Recensione nightmare before christmas regia di Henry Selick USA 1993
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Recensione nightmare before christmas (1993)

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locandina del film NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS

Immagine tratta dal film NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS

Immagine tratta dal film NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS

Immagine tratta dal film NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS

Immagine tratta dal film NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS

Immagine tratta dal film NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS
 

E' stato molto tempo fa,
più di quanto ora sembra,
in un posto che forse, nei sogni si rimembra,
La storia che voi udire potrete
si svolse nel mondo delle feste più liete.
Vi sarete chiesti, magari, dove nascono le feste.
Se così non è, direi... Che cominciare dovreste!

Tim Burton ha iniziato la sua lunga e promettente carriera studiando al California Institute of the Arts, e successivamente viene assunto come apprendista dai Walt Disney studios. Nonostante dovranno passare parecchi anni prima della sua produzione, è proprio lì che è stato concepito "Nightmare before Christmas.
Negli stessi anni Burton conosce Henry Selick, che diventerà suo grandissimo amico e collaboratore, e al quale affiderà successivamente la regia del film.
Burton prese casualmente spunto per la sua opera quando, mentre si avvicinava il Natale, osservò una negoziante che si accingeva a sostituire le decorazioni di Halloween con quelle natalizie. Scrisse così una poesia e ne disegnò le illustrazioni, dando vita a una storia e a dei personaggi totalmente al di fuori dei classici schemi "favolistici" dell'epoca.
La figura di Jack Skeletron rimarrà per molto tempo nella testa di Burton in attesa di rivelarsi, riuscendo però a fare capolino su un cappello di Beetlejuice.

All'inizio degli anni '90, Burton è finalmente riuscito grazie alle sue opere ("Beetlejuice", "Batman", "Edward mani di forbice") a farsi conoscere ed amare dal pubblico, ed ha finalmente l'opportunità di dare vita alla sua piccola grande storia.
La pellicola viene realizzata con una particolare tecnica di cui Burton è sempre stato appassionato, la Stop Motion, che utilizza pupazzi di plastilina aventi uno scheletro metallico e quindi snodabili al fine di riprodurre qualsiasi posizione. Essa si basa essenzialmente sulla fotografia di questi personaggi inanimati; un secondo arriva a contenere moltissimi fotogrammi (in questo film per l'esattezza 24), sui quali si andrà a lavorare anche digitalmente.
L'ulilizzo di questa tecnica ha comportato la costruzione di numerosi veri e propri mondi in miniatura.
La continua evoluzione della Stop Motion sta permettendo una sempre maggiore "fluidità" dei movimenti. Ne sono esempi altre opere di Tim Burton, come il precedente corto "Vincent" o il più recente "La sposa cadavere" (da lui prodotto), ma anche ne "Le avventure di Wallace & Gromit". Interessante notare che era stata già precedentemente sperimentata in molte scene del film "King Kong" (1933).

La storia si svolge in un universo fantastico, dove ogni festa popolare ha un mondo tutto suo.
Jack Skeletron vive nel paese di Halloween, un mondo dove il bello è macabro, e il piacevole è terrificante, dove non c'è luce, ma solo ombre, e dove i colori non sono mai vivaci ma solo tetri e spenti.
Tuttavia gli esseri che lo abitano (mostri e svariate creature di aspetto tutt'altro che gradevole) amano queste atmosfere. Essi inneggiano felici alla loro festa e agli orrori del loro mondo, gioiscono con le urla di paura e amano tristezza e malinconia.
Jack è il re delle zucche, amato e acclamato nella sua città, in particolar modo da Sally, una triste ragazza ridotta a schiava dallo scienziato suo creatore e segretamente innamorata di Jack.
Sono appena terminati i festeggiamenti di Halloween, ricorrenza attorno alla quale ruotano le vite degli abitanti della città, ma Jack ha l'impressione che il suo mondo stia cadendo nella retorica; sente il bisogno di rinnovare la festa delle zucche che tanto appassiona i suoi cittadini, ma non riesce a trovare il modo.
Cantando la sua depressione Jack si spinge oltre i confini del suo paese, trovando il punto di congiunzione con i mondi delle altre feste; spinto dalla curiosità si ritrova nella città del Natale. Jack viene rapito da un mondo così diverso dal suo; luci e colori accesi per lui fino ad allora inconcepibili, usanze che non conosceva e il calore dell'atmosfera lo sbalordiscono, facendolo quasi impazzire.

