull'impatto che ha avuto il film Pixar. Eppure sulla carta gli spunti non mancano: la tecnologia che prende il posto dei giocattoli, l'isolamento dei bambini, la difficoltà di fare amicizia e il rapporto sempre più complicato tra fantasia e schermi. Temi attuali, che il film affronta senza demonizzare del tutto la tecnologia e cercando una sorta di equilibrio tra vecchio e nuovo.

Il problema è che, ancora una volta, Pixar sembra arrivare fuori tempo massimo. Ormai anche lei pare aver perso un po' di colpi, proprio come Disney: dopo l'acquisizione, del resto, è diventato difficile non vedere le due realtà come un'unica grande macchina. Si continua a ripescare, cambiando soltanto la confezione, e anche qui ritroviamo l'on the road, il nuovo personaggio che sembra cattivo ma non lo è e il solito percorso verso una convivenza pacifica tra due mondi apparentemente opposti. Due parole: che palle!

La cosa più curiosa è che il film sembra quasi parlare anche di se stesso: i giocattoli rischiano di diventare obsoleti, proprio come la saga che li ospita. Un'idea non affatto stupida, anzi probabilmente la più interessante di tutto il film, ma che secondo me non viene sfruttata fino in fondo.

Arrivato fuori tempo massimo, quindi, con una (finta) critica agli smartphone, ai tablet e ai social dati in pasto ai bambini, con relativa tristezza e depressione per un commento sbagliato o per la paura di essere esclusi. Tutto perfetto, tutto giusto, ma la morale diventa soprattutto un pretesto per far uscire l'ennesimo Toy Story. La critica non graffia, al massimo ti fa una carezza e ti porta con il pilota automatico fino al finale. Anche altre recensioni hanno sottolineato proprio questo limite: il film imposta un discorso piuttosto duro sulla tecnologia, salvo poi smussarlo fino a renderlo un monito molto più blando.

E il risultato, almeno nel mio caso, è quello che temevo: qualche risata, qualche momento tenero, la solita ottima confezione Pixar, ma pochissimo che resti davvero. E tu, dopo un mese, già non te lo ricordi più.

Norgoth  @  19/08/2026 13:33:06
   6 / 10
Il film è indubbiamente ben fatto, ma penso che stecchi nel tentare proprio nel suo intento principale: presentare la tecnologia nei bambini, sia come rischio da evitare ma anche come possibile risorsa da affiancare alla normale crescita.
La resa, purtroppo, è un po' troppo favolistica, soprattutto nel finale. Dubito fortemente sia possibile oggigiorno la nascita di un'amicizia pura come quella che viene presentata nel corso del film.
Riesce molto bene l'illustrare la cattiveria, spesso del "branco", che si viene a creare grazie alla protezione dello schermo.
L'intento anche di ricordare che l'unicità è bella e non serve vergognarsene o sacrificarla per non essere esclusi dal "gruppo" è, purtroppo, anacronistica e totalmente irrealistica al giorno d'oggi dove il fare parte di qualcosa, sia giusto o sbagliato, è fondamentale già dalle elementari.
Il messaggio, tra l'altro, sembra più indirizzato agli adulti che ai bambini.
Per il resto, l'ho trovato correlato di personaggi simpatici, soprattutto Smarty Pants e gli altri comprimari "nuovi". Woody qui esce un po' di scena come protagonista, lasciando spazio a Jessie. A me non è mai stata particolarmente simpatica, ma qui è stata abbastanza ben gestita (assieme a Bullseye)... a parte la brevissima parte dedicata al suo passato... beh! Buttata proprio alla bell'e meglio, un "giusto per" veramente malfatto... peccato, perché era un potenziale momento emozionante non da poco (ma penso che in questo Pixar abbia poco spazio di manovra, da quando c'è "mamma" Disney che riduce gli spazi di manovra...).
La parte dei Buzz è apprezzabile come resa ma un po' forzata e mal calata nel racconto.
Un seguito assolutamente NON necessario, ma passabile. Forse era preferibile farne una miniserie per Disney Plus, senza continuare una trilogia che era già perfetta così.

matt_995  @  13/07/2026 11:49:07
   7 / 10
Inaspettatamente apprezzabile (non sono fan della Pixar degli ultimi anni, siamo lontanissimi dai capolavori anni 2000).
Nettamente superiore al 4, qui almeno c'è una idea alla base (i tablet e la tecnologia che spazzano via i vecchi giochi e di conseguenza la fantasia dei bambini), quando invece il quarto capitolo non aveva una vera e propria ragione d'essere (se non la partenza finale di Woody).
L'impressione però è che sia l'episodio filler (bello per carità ma pur sempre un filler) di una bellissima serie TV che ha fatto la storia e ormai ha fatto il suo, senza più tanto da dire.
Molto apprezzabile la scelta di Jessie come nuova protagonista effettiva della storia. Lei è una nuova Woody non scontata, irascibile, impulsiva e anche leggermente dispotica. Una caratterizzazione femminile decisamente più fine e tridimensionale della noiosissima Boo-Beep del quarto capitolo che era solo un pretesto per mettere in scena un monodimensionale girl-power.
Pecca però in emozione: come si fa a mettere in scena il ricongiungimento di Jessie con la sua adorata Emily (ricongiungimento che aspettavano già da Toy story 2) e renderlo così anonimo e sbrigativo? Mi aspettavo i lacrimoni da quella scena invece solo indifferenza. Ma si sa, la Pixar è da Inside out che non è più in grado di commuovere.

