la vita va cosi' regia di Riccardo Milani Italia 2025
al cinemain tvanteprimearchivioserie tvblogtrailerclassifichespecialiregistiattorirecensioniforumfeedmy
Skin Filmscoop in bianco Filmscoop nostalgia
Ciao Paul!
Ricerca veloce:       ricerca avanzatabeta

la vita va cosi' (2025)

Commenti e Risposte sul film Invita un amico a vedere il film Discutine sul forum Errori in questa scheda? Segnalaceli!

Seleziona un'opzione

Dove puoi vederlo?

locandina del film LA VITA VA COSI'

Titolo Originale: LA VITA VA COSÌ

RegiaRiccardo Milani

InterpretiIgnazio Mulas, Virginia Raffaele, Aldo Baglio, Diego Abatantuono, Geppi Cucciari, Jacopo Cullin, Gabriele Cossu, Massimiliano Medda, Pietro Ragusa, Carlo Cracco

Durata: h 1.58
NazionalitàItalia 2025
Generecommedia
Al cinema nell'Ottobre 2025

•  Altri film di Riccardo Milani

Trama del film La vita va cosi'

Un racconto ironico e appassionato lungo vent’anni, ambientato in un angolo meraviglioso della Sardegna, dove una comunità si troverà stretta tra il sogno del lavoro e la difesa del territorio e della sua identità.

Sei un blogger? Copia la scheda del film Sei un blogger? Copia la scheda del film

Voto Visitatori:   6,94 / 10 (8 voti)6,94Grafico
vota e commenta il film       invita un amico
Cerca il commento di: Azzera ricerca


Voti e commenti su La vita va cosi', 8 opinioni inserite

caratteri piccoli caratteri medi caratteri grandi
  Pagina di 1  
Commenti positiviStai visualizzando solo i commenti positivi

topsecret  @  09/02/2026 14:30:13
   6 / 10
Ispirato da fatti reali, LA VITA VA COSI' riesce a perdersi nel racconto diventando, di fatto, una commedia surreale e dai forti connotati grotteschi, romanzando in grandissima parte una storia che avrebbe potuto regalare qualcosa di buono da raccontare.
Certamente il messaggio è lodevole, forte e chiaro, ma la natura del film viene meno enfatizzando la dove non c'era bisogno e riducendo alcuni personaggi a delle caricature ingenue e prive di spessore.
Il cast è discreto e fa la sua parte degnamente, la narrazione non annoia e la regia ha il merito di evidenziare bene paesaggi e luoghi, ma il tutto è mortificato da una sceneggiatura che si perde per strada.
Commedia agrodolce sufficiente ma non indimenticabile.

Jumpy  @  08/02/2026 12:41:56
   6 / 10
Sulla carta le potenzialità erano enormi: ambientazioni bellissime, tematiche attuali più che mai (tutela dell'ambiente e del territorio, crisi del lavoro, giovani che scappano) comuni anche nelle zone interne del Sud.
Nonostante le 2 ore il film resta però tra superficialità e banalità

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER situazioni ripetitive e noiose

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER
poteva durare almeno mezz'ora in meno.
Come commedia si sorride solo in un paio di circostanze.
Il voto è tutto per la splendida costiera della Sardegna

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER
e le interpretazioni di Abatantuono (misurato e calibrato, invecchiando migliora sempre di più) e Aldo (bravo anche senza Giovanni e Giacomo)

christopher2003  @  07/02/2026 11:11:56
   8½ / 10
La nuova commedia mezza biografica di Milani riesce a far ridere senza mai cadere nel volgare o nel banale. La Raffaele dimostra tutta la sua versatilità, passando con naturalezza dalla comicità più brillante ai momenti di sottile ironia. E vista la bellezza della Sardegna ci voleva la presenza della sarda Cucciari che porta la sua energia travolgente e il suo senso dell'umorismo unico, regalando scene memorabili che alleggeriscono la tensione narrativa. Abatantuono e Baglio contribuiscono con la loro esperienza e presenza scenica, creando situazioni comiche credibili e mai forzate. Perfino il signor Ignazio Loi, al suo debutto cinematografico come pastore sardo, aggiunge un tocco di ironia genuina che rende le dinamiche tra i personaggi ancora più autentiche e divertenti.

