may december regia di Todd Haynes USA 2023
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may december (2023)

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locandina del film MAY DECEMBER

Titolo Originale: MAY DECEMBER

RegiaTodd Haynes

InterpretiNatalie Portman, Julianne Moore, Cory Michael Smith, Charles Melton, Piper Curda

Durata: h 1.57
NazionalitàUSA 2023
Generecommedia drammatica
Al cinema nel Marzo 2024

•  Altri film di Todd Haynes

Trama del film May december

Vent'anni dopo che la loro famigerata storia d'amore ha riempito i tabloid tenendo con il fiato sospeso un'intera nazione, il matrimonio di una celebre coppia sposata cede alla pressione nel momento in cui una giovane attrice li contatta per fare le ricerche in vista della realizzazione di un film sul loro passato.

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Voto Visitatori:   6,59 / 10 (11 voti)6,59Grafico
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Voti e commenti su May december, 11 opinioni inserite

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TheLegend  @  09/01/2025 22:12:59
   6 / 10
Ben interpretato ma mi ha dato l'impressione di non andare mai a fondo e non mi ha particolarmente coinvolto.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento williamdollace  @  01/12/2024 18:56:30
   7 / 10
[...] aspetta, facciamone un'altra, "sta diventando reale"

VincVega  @  12/06/2024 13:05:08
   7 / 10
Una vicenda che mette curiosità e ricorda nella tematica "Diario di uno scandalo", ma Todd Haynes gira la pellicola in modo personale e non banale, mettendo in particolare il punto di vista del personaggio di Natalie Portman, che scombina un po' le cose nella ritrovata normalità della famiglia di Gracie. Ottime la Portman e la Moore, ma la vera rivelazione è il bravissimo Charles Melton.

Boromir  @  04/04/2024 15:18:43
   7 / 10
Il film utilizza il tema scandaloso della differenza d'età nelle relazioni sentimentali come macguffin per un gioco di specchi bergmaniano. Natalie Portman assume il punto di vista dello spettatore e va a sbirciare nella vita di Julianne Moore, al fine di enucleare una forma di autenticità in vista di un biopic d'imminente realizzazione. Ne consegue una contrapposizione dall'evanescente retrogusto noir tra verità e finzione filmica, tra patina dello star-system e noiosa ordinarietà segnata dallo spettro degli abusi psicologici e della menzogna. La vera pecca del lavoro di Haynes è, forse, di mettere sul piatto troppi temi e simbolismi per un solo film, ma va dato atto al regista statunitense di saper piegare generi e umori (dal grottesco alla suspense) in modo da depistare continuamente lo spettatore. Il lavoro peculiare sui suoni (l'insistenza sul main theme di Messaggero d'amore, le voci, i rumori ovattati) e sui colori sbiaditi della fotografia in accompagnamento di indizi e ricomponimenti del quadro narrativo di una "banalità del male", è tranquillamente accostabile a quello svolto da Glazer in La Zona d'Interesse. E poi c'è quel finale, grottesco e pastellato, probabile parodia delle logiche moderne di certo biopic che costituisce il vero colpo da maestro dell'operazione.

neverhood  @  03/04/2024 14:15:09
   9 / 10
L'ho trovato magistrale. Apparentemente lineare, nulla succede, ma le dinamiche che trasudano ad ogni sguardo, ogni interazione, ogni frase formale, sono dirompenti.
Julianne Moore e Natalie Portman magistrali. Notevole anche Charles Michael Melton, stretto e imprigionato nella sua ingenuità e immaturità dalla sottile ma intricata tela tessutagli attorno.

Thorondir  @  27/03/2024 11:35:40
   8 / 10
Mi dispiace, questo commento solleverà polemiche, ma qui siamo di fronte ad uno di quei classici film che se non si possiedono determinati strumenti analitico-cinematografici non si può apprezzare. "Lento", "noioso", "non succede nulla" non sono un'analisi critica per un'opera così complessa.