stratoZ  @  10/07/2026 11:56:47
   6½ / 10
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Tutto sommato l'ho trovato carino, sicuramente meglio del quarto capitolo che era ben più scialbo, non ispirato come i primi tre, in questo invece ci sono diversi bei momenti ed una scrittura intelligente, portando al centro del discorso la tecnologia e la sua invasività nella vita di ogni bambino, le conseguenze sociali che portano la bambina che non ne usufruisce ad essere esclusa, andando a creare anche una forte competitività che sfocia nella dipendenza, come si vede in quel gioco che Bonnie fa insieme alle amiche, la paura di una bambina timida di essere giudicata dalle altre perché ancora gioca con i giocattoli, andando a reprimere i propri sentimenti, e devo dire tutto questo insieme riesce a toccare lo spettatore, ma ovviamente c'è anche l'abilità nello stemperare queste situazioni, la comicità non manca, anche quando è più amarostica, come nel caso di Woody, ormai invecchiato, e le battute sulle sue calvizie o il peso forma non più perfetto, una prima parte che ci sta un po' ad ingranare, visto il montaggio alternato di tre diverse situazioni, ma che fa convergere bene ogni personaggio, mettendo al centro anche i rapporti interpersonali, l'eterna infatuazione di Buzz nei confronti di Jesse, con la sua timidezza che non gli permette di dichiararsi anche quando sembra fin troppo palese, il rapporto d'astio che sa di conflitto generazionale tra i vecchi giocattoli e quelli elettronici, come si vede nelle varie scaramucce sia con la rana tablet che con quella carta igienica elettronica ed i suoi due amici, arrivando ad un comodo compromesso sull'uso della tecnologia.

Azione tutto sommato carina, nella prima parte stenta a decollare, la seconda, ben più ritmata, regala sequenze di tutto rispetto, le lunghe cavalcate della squadra che si è venuta a formare, con i tantissimi Buzz tecnologici, con la corsa contro il tempo per recuperare la rana tablet, e le ottime sequenze stilizzate dei giocattoli in fase di gioco, con annesse diverse citazioni ai classici disney, fino ad arrivare ai momenti dei matrimoni.

In fondo, mi sono divertito, ma il film ha anche i suoi spunti interessanti, almeno per essere un prodotto d'animazione - prevalentemente - per bambini.

topsecret  @  09/07/2026 14:14:08
   7 / 10
TOY STORY 5 si tiene al passo con i tempi mettendo in evidenza come la tecnologia possa influenzare i comportamenti e il modo di pensare dei più piccoli. Senza demonizzare nessuno, Stanton e Harris propongono una mediazione tra la tecnologia che avanza e i giocattoli tradizionali, ormai vecchi e inutili per molti ma non per quei bambini che hanno ancora una spiccata immaginazione e sensibilità.
Un bel film, per tutta la famiglia, che induce al senso critico e alla riflessione ma sempre con una porta aperta alla speranza e ai buoni sentimenti.

Wilding  @  25/06/2026 19:22:47
   6½ / 10
Carino, anche migliore del precedente capitolo, ma abbastanza piatto e poco brillante.

ds1hm  @  25/06/2026 11:18:42
   8½ / 10
E' un film bello, che naturalmente andrà rivisto più volte. Diverse le cose che mi sono piaciute di più: la storia è bella, forse troppo movimentata, e forse avrei esaltato maggiormente l'impatto emotivo finale tra le due bimbe simili nella loro diversità dai loro coetanei. Bella la rappresentazione dell'impatto dei social sui bimbi e sugli adulti. Chi critica dicendo che questo capitolo è arrivato tardi rispetto al mondo problematico attuale (dei bimbi e dei loro genitori) pecca di ipocrisia e di miopia in quanto non mi risultano tanti film che abbiano affrontato questo tipo di tematica. Bella la chiave di lettura quando si cerca di non condannare i social che hanno reso tutti più poveri e soli ma augurandosi un utilizzo che possa e che doveva avere dei nessi con un mondo ed un modo diverso di conoscersi e conoscerci.
Ci saranno tante critiche, di chi non si diverte riflettendo con Toy Story ma che preferisce magari ridere meccanicamente con i video di youtube.
Ho rivisto i voti dati nei primi mesi al terzo capitolo, per avere la conferma che in molti avevano avuto il coraggio di criticare una film eterno e meraviglioso, solo perché a prescindere si deve essere contro i sequel.
E' un film che avrà il suo valore tra anni e anni, quando forse con occhi malinconici ci renderemo conto di quel che si poteva fare per evitare l'attuale inizio della devastazione mentale di adulti e bambini.
Un film a suo modo coraggioso perché non vuole stupire e meravigliare, ma si limita nel racconto di un problema enorme le cui conseguenze non sono ancora note.
Avrei evitato i tanti Buzz nella storia, è una forzatura, mentre per fortuna si riduce al quasi anonimato Forky, personaggio a parer mio troppo esaltato nel quarto capitolo.

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