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Titolo Originale: GUKGABUDO-UI NAL

RegiaChoi Kook-Hee

InterpretiKim Hye-soo, Yoo Ah-In, Jun-ho Heo, Jo Woo-Jin, Vincent Cassel

Durata: h 1.54
NazionalitàCorea Del Sud 2018
Generedrammatico
Al cinema nel Novembre 2018

•  Altri film di Choi Kook-Hee

Trama del film Default

Corea. 1997. Si-hyun, responsabile della politica monetaria presso la banca coreana, prevede una crisi finanziaria nazionale e cerca di impedirla. Jung-hak, un consulente finanziario, si accorge della crisi imminente e decide di sfidare le probabilitŕ facendo investimenti contraddittori. Nel frattempo, Gap-su, un proprietario di una piccola fabbrica, firma un grosso contratto con un grande rivenditore, ignaro del disastro imminente.

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Chemako  @  05/04/2020 12:07:40
   5 / 10
Sa di già visto e non porta niente di nuovo...senza speranza...

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR wicker  @  14/07/2019 18:24:12
   5 / 10
non affonda solo per la bella prova dei ragazzi , per l'originalità dei dialoghi in napoletano e per la fotografia scura e opprimente .
Ma la sceneggiatura è proprio misera e inverosimile, a tratti sembra quasi una storia grottesca con questi ragazzi che fanno il mazzo a gente ben più grande di loro .

Scanlon  @  08/07/2019 09:14:54
   5 / 10
Praticamente il City of God italiano in pure stile Saviano che, ormai arrivato a raschiare il fondo della tanica, continua a menarla con i soliti stereotipi delle baby gang napoletane già trattate in Gomorra film e Gomorra Fiction, senza alcun tenore di variazione e di approfondimento e tratteggiando così i contorni di una gioventù senz'anima e senza cervello. (Ma le cose stanno davvero così ?)

A parte la solita scelta della mimesi linguistica e di affidarsi a giovanissimi attori non professionisti nella parte di se stessi, la regia di Giovannesi stringe molto sui protagonisti, li pedina, li insegue, ma dopo mezz'ora comincia già a scadere nella ripetitività. Si poteva optare stavolta per uno sguardo diverso, capace di penetrare il lato interiore di questi "ragazzi di vita" e invece, a poco a poco la telecamera dà l'impressione che l'attitudine all'analisi senza pregiudizio lasci il posto al più becero voyuerismo tipico di chi tratta i personaggi come fenomeni da baraccone, creature bestiali e di un'altra razza, immerse in un contesto di totale degrado umano e culturale. Insomma, nulla di nuovo sotto al sole e la fedeltà al testo di Saviano la si riconosce nell'iperbole di presentare Napoli come la Rio de Janeiro italiana, ove si verificano quotidianamente rapine, sparatorie, uccisioni e regolamenti di conti senza tregua. Insomma "un vedi Napoli e forse muori"... magari per colpa di un proiettile vagante". Bah...

Ho fiducia nel fatto che Napoli sia migliore di come questo tipo di cinema estetizzante la ritrae...

piripippi  @  28/02/2019 22:24:07
   4½ / 10
la paranza dei bambini è un pessimo film che avrà un seguito con Bacio feroce che sarà il finale. il film è fatto malissimo , e non appassiona rispetto già alla mediocrità del libro

Spera  @  26/02/2019 14:09:54
   5½ / 10
Qualche spoiler presente.

Assolutamente d'accordo con il commento più sotto.
Questo film non denuncia affatto questo grave problema che colpisce l'Italia intera.
Almeno questa è l'impressione che mi ha fatto, il messaggio che mi ha lasciato e ciò che mi è parso comunichi questo lungometraggio a differenza di "Gomorra".
Quasi due ore di scorribande di pischelli che sparano a destra e a manca senza l'ombra di un genitore (possibile che nessuno di loro mostri una situazione famigliare se non quella appena accennata del protagonista?) e soprattutto senza l'ombra di una volante della polizia.
Si spara come fossimo nel deserto, nessuno sente, nessuno accorre.
Si spettacolarizza e si giustificano gesti atroci.
Si giustificano in quanto la sequenza di fatti fa quasi intendere che questi ragazzini fanno bene a fare quello che fanno in quanto devono proteggere gli amici, difendere la propria famiglia (tentando di fermare la richiesta del pizzo) e proteggere il quartiere.
Il livello tecnico in generale, invece, è quello di un filmetto e si vede che Garrone non è dietro la camera da presa: attori a mala pena sufficienti (infatti non sono attori), sceneggiatura poco interessante e dai temi scontati e poco significativi, fotografia e regia decenti e via dicendo.
Insomma un prodotto che poteva e doveva essere più di peso visto il tema trattato, caratterizzando maggiormente i protagonisti e il contesto in cui vivono.
Tutto invece è concentrato sulle scorribande di questi marmocchi che nella realtà sarebbero stati trucidati a nemmeno metà film e in questo Gomorra insegna: non ci può essere futuro per certe vite.
E' questo che va fatto capire ai giovani: percorrere la via della criminalità può avere un solo epilogo a cui nessuno dovrebbe andare incontro a quell'età.
Infatti la durata media della vita di un baby killer è 25/30 anni.
Qui invece si parte alla conquista e alla scalata del potere.
Sinceramente l'unica fine per un film del genere non può essere altro che la tragedia.
Per me non sufficiente.

3 risposte al commento
Ultima risposta 04/03/2019 14.24.28
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bartnoel  @  23/02/2019 14:38:43
   3½ / 10
Il film come forma mi intrattenimento mi è piaciuto.
Brava la regia, bravissimi i giovani attori, abbastanza bene la sceneggiatura a parte qualche pecca di deja-vu (Gomorra). Sarebbe da 7.
Ma a parte questo che cosa resta di questo film?
La storia è inventata, dunque quale messaggio ci vuole trasmettere?
Lascia una speranza per i giovani che vivono nei quartieri difficili e malfamati di Napoli?
La risposta è assolutamente NO, anzi...
Lo spettatore viene portato a simpatizzare per il giovane protagonista-camorrista, visto come il buono della situazione: vorrebbe diventare il boss per non far pagare il pizzo a sua madre e al quartiere. Salvo poi rendersi conto che se non lo fa pagare lui c'è qualcun'altro che lo va a riscattare.
Qui lo spaccio e la criminalità sono visti come unica via per realizzarsi. Il potere per attingere danaro facile, che consente grande soddisfazione materiale (vestiti, locali, droga, mezzi) e pure di conquistare la ragazza desiderata.
Finché sei minorenne la polizia non ti può far nulla, non indagano nemmeno su te. La paranza dei bambini, che "puzzano da latte", appare abbastanza inverosimile. Qui l'unico "inconveniente" è che magari ti ammazzano il fratello più piccolo, per un evento sfigato tra l'altro, ma dopo una lacrima e una pacca sulla spalla si è pronti a continuare la follia camorristica come prima.
Perché qui la mafia non appare come un male da combattere, ma come l'unico modo per realizzarsi in una Napoli rassegnata, nonché un fenomeno da mungere con libri, spettacoli e film come questi. Una colossale esaltazione e spettacolarizzazione della camorra.

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