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Vabbè alla fine è il solito filmaccio del vecchio Ed Wood, realizzato con due spicci,poco originale,girato male ed interpretato in modo ancora peggiore (Lugosi caricaturale,Tor Johnson che sembra costantemente ubriaco). Dovrebbe essere una sorta di omaggio a "La moglie di Frankenstein" ma non ha praticamente senso,risultando un buffo calderone di generi ( Monster movie,Spy story ed anche un esplosione nucleare, quest'ultima rubacchiata da un'altra pellicola) che non riesce a coinvolgere nemmeno per sbaglio. Non voglio essere troppo distruttivo poiché nonostante sia un delirio riesce a trasmettere tutta la passione del regista per il cinema,e poi tutto sommato la fotografia non è proprio scadente. Insalvabile,ma da uno considerato ( a torto) il peggior regista della storia non è che ci si possa aspettare tanto di più.
Le cose più belle del film sono il titolo e la locandina, il resto è da dimenticare. Di una povertà disarmante (non solo in termini di budget), noiosissimo, privo di trama e con un Lugosi veramente irritante. Capisco la rivalutazione, ma definire questo un film anche solo sufficiente è pura follia.
La scarsità di mezzi di mezzi a disposizione certamente è un'attenuante. Le scenografie sono talmente povere da fare pietà, per non parlare degli effetti speciali legati scadenti, per tacere della piovra completamente immobile. Però con tutta la benevolenza che si può avere verso Ed Wood post-Tim Burton, il film è bruttarello forte: troppo statico specialmente all'inizio e non basta la buona verve di Lugosi per salvare il tutto. Sono comunque d'accordo che l'etichetta di peggior regista di tutti i tempi è immeritata, non era un genio ma qualche bizzarria la possedeva. Curiosa l'immagine del pappagallino sulla spalla del commissario e la riproposizione feticistica in alcuni tratti di Lobo, una autocitazione di Wood stesso.
Bruttissimo: Ed Wood dà fondo a tutto il suo genio per fare quanto di peggio gli passasse per la mente; ma gli vogliamo bene anche per questo, e non si può non sorridere compassionevoli davanti a Bela Lugosi steso per terra che lotta contro una piovra di gomma urlando come un maiale al macello... Oltre alla succitata scena della lotta nel lago, almeno altre tre sono le scene da antologia: l'ingigantimento di Lugosi a mezzo di due zeppe e le scene della piovra in mare estrapolate da un documentario. Ridicolo poi lo sguardo "magnetico" di Lugosi. La tenerezza dell'operazione e l'involontaria simpatia del prodotto non permettono però di dare meno di 4 e mezzo.