la valle dei sorrisi regia di Paolo Strippoli Italia 2025
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la valle dei sorrisi (2025)

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locandina del film LA VALLE DEI SORRISI

Titolo Originale: LA VALLE DEI SORRISI

RegiaPaolo Strippoli

InterpretiMichele Riondino, Romana Maggiora Vergano, Giulio Feltri, Paolo Pierobon

Durata: h 2.02
NazionalitàItalia 2025
Generehorror
Al cinema nel Settembre 2025

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Trama del film La valle dei sorrisi

Sergio, insegnante di educazione fisica, è costretto a trasferirsi a Remis, isolato paesino montano dove, apparentemente, regna una pace incorruttibile. Il professore, in realtà, scoprirà presto che gli abitanti della cittadina, per mantenere quella serenità che mostrano al mondo, una volta alla settimana compiono un inquietante rituale grazie al quale si liberano dei propri dolori abbracciando un adolescente del posto, Matteo, soprannominato L'angelo di Remis per via del suo potere misterioso e potenzialmente oscuro.

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Voto Visitatori:   6,47 / 10 (15 voti)6,47Grafico
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Voti e commenti su La valle dei sorrisi, 15 opinioni inserite

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floyd80  @  09/04/2026 15:44:56
   7 / 10
Sergio (Michele Riondino), un insegnante tormentato, scopre che la felicità surreale degli abitanti del luogo nasconde un macabro rituale: scaricare i propri traumi abbracciando Matteo, un adolescente capace di assorbire il dolore degli altri.

Paolo Strippoli ci accompagna per mano in un'atmosfera surreale, dove l'impossibile viene accettato come qualcosa di perfettamente normale dagli abitanti del posto. Il racconto oscilla costantemente sul filo del bene e del male, e si comprende fin da subito che la situazione creata non potrà che degenerare.

Ma l'inevitabile tragedia, rispetto a molte produzioni straniere, qui arriva con intelligenza ed equilibrio. Nella pellicola di Strippoli non esistono veri buoni o cattivi: esistono solo le conseguenze delle pulsioni umane.

Persino il protagonista, devastato dalla morte del figlio, finisce per diventare dipendente dai sentimenti stessi, sia quelli più oscuri che quelli apparentemente liberatori.

La valle dei sorrisi è un dramma con venature horror, sostenuto da una regia tagliente che fa ben sperare per il futuro del nostro cinema di genere.

Chi mi segue lo sa: amo il cinema di genere nostrano, quello che si distacca dalle solite commedie corali nazionali. Un cinema coraggioso che, pur senza una forte macchina pubblicitaria alle spalle e senza grandi incassi, riesce comunque a realizzare prodotti di assoluto rispetto, proprio come questo film.

E, nonostante non sia un horror in senso stretto, un paio di scene rimarranno impresse nella memoria… e forse anche nei vostri incubi.

E ora sorridete…

www.castaldofelice.it

TheLegend  @  17/03/2026 01:00:12
   5 / 10
Per gli standard dei film italiani a cui siamo abituati è sicuramente ben interpretato e realizzato.
Le buone premesse vengono però sviluppate male e il risultato complessivo non raggiunge la sufficienza.

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  14/03/2026 15:11:06
   7 / 10
Buon horror italiano che usa l'atmosfera inquietante di un paesino di montagna per riflettere sul tema del dolore e della sua rimozione.

stratoZ  @  02/03/2026 11:53:59
   6 / 10
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Lo ritengo un film sufficiente ed allo stesso tempo un'occasione sprecata, perché il concept in sé ha un enorme potenziale, la grande metafora psicologica tra le righe di questo horror dai tratti folkloristici, che inevitabilmente ricorda opere come "Midsommar", "The Wicker man" e qualcosina in zona Fulci, funziona benissimo, il film vuole creare un'iperbolica rappresentazione di un paese dalla psiche mutilata, totalmente a pezzi per il disastro avvenuto anni prima nel quale buona parte dei membri della comunità hanno perso qualcuno, generando continui traumi, Matteo, il ragazzo che assorbe il loro dolore tramite gli abbracci, rappresenta un po' quella via facile di affrontare i sentimenti negativi, nascondendo tutto sotto il tappeto, andando verso un appagamento facile, arrivando a creare dipendenza, soprattutto una volta che l'effetto svanisce, si potrebbe sostituire una qualsiasi sostanza psicotropa a Matteo e l'effetto sarebbe quello, ma lo si vede esplicitamente nel fatto che il protagonista stesso all'inizio del film è un ubriacone e dopo aver abbracciato Matteo sembra aver risolto la sua dipendenza, lo si vede anche in quella sorta di astinenza che vivono i personaggi, che iniziano a manifestare prurito e pelle scorticata una volta che l'effetto viene a meno, lo si vede anche in tutto il sistema che vi è dietro, tra padre, prete e tutti quelli che lucrano sopra questo fenomeno, e proprio per questo non è da escludere la religione tra le possibili metafore di dipendenza, d'altronde l'oppio dei popoli è stato per secoli, ed è ancora, una facile soluzione al dolore, basata su dogmi, preconcetti e lucro.