Mauro@Lanari  @  06/02/2026 13:39:46
   7½ / 10
In una parentesi Milani si confronta col nostro cinema passato ribadendo la genialità dell'ultimo libro di Floris, "Asini che volano. Elogio degli italiani tra cinema e realtà", Solferino 2025 (https://www.solferinolibri.it/libri/asini-che-volano/). I film di Sordi erano democristianamente indulgenti e autoassolutori, idem il dramedy italiano. Il nostro cinema sferzante, caustico, fastioso verso la maggioranza silente fu il neorealism'o Ferreri ch'è sempre stato di nicchia. L'erede di Sordi è Zalone/Medici, record d'incassi e, con l'effetto traino sull'indotto, qualcuno insinua capace d'incrementare di decimali il PIL italico. "La vita va così" ha incassat'oltre 7 milioni d'euro: parte malissimo come fosse il reboot del suo lavoro precedente dislocato dall'Abruzzo alla Sardegna con toni da commedia. La seconda parte diventa invece un western di periferia e poi un drammatico Davide contro Golia (il contenzioso legale è ancora aperto). La frase conclusiva dei credits replic'al Fossati de "La disciplina della terra" (2000). Il regista romano è tornato ai fasti di due anni fa, quando con "Grazie ragazzi" aveva già tratto ispirazione da una storia vera. Assieme a "Il migliore dei mondi" (Capatonda 2023), fra le nostre opere più recenti dotate di valore.

3 risposte al commento
Ultima risposta 07/02/2026 19.03.59
Visualizza / Rispondi al commento
Davide  @  13/12/2025 11:13:58
   7½ / 10
Un film allo stesso tempo divertente ed emozionante.
Da non perdere

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

Invia una mail all'autore del commento cinemaincompagn  @  12/12/2025 11:18:57
   8 / 10
COMMENTI
Sul finale Bollywood non sono d'accordo perché in realtà il protagonista è l'unico che non si muove e penso che si volesse dare importanza a questo e non l'ho percepito come un Bollywood necessariamente.

Il film fa pensare alla drammaticità che ancora oggi nel 2025 un ragazzo sardo deve andare a Londra a fare il cameriere per lavorare: sarà una commedia ma a me lascia l'amaro di questa drammaticità.

La strada della felicità: è questa la domanda: la Costituzione americana parla del diritto alla felicità: è un concetto vago che va riempito di contenuti. I contenuti ancora oggi non li abbiamo trovati. E se vogliamo dare un senso a questo film è quello di una domanda che ognuno di noi si deve fare e dare a questa domanda una risposta.

Cito una parte di omelia di un parroco Don Luigi Epicoco: riflettendo sulla morte propone un esercizio: supponete di dover morire fra 24 ore. Cosa fareste? Andreste a comprare la spiaggia? Prendereste la Tesla più nuova? No, il desiderio istintivo, l'esigenza elementare che ci guida è stare con le persone che ci vogliono bene. È vero: ciascuno ha la domanda di felicità e probabilmente un'ipotesi di risposta è che non c'è niente che la possa riempire né il denaro, né le mucche sulla spiaggia, né la tradizione e l'attaccamento alla terra, né il progresso e lo sviluppo; probabilmente la risposta a questa domanda di felicità che ci caratterizza tutti è un'altra.

Faccio riferimento alla citazione di Leonard Cohen "C'è una crepa in ogni cosa, ed è da lì che entra la luce" ("There is a crack in everything, that's how the light gets in") nella canzone "Anthem"; la fessura che può essere una possibilità di penetrare la verità, la felicità, di arrivare alla domanda, alle nostre verità. E questa fessura poi diventa una crepa, come dice Abatantuono.

