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Gran bel thriller di Ida Lupino, qui nelle vesti di regista, il film è una pietra miliare di quel microgenere riguardante l'assassino on the road, e sarà punto di riferimento in futuro per pellicole come "The Hitcher" e l'italiano "Autostop rosso sangue".
Uno dei punti forti della pellicola è come riesce a gestire il rapporto tra il sequestratore, assassino in fuga con già alle spalle diversi omicidi facendo l'autostoppista ed i due uomini, due amici in viaggio alla ricerca di un po' di svago per staccare dalla vita quotidiana che vivranno un incubo ad occhi aperti, sottolineando l'approccio totalmente differente alla sopravvivenza, il primo risulta spietato, disposto a tutto pur di sfuggire alle autorità ed alla sicura pena a cui va incontro, cinico ed intransigente, i secondi invece avendo alle spalle il background di una vita agiata, sembrano impossibilitati a reagire, in una condizione diametralmente opposta alla loro natura, non avendo mai lottato per la sopravvivenza, almeno inizialmente, salvo poi crescere e sviluppare l'istinto nelle battute finali, sullo sfondo del deserto tra la California ed il messico si consuma una storia tesa e colma di violenza, specialmente psicologica, che nella sua brevissima durata - parliamo di un film i appena un'ora e dieci - risulta stremante per lo spettatore ed i protagonisti, il film presenta diverse scene di ottima fattura, da quella della lattina, in cui il sequestratore costringe uno degli amici a sparare alla lattina vicina all'altro, mostrando tutto il suo essere sadico, alle tese scene a contatto con la popolazione messicana, come quella alla drogheria, nel quale vieta ai due di parlare messicano per paura possano denunciarlo a sua insaputa, creando un'atmosfera di altissima tensione, fino ai momenti in cui rimangono in panne con la macchina trascinandosi per il deserto, giocando efficacemente con un montaggio parallelo con le ricerche della polizia, dietro al criminale da tempo, in una soffocante corsa contro il tempo che deciderà il destino dei due ostaggi.
Registicamente di ottimo livello, diverse ottime inquadrature - la sequenza iniziale con quel pianosequenza che inquadra per terra tutti gli elementi del misfatto - che trasmettono una soffocante sensazione di essere in trappola in balia di questo pazzo, prettamente primi piani, dettagli della pistola o dell'occhio malconcio del criminale, fino ad altri elementi agorafobici come i campi larghi nel bel mezzo del deserto in cui si ritrovano i personaggi nella seconda parte, il tutto accompagnato da un ottimo ritmo che rende la pellicola particolarmente dinamica.