Se questa grande metafora funziona bene, il film si perde nei dettagli, nelle piccole sottotrame che aggiungono fin troppa roba distraendo lo spettatore e penalizzando la tensione, lo stesso rapporto tra Matteo ed il professore prova ad introdurre una superficiale analisi sociale che sembra portare a poco o nulla, altri personaggi di contorno, come quel tuttofare che si schiaffeggia da solo e poi perde tre dita della mano, ma lo stesso vicino di casa del protagonista, aggiungono un sacco di fuffa che mi è sembrata ridondante, la questione riguardante i rapporto di Matteo col resto dei compagni, il bullismo, la velata attrazione nei confronti del suo amico, tutti elementi che mi sono sembrati di troppo, ad arzigogolare una narrazione che non ne aveva il minimo bisogno, e soprattutto a levare attenzione magari a qualche scena di stampo più horrorifico, di fatti la tensione latita, o comunque sembra arrivare a sprazzi, qualche momento particolarmente inquietante c'è, come la prima volta che vanno a trovare Matteo e si vede l'abbraccio col professore, ecco lì i tempi sono gestiti splendidamente, riuscendo a creare curiosità ed immedesimazione, o ancora, il tentato omicidio nei confronti del protagonista, riesce ad essere angosciante e genera una certa paranoia nel sapere le intenzioni di quel popolo di matti, ma diventano casi isolati all'interno di una narrazione troppo esigente nei confronti della stessa scrittura.

Sufficiente.

Invia una mail all'autore del commento bleck  @  28/02/2026 23:00:22
   4½ / 10
Domanda per gli intelliggentoni super esperti di cinema, che nei films vedono cose che noi umani...
Si può tranquillamente definiire questo film "noioso" senza giocoforza essere definiti "bimbiminkia" ?

1 risposta al commento
Ultima risposta 01/03/2026 12.10.45
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Febrisio  @  30/01/2026 11:50:37
   7½ / 10
Strippoli ci regala delle atmosfere cupe ben equilibrate tra una realtà rurale e senso d'inquietudine. La fotografia è espressiva e allineata a un film che, nonostante una struttura apparentemente semplice, si dimostra solido e ben realizzato. L'elaborazione del lutto ridotta a semplice spunto, aggiunge al film una lieve profondità senza appesantirlo. Una scena in particolare, quella accompagnata dalla musica di Mia Martini, mi ha ricordato con piacere una scena con la musica dei tears for fears in Donnie Darko. Finale in crescendo, convincente.

antoeboli  @  28/01/2026 15:48:11
   7 / 10
Presentato all'ultimo festival di Venezia, come proiezione di apertura, ''la valle dei sorrisi'' aveva subito catturato la mia attenzione e quella della critica.
L'italia sta vivendo un periodo per quanto riguarda il cinema di genere, un po di rinnovamento, mettendo in mostra alcuni ''nuovi'' registi tra cui De Feo e Strippoli, che negli ultimi dieci anni da soli o insieme hanno tirato fuori qualche pellicola di spessore come The Nest, o A classic horror story.
Strippoli si presenta questa volta da solo, con un prodotto ambientato all'interno del classico paesino dove ognuno si conosce l'un l'altro e ttuti sanno i fatti di tutti. Remis, paese che non viene mai localizzato geograficamente, accompagna le vicende di un insegnante di ed. fisica, intepretato da un bravo Riondino. Quest'ultimo si presenta caratteriualmente burbero, triste, alcolizzato, il che cozza molto con questo posto, dove tutti sono gentili e sorridenti. Ma, un particolare avvenimento segnerà la sua conoscenza col giovanissimo Matteo, un bimbo che sembra avere una sorta di influenza sulle persone del posto.
Strippoli mette sul piatto sicuramente una bella cura per le ambientazioni e per le performance di alcuni personaggi che risultano credibili. In mezzo però troviamo anche volti piu carenti di recitazione che rendono il tutto simile ad una fiction televisiva.
Buona la fotografia, che da quel sapore di cupo e misterioso, e che tiene incollato lo spettatore, tirando fuori la sua venatura horror negli ultimi 30 minuti. Parliamo di un film che non vuole spaventare con mostri o jumpscare, ma si limita a parlare di argomenti come ad esempio la solitudine o il bullismo (molto attuali), canalizzandoli dentro una storia horror, con un finale teatrale girato molto bene, e che mi ha anche abbastanza traumatizzato.
E' indubbiamente la ricerca di ispirazioni, che questo film prende da altre pellicole di spessore come Midsommar, o da eventi di cronaca nera veramente accaduti.
Altro aspetto che mi ha un po dato fastidio è una presa diretta dell'audio che spesso lascia a desiderare, con voci a volume basso che bisbigliano e non ci permettono di capire nulla.
Io comunque lo promuovo e lo consiglio.