Guardando il film mi ha colpito che noi abbiamo la realtà di Taranto, città bellissima costretta da una vita a decidere se morire di lavoro o morire di salute (non c'è famiglia che non abbia avuto un morto di tumore ) per cui c'è un destino di dover costringere a scegliere; quando vedo le proteste anche con posizioni radicali mi interrogo, perché è vera una cosa come è vero anche il contrario; non ho risposte, non ho un giudizio completo, però oggettivamente ci sono realtà "maledette" in cui si è costretti a decidere.

Per me il manager è illuminato, colpito dalla dignità di questo uomo che sa dire no 'abbiamo bisogno di eroi in cui identificarsi' anche se poi avere il coraggio di essere a propria volta eroe non è scontato; la figlia è di un'altra pasta …

… esempio dei figli che seguono i padri …

Anche se è una bella commedia viene la tristezza del "troppo tardi", il manager alla fine spento, le cause vinta ma il danno è fatto, il territorio è deturpato, le case sono lì che andranno in malora; la frase finale indica che non è solo la comunità non salvata, ma tanta parte del territorio abbruttita. Il concetto del "troppo tardi" è tanto italiano: le burocrazie, le cose lasciate a metà ed alla fine la bellezza non c'è più e rimane solo il brutto. Questo mi lascia una grande tristezza

Sottolineo una frase "non ci possiamo più fermare" come se il capitalismo, l'immobiliarismo anche se avesse una "illuminazione", ma ormai non possiamo più fermarci. Io invertirei la domanda di prima "cosa siamo disposti a sacrificare per il futuro?" (per i posti di lavoro dovete sacrificare un po' dell'aria pulita). Io farei la domanda a chi ha quella mentalità: "cosa sei disposto a sacrificare tu del tuo guadagno, del tuo investimento, delle tue mire espansionistiche per salvare quello che c'è di bello, e che anche riconosci come bello?". E nel finale c'è l'invito a pensare a qualcosa, ipotizzare una risposta. Si diceva che siamo come bloccati; la provocazione può essere: "ma possiamo pensare in un modo diverso?". Il personaggio non è un difensore della natura, è solamente un testardo che non ha amici, che non ha rapporti, e quindi è un asociale

Per me non è un testardo, non è assolutamente un asociale, è una persona che ha capito, che ha visto quello che è successo nella sua terra e la sta difendendo con i denti e con le unghie, a tutti i costi.

Ho vissuto il film come una favola, è una bella favola, anche molto comica, con delle belle uscite. Ci sono diversi spunti scenografici che mettono a confronto povertà e ricchezza. L'ho vissuto come una favola, perché questa realtà e quello che voleva lanciare non esiste: sull'Ilva di Taranto da quanti anni c'è questa la discussione? Continua a esserci. Io avrei fatto finire il film alla frase della figlia perché questa è la realtà. Il film è bello, interessante, ma non è reale, purtroppo. Ho vissuto il film e queste problematiche come se fossero sulla mia pelle da pugliese, perché in Puglia si sta facendo pezzo dopo pezzo lo stesso sfacelo.

A me ha colpito il senso di appartenenza fortissimo. Noi in Puglia non siamo più pugliesi e liberi di andare, di godere del nostro mare, il godere delle piccole cose: è bello il pastore sulla spiaggia che contempla e si accontenta delle piccole cose: il segreto per essere felici è accontentarsi della vita semplice, mentre tutti nel paese spendono per cose secondarie pur avendo bisogno di lavorare. Dobbiamo mantenere anche il senso, il livello di vita, perché tutti vogliamo tutto, ma c'è un prezzo da pagare.

Questo introduce una parola in discussione nei grandi consessi di economia e socialità: il downgrade, cioè rallentare, tornare un po' indietro, perché espandersi? Quindi rifacciamo la domanda: "A cosa ciascuno è costretto a rinunciare per mantenere il proprio status?". …

… costretto dalla storia o costretto dall'uomo? C'è un discrimine: se costretto dalla storia, perché c'è un limite che non possiamo sorpassare, i mutamenti climatici sono un limite che ci viene imposto da quello che abbiamo prodotto, esistono alternative a questo limite? Tecnicamente sì. Ci vogliono scelte coraggiose e persone e politiche capaci.

