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Interessante l'esordio di Llarain che tratta il rapporto tra l'arte e la sua creazione e soprattutto l'ossessione dei due protagonisti verso l'opera "maledetta". Se Eliseo rappresenta la genialità attraverso un'opera che rappresenta un trauma profondo da cui verrà travolto e annientato, Riccardo con la sua mediocrità e la mancanza di talento di compositore contiene già gli elementi portanti delle pellicole successive del regista cileno, Tony Manero e Post mortem, senza avere tuttavia quelle caratteristiche patologiche e distruttive dei personaggi portati sullo schermo da Alfredo Castro, peraltro presente già in questo film in un ruolo secondario ma pur sempre incisivo.