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Una prima parte che scorre liscia, in maniera canonica ma senza grosse sbavature, nella seconda invece la sceneggiatura presenta una caterva di fesserie, corredata da dialoghi imbarazzanti, culminando in una lunga sparatoria senza grande incisività. I protagonisti se la cavano bene ma la storia si conclude in modo incolore.
Per gli amanti degli spaghetti western è una pellicola imperdibile,lee van cleef giganteggia ma soprattutto è quell'alone di oscurità che fa spettro a tutto il film a tenere alto il livello,il tutto insaporito dalle musiche di Morricone,di cui Tarantino prenderà in prestito per kill Bill.
ottimo western con un ottima regia, ottimi attori e trama degna. non eccelle la colonna sonora e manca un po di enfasi in qualche scena per essere perfetto. sopra la media, consigliato! il migliore di petroni secondo me.
Bello "spaghettone western" , con la non proprio originalissima ma solida sceneggiatura del grande Vincenzoni , l'abile regia del bravo Petroni ed un buon cast di facce patibolari ( Dawson , Pistilli , Brega , ecc . ) a far da contorno a quella del mitico Van Cleef ( che nel western ci sapeva sguazzare alla grande ! ) e a quella del giovane Law ( che prova a fare l' Eastwood della situazione ) . L'immancabile colonna sonora di Morricone non mi è parsa una delle più memorabili , anche se Tarantino ( estimatore di questa pellicola ... ) la ha rivalutata . Inizio notturno folgorante , poi una lunga e a tratti lenta caccia ai responsabili , sino all'inevitabile resa dei conti finale . Alcune piccole ingenuità qua e là non mi consentono di attribuire un voto ancora più alto .
A seguito del successo stratosferico dei film di Leone, per almeno un decennio ci fu un proliferare di epigoni. Nella sterminata produzione di spaghetti western che seguì, ci sono opere di differente valore: si va dagli squallori di Demofilo Fidani a quella che ritengo sia una gemma, ovvero "Il grande silenzio" di Corbucci. Pur non arrivando a quei livelli, questo "Da uomo a uomo" è senza dubbio uno dei film più riusciti nel genere. Già dalla prima scena si capisce che il film sarà girato con un certo gusto e che la produzione non è scrausa. Forse l'unica vera debolezza è lo scipito Law che sembra un po' un Terence Hill più bamboccio che non un Eastwood. Se consideriamo che anche la storia, imperniata su una vendetta, è costruita molto bene, potete concludere che è un film senz'altro da recuperare.
Grandissimo western italiano che entra di diritto nei capostipiti del genere. Eccellente sotto tutti i punti di vista...regia stratosferica e Lee Van Cleef scintillante. Tarantino deve moltissimo a questo film per la realizzazione di Kill Bill..vedere per credere. Petroni non è Leone, Law non è Eastwood e forse è proprio per questo motivo che il film non è conosciuto, ma tutto ciò non importa...il film è un cult senza tempo e confini...
Il buon livello di questo film sta essenzialmente nella sua semplicità, pur rielaborando gran parte del lavoro leoniano ed in particolare Per qualche dollaro in più. Di diverso dal lavoro di Leone è che in questo film il tema della vendetta è certamente meno sfumato e più preponderante. La nota di merito va alla regia di Petroni che non si presta ad eccessivi psicologismi dei personaggi, rendendo la narrazione estremamente fluida ed arricchendolo di sequenze molto suggestive come tutta la parte finale dell'assedio. Law non è mai stato un attore pregevole ma qui è efficace e a Van Cleef basta la sola presenza carismatica a rendere questo film uno spaghetti western di ottimo livello.
Western di qualità indebolito da una classica e prevedibile trama, ma forte di tante piccole idee. Stupisce se si considera che è il primo western di Petroni, ma la regia fa tesoro delle influenze di Sergio Leone e, tra lotte notturne, primi piani d'effetto e aride panoramiche, ne esce vincitrice. Il gioco di ruoli tra Cleef e Phillip Law è frizzante e diverte alleviando la crudezza di fondo delle azioni e dei personaggi. Musiche di Morricone non eccezionali ma ben lontane dall'indifferenza.
Grande 'spaghetti' firmato Petroni. Storia di una vendetta e di una redenzione al ritmo delle grandi musiche di Morricone (anche se non così pregnanti come quelle scritte per Leone). Un bimbo riesce a sfuggire al massacro della propria famiglia e, ovviamente giura vendetta. Nel suo peregrinare incontra un vecchio (si fa per dire), che per altri motivi cerca le stesse persone dell'ex bimbo divenuto ormai adulto. Le loro strade si incrociano per tutto il film: i due si aiutano e ostacolano periodicamente. Alla fine, prima che abbia inizio la vera e propria battaglia finale fra i due e la banda di massacratori, scopriamo che anche il vecchio era parte della banda che uccise la famiglia del giovane. I due si aiutano un'ultima volta per ricomparire uno di fronte all'altro nell'ultima sequenza: 'da uomo a uomo'. Non sveliamo il finale... I temi di questo film sono i soliti di ogni buon western: la vendetta, la taglia, la galera, le sparatorie... tutto è già visto e infarcito di citazioni (il De Guello finale che anticipa l'ultima grande sparatoria), ma condito e assemblato molto bene. Si deve amare il genere per apprezzare questo film; chi riesce a farsi catturare dalle atmosfere cupe e disperate dello 'spaghetti western', allora non rimarrà deluso da una pellicola di prim'ordine.