Non è la storia, è l'economia che guida.

Ma anche nell'economia. Prendiamo per esempio le questioni energetiche. Nell'economia ormai è chiaro che le energie cosiddette alternative sono economicamente più sostenibili di quelle che riguardano il consumo di energie come petrolio, carbone e via dicendo. Da un punto di vista economico sono molto più sostenibili. Si tratta di fare scelte che comportano una modifica degli equilibri sociali, delle situazioni sociali che non tutti sono disposti a fare. Questo è il problema. Ed è una cruna di ago che ci tocca dover passare. La situazione che viviamo nella quotidianità ci obbliga a fare delle scelte. E le scelte costano.

Il film mi ha spaventato. Quando ho visto le ruspe io mi sono sentita male.

C'è il confronto tra i nipoti che ringraziano il nonno e la figlia che insisterà con differenze di generazioni.

Su cosa siamo disposti a fare: ognuno nel proprio piccolo può cercare di fare qualcosa: il filtro del condizionatore d'aria, chiedere di spegnerli perché spegnendoli si rinfresca l'ambiente; ma questo principio non passa e se continuiamo così sarà sempre peggio.

Siamo pessimisti

C'è il rispetto della propria famiglia, dei padri, del possesso della sua casa: è il patriarcato.

Io non parlerei di povertà ma parlerei di scelte: semplicità messa a confronto con uno 'status' perché quella gente ha scelto di restare lì volontariamente però volendo potevano sfruttare il terreno intorno. Probabilmente l'alternativa è trovare risorse (invece di tenerli a casa i barattoli di pomodori li potevano esportare per far conoscere).

Non sono le ruspe che fanno paura, sono gli uomini che guidano le ruspe!

Una buona strategia fare una commedia popolare, con attori popolari e scelti bene per trasmettere un messaggio molto profondo perché molti si fermano a pensare su tante cose: sfarzo contro essenziale; territorio contro lavoro. Più efficace che se avessero fatto una cosa più seria.

Wilding  @  06/11/2025 17:17:43
   7 / 10
Una commedia molto carina, scenari bellissimi e un tema molto interessante.

  Pagina di 1  

vota e commenta il film       invita un amico

In programmazione

Ordine elenco: Data   Media voti   Commenti   Alfabetico

2 cuori e 2 capanne2000 metri ad andriivka28 anni dopo: il tempio delle ossa
 NEW
agata christian - delitto sulle nevi
 NEW
anaconda (2026)articolo 1avatar - fuoco e cenereben - rabbia animalebuen camino
 NEW
conan, il ragazzo del futurodivine comedyelena del ghettoellie e la citta' di smeraldofather mother sister brotherfilmlovers!franco battiato - il lungo viaggiofratelli demolitorigioia miagiulio regeni - tutto il male del mondogreenland 2: migrationhambre
 NEW
hamnet - nel nome del figlioil dono piu' preziosoil falsarioil profeta (2025)in the hand of dante
 NEW
io+te
 NEW
krakenla graziala mia famiglia a taipeila piccola ameliela scelta di josephla scomparsa di josef mengelela stanza di marianala villa portoghese
 R
la voce di hind rajabl'agente segreto (2026)
 NEW
lavoreremo da grandile cose non detteleopardi & co
 NEW
l'infiltratalo sconosciuto del grande arcol'ombra del corvolupin the iiird: the movie - la stirpe immortalemarty suprememelaniamemoria di una rivoltamercy: sotto accusamonsieur aznavour
 NEW
my father's shadowno other choice - non c'e' altra sceltanorimberganorth - la regina delle nevipolvo seran - polvere di stelleprendiamoci una pausaprimavera (2025)return to silent hillsend helpsentimental valuesiratsong sung blue - una melodia d'amoresorry, babyspongebob - un'avventura da pirati
 NEW
stray kids: the dominate experiencethe rip - soldi sporchithe teacher (2023)
 NEW
tienimi presentetony, shelly e la luce magicaultimo schiaffoun inverno in coreaun topolino sotto l'alberouna di famigliavita privata (2025)
 NEW
wider than the sky - piu' grande del cielo