Haynes con "May December" affronta nuovamente un tema disturbante nell'ambito dell'alta borghesia statunitense, questa volta una relazione tra una donna con il triplo degli anni dell'uomo. Non sappiamo però come siano veramente andate le cose (qualcosa si capirà durante lo sviluppo) ma il focus è proprio su questo: la possibilità di catturare il reale. E non è un caso che il personaggio detective-attrice è appunto un'attrice, essendo il ruolo dell'attore quello di rimettere in scena la realtà, modellarla, tradirla, dissimularla, reinventarla, reinterpretarla. Tra il personaggio della Portman e quello della Moore esiste una palese attrazione emulativa (della prima rispetto alla seconda) in un richiamo (peraltro dichiarato da Haynes) a "Persona" di Bergman. Le due protagoniste sono, almeno apparentemente, donne che si specchiano tra di loro (quante scene con gli specchi si potrebbero citare? Per non parlare dello specchio-cornice della quarta parete, spesso attraversata). Il tentativo di Elizabeth di ricostruire l'accaduto per comprendere tutte le sfaccettature del personaggio dentro cui dovrà entrare è quello dei media (e non è forse un media anche il cinema qui rappresentato da un'attrice?) quando cercano di entrare nel privato più intimo dei carnefici, in una "ricerca della verità" che spesso è solo voyeurismo scandalistico e che quasi sempre lascia in secondo piano le vittime. E non è un caso che la vittima, perché di questo si tratta, venga lasciata in disparte per gran parte del film: quello che ormai è uomo ma che rimane crisalide, che non ha mai sperimentato uno spinello contrariamente a suo figlio, che fa sesso solo per scoprire che "è ciò che fanno gli adulti", come se lui non fosse ancora veramente tale, intrappolato dentro quel passato di bambino cresciuto troppo in fretta e da cui non può realmente fuggire. La rappresentazione della realtà è incatturabile, costantemente dissimulata dal cinema e dagli attori (come dice la Portman agli studenti, le scene di sesso sono finte ma anche quando si finisce per provare piacere perfino la troupe che è lì non può sapere la verità).

Un film d'incastri, rappresentazioni e falsificazioni, psicologia e rimossi, che parla ad un pubblico prettamente cinefilo: un'opera che non ha mai intenzione di didascalizzarsi spiegando ed esplicitando, ma che invita lo spettatore a farsi personaggio dentro la vicenda. Voyeur che vuole sapere dell'intimità altrui.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  15/02/2024 23:02:09
   7 / 10
Haynes ha una certa predilezione a toccare argomenti considerati tabù dalla mentalità prettamente borghese. Se Lontani dal paradiso era l'omosessualità negli anni 50, in questo caso è la grade differenza di età di una coppia sposata. Gracie da donna sposata di 36 anni ed aveva intrecciato una relazione con un ragazzo di 13 anni (il termine May December indica proprio la differenza di età) con il quale si è successivamente sposata e concepito tre figli ormai quasi maggiorenni. In tale dinamica di coppia si inserisce il personaggio dell'attrice interpretato dalla Portman che dovrebbe a sua interpretare Gracie sullo schermo. Sono le dinamiche di questi personaggi a definire il film di Haynes, che ne scandaglia i lati più oscuri delle loro personalità e sulle loro presunte reali intenzioni. ERa veramente innamorata Gracie all'epoca oppure era per soddisfare il lato dominante e manipolatore nei confronti del ragazzo? Elisabeth cerca veramente di indagare sulle dinamiche della coppia per capire oppure per carpirne in maniera vampiresca della loro storia? E' un film che poggia molto sulla psicologia quello di Haynes e se ha un difetto è quelllo di mettere molta carne al fuoco, causa complessità e stratificazione delle tematiche. La differenza di età da una parte o il rapporto tra attore e personaggio sono già di per sè un mondo che meriterebbe film a parte. Bisogna dire che il comparto attori regge in maniera pienamente adeguata la complessità dei ruoli.

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