quo vado? regia di Gennaro Nunziante Italia 2016
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quo vado? (2016)

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locandina del film QUO VADO?

Titolo Originale: QUO VADO?

RegiaGennaro Nunziante

InterpretiChecco Zalone, Eleonora Giovanardi, Sonia Bergamasco, Ludovica Modugno, Maurizio Micheli, Paolo Pierobon, Lino Banfi, Antonino Bruschetta, Azzurra Martino, Lilia Perno, Diego Verdegiglio, Giuseppe Ansaldi, Henrik Braekhus, Giustina Buonomo, Manuela Ventura, Luciano Montrone, Emmanuel Dabone, Kristine M. Opheim, Giovanni D'Addario

Durata: h 1.25
NazionalitàItalia 2016
Generecommedia
Al cinema nel Gennaio 2016

•  Altri film di Gennaro Nunziante

Trama del film Quo vado?

La storia di Checco, un ragazzo che ha realizzato tutti i sogni della sua vita. Voleva vivere con i suoi genitori evitando così una costosa indipendenza e c'è riuscito, voleva essere eternamente fidanzato senza mai affrontare le responsabilità di un matrimonio con relativi figli e ce l'ha fatta, ma soprattutto, sognava da sempre un lavoro sicuro ed è riuscito a ottenere il massimo: un posto fisso nell'ufficio provinciale caccia e pesca. Con questa meravigliosa leggerezza Checco affronta una vita che fa invidia a tutti. Un giorno però tutto cambia. Il governo vara la riforma della pubblica amministrazione che decreta il taglio delle province. Convocato al ministero dalla spietata dirigente Sironi, Checco è messo di fronte a una scelta difficile: lasciare il posto fisso o essere trasferito lontano da casa. Per Checco il posto fisso è sacro e pur di mantenerlo accetta il trasferimento. Per metterlo nelle condizioni di dimettersi, la dottoressa Sironi lo fa girovagare in diverse località italiane a ricoprire i ruoli più improbabili e pericolosi ma Checco resiste eroicamente a tutto. La Sironi esausta rincara la dose e lo trasferisce al Polo Nord...

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Voti e commenti su Quo vado?, 175 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Jolly Roger  @  17/02/2016 16:32:53
   7½ / 10
Zalone ci traghetta di fuori dal pantano della comicità da cinepanettone, fatta di volgarità, battute squallide, te.tte, cu.li, rutti e score.gge. Questo già di per sé mi sembra un salto di qualità notevole.
Ha fatto un film in cui si ride per una battuta di spirito, per un dialogo ingenuo o per una situazione comica. E non venitemi a dire che la scena dell'orso polare è volgare :-)
E' sciocca sì, sciocca lo è di sicuro, ma non esageriamo.

Zalone ha intercettato un tipo umano, esattamente come in passato hanno fatto grandi nomi del cinema comico come Paolo Villaggio (l'impiegato servile), Abatantuono (il terrone appena arrivato al nord) o Pozzetto (il nuovo borghese del ceto medio).
Il tipo umano intercettato da Zalone è l'itagliano. Attenzione, non l'Italiano (che è tutt'altro), ma l'itagliano, quello con la g.

L'itagliano qui rappresentato è quello che mira al posto fisso per avere zero responsabilità e zero preoccupazioni.
Nello specifico, il protagonista del film ha un posto fisso nella pubblica amministrazione, ottenuto grazie a raccomandazioni politiche. Egli considera sacra questa posizione: il posto fisso non è un lavoro, ma è come un titolo nobiliare. Significa appartenere ad una casta. Significa trascorrere la giornata non facendo nulla, a sbafo dello Stato. Stipendiato, ma oltre allo stipendio egli si lascia pure corrompere (riceve regali dai cittadini, ma non è "corruzione" dice lui, bensì "educazione"), è un modaiolo (ha un pigiama da 600 euro), razzista ("il bambino bianco è superiore"), maschilista e ignorante: la battuta che fa alla bambina, quando le dice che deve essere lei a pulire il vetro e non il maschietto perché occorre "rispettare i ruoli", è abbastanza becera da far storcere il naso.

Il fatto è che purtroppo l'itagliano è così.
E' quello che quando sente la battuta della foca e Mattarella, ride, ma non sa nemmeno chi è Mattarella…Ride solo perché sente che tutti ridono e allora pensa che la cosa faccia ridere e allora gli viene automaticamente da ridere.
Un ignorante opportunista e fannullone, ma che, peraltro senza alcun fondamento, crede di essere più furbo degli altri. Un parassita che pretende di vincere facile, un individuo che fugge da ogni responsabilità e da qualsiasi autocritica, con la scusa pronta per qualsiasi cosa. Egli nega ogni sua responsabilità per i problemi che gli accadono intorno, tanto non è mai colpa sua ma sempre "colpa del governo ladro", tanto "fanno tutti schifo" e soltanto "quando c'era lui i treni arrivavano in orario". Il film però - sia chiaro - non si spinge a questi livelli, peccato!
Ci sarebbero state altre numerose caratteristiche e difetti da sbeffeggiare o con cui semplicemente confrontarsi, magari anche ridendoci sopra, ma Checcho Zalone non affonda mai il colpo, anzi… alla fine nasconde pure la mano, dietro ad un finale che più buonista ed ipocrita non si poteva fare.

Il tema è: fa più bene o fa più male un film così?
Non lo so.
Certamente questo film, rappresentando l'itagliano e rivestendolo di simpatia, in un certo senso lo sdogana. Lo pasce. L'itagliano potrebbe rispecchiarsi e addirittura incrementare la propria autostima, sentendosi simpatico e crogiolandosi nella propria..."orgoglioneria".

Per fortuna la maggior parte di noi non si farà particolari elucubrazioni mentali perché è solo un film comico. Anzi, magari una fetta del pubblico, rispecchiandosi nell'itagliano, comincerà a prendere le distanze e a identificare certe proprie caratteristiche come difetti. Chissà!
Per me è solo un film che mi ha fatto ridere e che contiene un po' di sarcasmo.

La locandina però fa schifo.

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