Jumpy  @  08/01/2026 21:41:31
   6 / 10
Strippoli regista sta evolvendo e crescendo, indubbiamente. Lo staff tecnico dimostra ancora una volta che ci sa fare: bella la fotografia e le ambientazioni, atmosfera angosciante e tesa, più che un horror è un thriller soprannaturale,

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER con qualche scena disturbante.
Si rifà un po' alle atmosfere dei thriller/horror del maestro Pupi Avati.
Il cast se la cava piuttosto bene, spiccano Paolo Pierobon e Romana Maggiora Vergano più dello stesso protagonista, Michele Rondino, che ho trovato eccessivamente sopra le righe.
Anche se non è particolarmente originale, almeno non è che quel minestrone di cliché del (bruttino) A classic horror story, è da apprezzare.
L'inizio promette(va) bene, si perde un po' tra lunghezza eccessiva per la storia raccontata, un finale che non convince e qualche problema di struttura.

VincVega  @  08/01/2026 17:25:22
   6½ / 10
Non so se definirlo proprio horror, sicuramente è un film ben fatto e che incuriosisce questo di Strippoli, sia per la tematica, sia per la direzione del regista che se la cava. Diciamo che il finale non mi ha fatto impazzire e due ore sono troppe per questo tipo di pellicole, comunque "La Valle dei Sorrisi" è un buon prodotto, più o meno agli stessi livelli del precedente "Piove".

topsecret  @  08/01/2026 14:29:33
   6 / 10
Il finale mi ha lasciato parecchio insoddisfatto perchè mi è sembrato un po' forzato, ma non è l'unico dettaglio che ho trovato fuori posto in questo lavoro di Strippoli.
LA VALLE DEI SORRISI non mi è sembrato originalissimo nei temi trattati e nelle modalità con cui vengono affrontati, in una messa in scena abbastanza ordinaria e un cast che non convince sotto l'aspetto interpretativo ed emozionale.
Come valutazione siamo più o meno sui livelli di PIOVE ma Strippoli comincia a mostrare una maturità registica che va premiata.

BlueBlaster  @  07/01/2026 17:42:08
   6½ / 10
Elevated horror italiano non male m nemmeno imperdibile.
Cast abbastanza capace, regia più che buona e storia intrigante...
Tuttavia a tratti gira a vuoto e dura troppo...sono arrivato al termine abbastanza stanco quando invece le premesse erano più che buone.
Il film è particolare ma comunque un mix di tematiche già viste, non è proprio un horror ma ha dei momenti violenti o dalle tinte macabre.
Merita una visione ma non lo consiglio a tutti.

Gruppo COLLABORATORI Harpo  @  04/10/2025 15:04:20
   7½ / 10
Leggasi, tanto per cambiare, l'ottimo commento di Gaunt. Tra l'altro, io sono ancora più drastico e dico che "La valle dei sorrisi" non è assolutamente un horror, sebbene ne possegga diversi tratti distintivi. Il film di Strippoli è un lavoro sull'elaborazione del lutto, uno di quei prodotti che fa tante domande e lascia allo spettatore la possibilità di darsi le risposte che preferisce. Aggiungeteci poi i richiami a "The wicker man", "Carrie", "Midsommar" e a tanti altri filmoni che ho adorato e, niente, "La valle dei sorrisi" rientra a pieno titolo tra le sorprese più gradite della stagione.

Phenomeno  @  24/09/2025 00:46:14
   4½ / 10
Purtroppo dopo Piove Strippoli non si riconferma, film soporifero, pretenzioso e compiaciuto.

Someone  @  22/09/2025 15:11:45
   8 / 10
Molto bello! Era dai tempi di "Oltre il guado" che non vedevo un horror italiano a questi livelli qualitativi. Complimenti a tutto lo staff.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  16/09/2025 15:28:26
   8 / 10
Se Paolo Strippoli ha frequentato un horror più "classico" sia con Piove che in coabitazione con Roberto De Feo in A classic horror story, con La valle dei sorrisi confeziona un prodotto più stratificato che pur rimanendo nell'ambito horror presenta delle connotazione più drammatiche che orrorifiche. La felicità artificiosa del piccolo villaggio di Remis è una foglia di fico che nasconde al suo interno una tragedia ferroviaria che ha provocato la morte di decine di suoi abitanti. L'elemento soprannaturale è rappresentato dal giovane adolescente Matteo che ha la capacità di assorbire il dolore altrui, tramite un abbraccio, senza cancellare il ricordo doloroso. Pur sfociando nel sovrannaturale, la componente di base risiede nel dramma vero di ognuno dei personaggi che non ha nulla di sovrannaturale ma che corrisponde al senso di colpa e l'incapacità di accettare prima e convivere poi con il proprio dolore che Matteo lenisce, ma non cancella, come detto. Il protagonista, Un ottimo Davide Riondino è l'estraneo messo di fronte ad un quadro personale pieno di disagio, simile agli abitanti del paese e non capisce il perché di questi volti sorridenti e sereni. Strippoli caratterizza bene i suoi personaggi, che non sono mai mono o bidimensionali. Ognuno di essi ha un vissuto tragico da raccontare e più che la paura in senso stretto, La Valle dei sorrisi genera inquietudine e turbamento che sono tangibili. Da vedere tenendo conto di aver a che fare con un horror certamente dai connotati poco classici. Da evitare per i bimbominkia.

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