lebanon regia di Samuel Maoz Israele 2009
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lebanon (2009)

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locandina del film LEBANON

Titolo Originale: LEBANON

RegiaSamuel Maoz

InterpretiOshri Cohen, Michael Moshonov, Zohar Strauss, Reymond Amsalem

Durata: h 1.32
NazionalitàIsraele 2009
Generedrammatico
Al cinema nell'Ottobre 2009

•  Altri film di Samuel Maoz

Trama del film Lebanon

Libano, giugno 1982. Un carro armato carico di armi e quattro giovani soldati avanza solitario dentro un villaggio, bombardato e abbattuto dall'Aviazione Militare israeliana. Assi è un comandante che non ha mai comandato, Shmuel un artigliere che non ha mai colpito, Herzl un servente al pezzo che non ha mai caricato una bomba e Yigal un pilota di un carro corazzato che non conosce destinazione. Impressionabili ed inesperti piangono e resistono dentro il "Rinoceronte" sferragliante, contro una guerra che non hanno voluto e un nemico che non vogliono condannare. Smarrita la direzione, mancata la posizione e assediati dalla paura, tenteranno una fuga disperata verso un campo di girasoli e una terra "promessa" (a tutti).

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Voto Visitatori:   6,94 / 10 (32 voti)6,94Grafico
Voto Recensore:   8,00 / 10  8,00
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Voti e commenti su Lebanon, 32 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  23/02/2010 15:09:41
   7½ / 10
Stipati dentro un angusto "rinoceronte",in gergo militare il carro armato,quattro soldati israeliani entrano in territorio libanese a scorta di un plotone di paracadutisti durante il conflitto dell'82.Il loro compito concerne nel portare a termine alcune azioni di bonifica territoriale sulla carta non troppo impegnative.
L'orrore che li attende andrà ben oltre la loro immaginazione,impreparati a tanta crudeltà,incapaci di mettere in pratica ciò per cui sono stati addestrati ,si troveranno all'interno della protettiva ma soffocante armatura del tank,una sorta di ventre materno all'interno del quale cercare rifugio,come bimbi prematuri, inadeguati alla luce esterna che inonda una realtà troppo spaventosa.
I rumori di quel fuori così assurdo vengono filtrati dalle possenti pareti del mezzo,mentre testimone indifferente degli avvenimenti che finiranno con lo spezzare il già precario equilibrio dei rapporti tra i soldati è il mirino del cannone,messaggero di atrocità insostenibili.
Samuel Moaz,come Ari Folman,regista di "Valzer con Bashir", si affida al proprio vissuto per esorcizzare un fardello di ricordi davvero troppo pesante.In certi frangenti la ricerca dello scioccante appare un po' troppo insistita,soprattutto nelle prime battute questa sensazione non lascia tregua.Poi il regista è abile nello scavare all'interno della dimensione più umana dei soldati,riportandone la paura e le tensioni di cui sono vittime,mostrandone così il lato più vulnerabile.Girato per intero all'interno del carro armato ricorda per certi versi "Belva di guerra" di Reynolds,anche se in questo caso il lavoro di Moaz offre uno spaccato bellico ancora più oscuro,lurido e angosciante, tranquillamente paragonabile al circoscritto micromondo dei protagonisti,forzati ad una prigionia opprimente che va oltre la semplice costrizione fisica.

4 risposte al commento
Ultima risposta 26/02/2010 16.28.01
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Gruppo REDAZIONE maremare  @  14/11/2009 02:08:06
   5½ / 10
Vabbè diciamola tutta: Lebanon è un film furbetto e retorico.
Originalità del linguaggio meta e para cinematografico uguale allo zero.
Infine assoluta mancanza di coraggio nel finale pseudocatartico.
E' l'opera prima di un non più giovane regista israeliano e ciò di per sè meriterebbe un plauso e un incoraggiamento.
Girato con pochissimi mezzi (e si vede) è un film che potrebbe ambire a qualche premio di una sezione collaterale di un Festival importante.
Certo Venezia, da un paio d'anni diventata la discarica di Cannes, gli ha riservato il Leone d'Oro.
Il voto non può non risentire dell'ambito felino stampato in bella vista su tutti i manifesti.

3 risposte al commento
Ultima risposta 03/01/2010 11.24.44
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Invia una mail all'autore del commento Clint Eastwood  @  06/11/2009 23:15:50
   6 / 10
Il film che ricevuto Il Leone d'Oro al 66-o Festival di Venezia ... ma veramente non c'era niente di meglio ?
Siamo nel '82, la guerra del Libano. Un carro armato con dentro quattro ragazzi poco più che ventenni che hanno come obiettivo di attraversare una città ripulendola dai vari parassiti che son rimasti. I ragazzi giovanissimi inesperti in mezzo a sparatorie, uccisioni, esplosioni, una guerrra incontrolabile dovrano affrontare le proprie paure. Un inizio promettente che si perde al centro (la mercedes e i tizi della Falange) per ripartire alla fine (ultimi 15 minuti) con un finale poco elaborato. Un film di una sola visione.

Già dimenticato.

1 risposta al commento
Ultima risposta 17/11/2009 19.06.02
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Invia una mail all'autore del commento logical  @  06/11/2009 00:49:08
   5 / 10
Gli israeliani hanno tutto il diritto di commiserarsi, anche perchè è un campo in cui sono imbattibili. Provocano le guerre ma poi le fanno fare, secondo questo capolavoro da premiare, a puntatori che non sanno sparare, a carristi che chiamano la mamma se gli si spegne il carro, a comandanti che non osano contraddire chi gli accende una sigaretta in faccia. Attorno a loro, un paio di soldati veri che però perdono la strada, sparano per rappresaglia a chi trasporta galline, scortano il tank al sicuro ma poi prendono una scorciatoia, di notte.
Nemmeno il noto autolesionismo italiano avrebbe osato tanto.
Qualcuno ancora casca nella metafora aristotelica dell'unità di tempo e di spazio resa ancora più trita dai cliché intramontabili di qualunque film-di-guerra?
Tutti i giurati di Venezia che esultano in coro dicendo che "Esprime autentici valori umani con il miglior linguaggio cinematografico". L'autenticità la sottolinea anche il grande regista: "Dedico questo premio - ha detto Maoz - alle migliaia di persone nel mondo che tornano dalla guerra come me sani e salvi. Si sposano, hanno figli, ma dentro i ricordi rimangono stampati nel cuore".
Figuriamoci poi quelli di chi è stato stampato sul muro o sciolto dal fosforo, anzi da qualche fumogeno.

4 risposte al commento
Ultima risposta 03/01/2010 14.56.29
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tritech  @  04/11/2009 17:01:21
   4 / 10
Primo tempo interessante ma il secondo è veramente disastroso.
Decontestualizzato: non c'è niente che lasci capire che si svolge in libano, potrebbe svolgersi in asia o in sudamerica. Non si parla mai di siria, israele, libano... mai!
Ma la ciliegina sulla torta è la scena finale:

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2 risposte al commento
Ultima risposta 31/05/2012 16.48.35
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