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Un film diviso in due parti: nella prima si presentano fatti e personaggi, forse in maniera un po' superficiale, nella seconda invece si evidenzia il lungo duello tra l'inseguitore e gli inseguiti. La storia è largamente prevedibile, per come si sviluppa, ma offre comunque ampi margini di coinvolgimento e sia l'ambientazione che la fotografia contribuiscono al discreto lavoro della regia e del cast nell'offrire una visione gradevole e certamente non avara di emozioni. Il ritmo non è fluidissimo, specialmente nella seconda metà della storia, ma non ne inficia l'esito positivo.
E' un western che inizialmente rispetta i canoni del genere, gradualmente diventa più atipico ed a cui Mulligan sa infondere la sua personalità. Si lasciano i grandi spazi della prateria e si giunge ad una sfera più intimista. La notte dell'agguato è un lungo duello tra due figure dove il ruolo paterno funge da perno centrale. Da una parte c'è l'assunzione di responsabilità del personaggio di Peck di prendersi cura di due persone sole e smarrite, dall'altra la ferrea volontà di riappropiarsi una paternità perduta. La pellicola di Mulligan diventa sempre più angosciosa e minacciata da un pericolo invisibile e letale che lascia dietro di sé scie di sangue fino alla stupenda parte finale dove il climax della tensione (buona anche la colonna sonora) giunge al culmine tanto da sembrare più un thriller che un western. Merita certamente una visione ed un recupero.
Western dalla storia molto semplice e lineare : una donna bianca prigioniera degli Apaches da 10 anni viene liberata dall'esercito insieme al figlioletto meticcio. Per allontanarsi più rapidamente si accompagna ad uno scout in pensione,ma verrà inseguita dal "marito" indiano,che si lascia ditro una scia di sangue,fino all'epilogo. Mulligan , nonostante qualche lacuna nella sceneggiatura , dirige bene questa pellicola con discreta tensione,dovuta al fatto che l'indiano non si vede mai sino alla fine ma è sempre in agguato. Peck sfoggia tutto il suo grande mestiere e regge il film con l'aiuto dei validi comprimari Saint e Forster.
La lacuna principale è che non si capisce coma mai Kataua,approfitando dell'assenza di Sam,si limiti a rapire la donna quando avrebbe potuto uccidere facilmente Nick e prendersi anche il figlioletto.
Grande regista, grandi attori, con Peck che torna ad essere protagonista per Mulligan, colui che più riuscì a valorizzarlo in tutta la sua carriera. Anche in questo caso il buon Gregory ne esce in tutta la sua umanità, così come ne "Il buio oltre la siepe". L'aspetto più interessante, però, di questo western abbastanza classico, è la costruzione psicologica prima dei personaggi e poi della tensione, generata da un nemico che non appare mai se non nel finale, in tutta la sua feroce bestialità (indossa anche una pelliccia, e nel lungo duello sembra davvero che Peck stia lottando con una bestia sanguinaria). Sotto questo punto di vista, sembra quasi un horror. Splendidi scenari.
Mulligan e Peck tornano a lavorare insieme dopo quel capolavoro di "Il buio oltre la siepe"! Il genere è quello western...il piu' classico,dove l'Indiano rappresenta il male assoluto anche nelle anime piu' innocenti...il bambino non mostra un briciolo di umanita' per tutto il film tranne quando cerca,appunto, di uccidere un altro uomo. La scelta di non mostrare mai il nemico,se non nella sequenza finale, permette di mantenere la suspence sempre sul livello di guardia regalandoci alla fine un duello lungo ed emozionante! Insensata la traduzione Italiana del titolo...
L'ho visto un pò di tempo fa e ne ho un ricordo tuttosommato positivo. Nella trama, qui sopra, viene omesso un aspetto principale della storia: Sarah Carver fuggè dal capo indiano con il figlioletto che questi hanno avuto e che Kataua e intenzionato a riprendersi, imbastendo uno scontro a più riprese con Sam Werner (non preoccupatevi, non è una spoilerata) Dopo una prima parte "preparatoria", abbastanza priva di azione e tensione ma comunque piacevole, il film decolla e diventa avvincente mostrando l'aspetto che rende questo un western sui generis: Il lungo duello di Sam contro un nemico che non si vede e che non vede nemmeno lo spettatore. La suspense nasce proprio da questa claustrofobica sensazione di essere minacciati da un pericolo che non si riesce a vedere.