la guerra dei roses regia di Danny DeVito USA 1989
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la guerra dei roses (1989)

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locandina del film LA GUERRA DEI ROSES

Titolo Originale: THE WAR OF THE ROSES

RegiaDanny DeVito

InterpretiKathleen Turner, Michael Douglas, Danny DeVito

Durata: h 1.56
NazionalitàUSA 1989
Generecommedia
Tratto dal libro "La guerra dei Roses" di Warren Adler
Al cinema nel Maggio 1989

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Trama del film La guerra dei roses

Dopo diciotto anni di matrimonio, coronati dalla presenza di due figli, Barbara Rose si accorge che qualcosa non funziona nella sua vita: il marito, Oliver, che pure le ha assicurato un'esistenza di alto livello, non l'ha mai gratificata. Il mondo perfetto che Oliver ha saputo allestire per loro in tutti quegli anni le pare privo di senso e quando la coppia va in crisi gli effetti sono devastanti.

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Voto Visitatori:   7,58 / 10 (86 voti)7,58Grafico
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Voti e commenti su La guerra dei roses, 86 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

stratoZ  @  20/02/2024 12:55:22
   8 / 10
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Non sembra neanche un film di DeVito, con tutto il rispetto eh, simpatico lui ma non ti aspetti una commedia nera così scorretta, così pungente, così dissacrante ed efficace. "War of the Roses" è un altro di quei film che si diverte ad ironizzare sull'alta borghesia americana, sui suoi usi e costumi, le ipocrisie e il sogno americano stesso, lo fa con uno stile estremamente dinamico e caricaturale, ai limiti del surreale, sfociando anche saltuariamente nel grottesco, in cui l'accanimento e l'eccesso arrivano ad essere all'ordine del giorno, il termine stesso usato nel titolo "guerra" rende perfettamente l'idea di quello a cui si sta per assistere.

L'inizio è quello tipico delle commedie romantiche, con quel clima di passione e collaborazione che fa sembrare all'apparenza vada tutto bene, il che probabilmente è pure vero, andava tutto bene perché per diciotto anni i due protagonisti sono stati insieme, interessante, oltre a vedere il progredire della relazione sentimentale, anche il progredire dello status, con le varie promozioni lavorative sudate dal personaggio di Michael Douglas e le successive evoluzioni, dalla nascita dei figli, alla casa nuova, perfettamente arredata di gingilli dalla dubbia utilità ma che fanno un figurone esteticamente per i quali lei ha speso un sacco di tempo per trovarli e sistemarli tutti, alla fine dopo anni ne risulta un quadretto perfetto di una famigliola felice, molto benestante, con due figli prossimi al college e una casa praticamente perfetta, tipo quelle delle pubblicità in pratica, da fare invidia a qualsiasi americano.

E' con il deterioramento dei rapporti che inizia a ribaltarsi la prospettiva e soprattutto ci sarà una progressiva distruzione di tutto ciò che era stato creato con tanto impegno fino a quel momento. Tutto nasce quando Barbara, interpretata dall'affascinante Kathleen Turner si stanca di Oliver e, dopo alcuni indizi abbastanza palesi - oltre il discorso del non presentarsi in ospedale, qui DeVito ha delle trovate registiche niente male, come ad esempio, una volta andati via i figli la scena della cena dove i due coniugi stanno ai lati opposti del tavolo con una percezione visiva che fa sembrare vi sia una distanza enorme tra di loro, tra l'altro, diciamola tutta, è presa da Citizen Kane, dato che Welles ha usato lo stesso espediente nello stesso contesto. Altra trovata interessantissima è la scena in cui Barbara non riesce a leggere la lettera del marito, la pessima calligrafia di lui viene usata come contesto per rimarcare l'incomunicabilità all'interno della coppia, momento di una valenza espressiva non indifferente - decide di chiedere il divorzio.

Da quel momento iniziano le peripezie dettate dall'intolleranza di Barbara nei confronti di Oliver e dalla rabbia di Oliver nei confronti di Barbara che non lo ama più, provando anche più volte a riconquistarla ma fallendo miseramente. Interessante vedere come il conflitto si fa sempre più puerile e pesante, ad un certo punto mi sembrava di vedere litigare due ragazzini immaturi, senza esclusione di colpi - e alcuni sono davvero bassi - fin da quando Oliver non è intenzionato a lasciare la casa e va a convivere comunque da separato - si ritorna a mostrare un forte attaccamento materiale alla proprietà -, da lì in poi la situazione degenererà, il tono comico sale progressivamente assieme a quello tragico, facendosi sempre più sopra le righe e arrivando a momenti da brividi, tra cui quello in cui Oliver mette in forte imbarazzo gli ospiti/clienti di Barbara, che nel frattempo ha provato ad iniziare una nuova attività, andando addirittura a pisciare sul pesce che aveva preparato per loro, con conseguente vendetta con distruzione di macchina e uno scontro che sembrava di essere a Monster truck.

Tutta la battaglia finale poi è fantastica, con la continua distruzione delle porcellane e i vari cimeli a cui la coppia teneva tanto, alcuni di altissimo valore e che si erano impegnati per trovare, ad un certo punto c'è proprio quel clima a metà tra i film di guerra, l'horror e lo humor nero dettato dalla situazione, non sai da dove potrebbe provenire l'attacco, tra piatti volanti, cadute dalle scale e quel lampadario lussuoso, altra suppellettile di ostentazione borghese che porta ad un finale tragicomico e nerissimo, in una scena anche carica di suspense a manetta, in effetti li lo spettatore non sa se ridere o provare tensione, nel dubbio entrambi.

Dalla messa in scena di livello e una fotografia vividissima il film si distingue anche per le interpretazioni, gestite benissimo e caricaturali al punto giusto, alla fine i personaggi sono la parodia di loro stessi e va bene così, ma non c'è un momento in cui sembra esagerino, anzi, la coppia di protagonisti è in formissima e in perfetta sintonia.

Gran bella commedia nera, spietata e cinica di un DeVito ispiratissimo.

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