1069129 commenti su 53137 film
Feed RSS film in programmazione

Ultimi film inseriti in archivio

A SERBIAN DOCUMENTARYBEYOND UTOPIACARLOS ALCARAZ: A MODO MIOCHRISTYDRACULA (2025)REMEMBER TO BLINKRICK AND MORTY - STAGIONE 8THE DUTCHMANTHE HOME - IL SEGRETO DEL QUARTO PIANOTHE PLAGUE (2025)TI CERCOWE BURY THE DEADWHITE LIGHT/BLACK RAIN - THE DESTRUCTION OF HIROSHIMA AND NAGASAKI

Ultimo film commentato

Ultimo post blog

Speciali

Speciale SHOKUZAISpeciale SHOKUZAI
A cura di The Gaunt

Ultime recensioni inserite

in sala


IL MAESTRO (2025)
Locandina del film IL MAESTRO (2025) Regia: Andrea Di Stefano
Interpreti: Pierfrancesco Favino, Tiziano Menichelli, Giovanni Ludeno, Dora Romano, Paolo Briguglia, Valentina Bellè, Edwige Fenech
Genere: commedia

Recensione a cura di The Gaunt

A HOUSE OF DYNAMITE
Locandina del film A HOUSE OF DYNAMITE Regia: Kathryn Bigelow
Interpreti: Idris Elba, Rebecca Ferguson, Gabriel Basso, Jared Harris, Tracy Letts, Anthony Ramos, Moses Ingram, Jonah Hauer-King, Greta Lee, Jason Clarke
Genere: thriller

Recensione a cura di The Gaunt

archivio


SEPTEMBER 5 - LA DIRETTA CHE CAMBIO' LA STORIA
Locandina del film SEPTEMBER 5 - LA DIRETTA CHE CAMBIO' LA STORIA Regia: Tim Fehlbaum
Interpreti: John Magaro, Leonie Benesch, Peter Sarsgaard, Ben Chaplin, Zinedine Soualem, Georgina Rich, Corey Johnson, Marcus Rutherford, Daniel Adeosun, Benjamin Walker, Ferdinand Dörfler, Solomon Mousley, Caroline Ebner, Daniel Betts, Leif Eduard Eisenberg, Sebastian Jehkul, Rony Herman, Jeff Book, Robert Porter Templeton, Stephen Fraser, Leon Dragoi, Doris Meier, Mark Ruppel, Christine Ulrich, Günther Wernhard, Antje Westermann, Harry Waterstone, Andreas Honold, Stefan Mittermaier
Genere: drammatico

Recensione a cura di The Gaunt

NOSFERATU (2024)
Locandina del film NOSFERATU (2024) Regia: Robert Eggers
Interpreti: Lily-Rose Depp, Nicholas Hoult, Bill Skarsgård, Aaron Taylor-Johnson, Willem Dafoe, Emma Corrin, Ralph Ineson, Simon McBurney, Adéla Hesová, Milena Konstantinova, Stacy Thunes, Gregory Gudgeon, Robert Russell, Curtis Matthew, Claudiu Trandafir, Georgina Bereghianu, Jordan Haj, Kateřina Bílá, Maria Ion, Tereza Dušková, Liana Navrot, Mihai Verbintschi, Karel Dobrý, Andrei Sergeev, Matěj Beneš, Marek Pospíchal, Jan Filipenský, Alex East, Christian Dunckley Clark
Genere: horror

Recensione a cura di Harpo

Ultima biografia inserita

Casualmente dall'archivio

Novità e Recensioni

Iscriviti alla newsletter di Filmscoop.it per essere sempre aggiornarto su nuove uscite, novità, classifiche direttamente nella tua email!

Novità e recensioni
 

Site powered by www.webngo.net