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Mettendo da parte ciò che riguarda la figura controversa della Riefenstahl, bisogna dare atto che Olympia pone le basi per la codifica del documentario sportivo dal punto di vista della regia e del montaggio, ripresi in blocco più tardi con l'avvento del mezzo televisivo. Ogni volta che vediamo un qualsiasi meeting di atletica, l'esaltazione del gesto sportivo, la fatica dell'atleta, le reazione del pubblico, non si può negare che Olympia ne rappresenti l'origine. Regala momenti di indubbio fascino che l'estetica della regista tedesca mostra in tutta la sua evidenza, come le riprese notturne della gara del salto con l'asta: uomini che sbucano dal buio contro quell'asticella da superare.