Cos'è, cos'è? Qualcosa qui non va
Cos'è, c'è musica in città
Cos'è, le strade sono piene di persone
che sorridono felici
sono pazzi oppure amici ma cos'è, cos'è?

There's frost on every window
oh, I can't believe my eyes
And in my bones I feel the warmth
That's coming from inside.

Jack affascinato dalle novità che ha visto, si convince fermamente a portare il Natale nel suo mondo (senza capirne davvero lo spirito); con l'aiuto dei suoi concittadini cerca di ricrearlo artificialmente, e decide di rapire il vero Babbo Natale per sostituirsi a lui.
Sally, l'unica a rendersi conto della pericolosità di quello che sta succedendo, tenta di farlo ragionare, ma invano, e il comportamento di Jack avrà conseguenze catastrofiche.

La produzione del film è cominciata nell'ottobre del 1991. La pellicola ha richiesto per tre anni l'impegno di oltre 100 tecnici e artisti, che hanno meticolosamente animato il film, fotogramma per fotogramma (era necessaria una settimana circa per effettuare un solo minuto di ripresa).
Tim Burton ha prodotto il film, ovviamente ne ha scritto il progetto e ha partecipato attivamente alla sua creazione, dando a questa favola l'impronta dark burtoniana che tutti conosciamo (e quindi tagliando assolutamente fuori dal pubblico a cui è rivolto il film i bambini, i quali non saprebbero apprezzarne l'originalità e le atmosfere).
I suoi disegni sono stati alla base degli storyboard del film e le scenografie sono state create seguendo esattamente le sue indicazioni, così come le figure dei personaggi. La città di Halloween doveva essere fatta essenzialmente con il bianco, il nero e l'arancione, e gli edifici devevano essere distorti, arroccati, quasi pericolanti; mentre le case del mondo reale sono semplici e assolutamente regolari, dai toni pastello.
Molte persone rimangono stupite nel non leggere il nome di Tim Burton alla regia. Infatti per quanto riguarda le effettive inquadrature, le riprese e il montaggio, il film si è avvalso di uno dei migliori registi nel campo della Stop Motion, Henry Selick. Tra i suoi precedenti lavori, Selick creò lo storyboard per il film "Return to Oz" (1985) di Walter Murch, e nel 1996 diresse un altro film prodotto da Tim Burton, "James e la pesca gigante".

Il ruolo delle musiche in questo film è talmente importante e caratteristico che la pellicola potrebbe essere definita un musical.
Le canzoni e i loro testi sono parte integrante della storia e contribuiscono fortemente a caratterizzare i personaggi e i mondi in cui vivono. La creazione di una colonna sonora così unica nel suo genere, è frutto dell'ennesima riuscitissima cooperazione tra Tim Burton e il compositore Danny Elfman.

Ho dentro me che cosa non so
Un vuoto che non capirò
Lontano da quel mondo che ho
C'è un sogno che spiegarmi non so.

La voce (cantante) di Jack nella versione originale della pellicola è dello stesso Elfman, mentre in Italia, grazie alla straordinaria capacità di interpretazione di Renato Zero, abbiamo potuto godere appieno della bellezza del film, che da noi rischiava di uscire in lingua originale con i sottotitoli.
Bisogna però ricordare che tradurre i testi originali (alcuni dei quali vere e proprie poesie) e adattarli alla musicalità delle canzoni non è un lavoro facile, e per quanto qui è stato svolto il meglio possibile, alcuni dei versi originali sono andati persi. Motivo per cui consiglio fortemente agli appassionati anche una visione in lingua originale.

Oh, there's an empty place in my bones
That calls out for something unknown
The fame and praise come year after year
Does nothing for these empty tears.

Nel 1994 "Nighmare before Christmas" venne nominato per i migliori effetti visivi agli Academy Awards e al Golden Globe per la miglior colonna sonora originale.
Vinse l'International Animated Film Society's Annie Award for Best Creative Supervision (superando "Il Re Leone").

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Recensione a cura di Amira - aggiornata al 02/04/2008

Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell'autore e non necessariamente rappresenta Filmscoop.it

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