die my love regia di Lynne Ramsay Gran Bretagna, Canada 2025
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die my love (2025)

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locandina del film DIE MY LOVE

Titolo Originale: DIE, MY LOVE

RegiaLynne Ramsay

InterpretiJennifer Lawrence, Robert Pattinson, Sissy Spacek, LaKeith Stanfield, Nick Nolte, Gabrielle Rose, Clare Coulter, Sarah Lind, Luke Camilleri, Victor Zinck, Jr., Debs Howard, Phillip Forest Lewitski, Georgina Lightning, Darren Moore, Lauren Viau, Michael Shepherd, Qado, Kasmere Trice Stanfield, Tom Carey, Tyler Lynn Smith, Saylor McPherson, Sarah Vanderschoot, Phoenix Valentine

Durata: h 1.59
NazionalitàGran Bretagna, Canada 2025
Generedrammatico
Al cinema nel Novembre 2025

•  Altri film di Lynne Ramsay

Trama del film Die my love

Grace, madre e scrittrice, sta lentamente scivolando nella follia. Chiusa in una vecchia casa in Montana, diventa sempre piů nervosa e imprevedibile, mentre il suo compagno Jackson assiste impotente.

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Voto Visitatori:   6,59 / 10 (11 voti)6,59Grafico
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Voti e commenti su Die my love, 11 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Oskarsson88  @  30/01/2026 12:17:50
   7 / 10
Film molto bello anche se a tratti un po' troppo onirico. La protagonista è palesemente borderline e non riesce a gestire la maternità. Molto interessante.

TheLegend  @  08/01/2026 23:50:55
   8 / 10
Un film potente e a tratti onirico e spietato.
Un vortice lucidamente delirante magistralmente interpretato da una splendida Jennifer Lawrence e diretto altrettanto bene da Lynne Ramsey, di cui adoro lo stile.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento williamdollace  @  02/01/2026 11:42:04
   8 / 10
Prodotto da Jennifer Lawrence (e fra gli altri da Martin Scorsese) che ne è anche protagonista Die my Love di Lynne Ramsay mette in scena il delirio capitale di una madre che affronta una gravidanza la messa al mondo di un figlio e il suo essere madre in un luogo alieno e alienante, in una condizione di solitudine assordante in un Montana isolato e i conflitti con il compagno che si inaspriscono esponenzialmente. Lynne Ramsay dopo A Beautiful Day You Were Never Really Here torna con il suo cinema sensoriale, di grazia e ferocia, con una Jennnifer Lawrence che mette in scena una performance incredibile, selvaggia, inerme, calcolatrice, ormonale, distruttiva, borderline, potentissima, folle e sensuale, cercando in ogni modo di riprendere il controllo sul suo corpo e il suo centro-ancestrale, sulla sua fic.a e la sua sessualità come centro universale, sul suo essere donna desiderabile, chiavabile, sc.opabile, capace di piacere ancora mentre tutta la sua psiche crolla vorticosamente sia letteralmente che attraverso una serie di simbolismi fino all'epilogo dissociato e dissociante, una rivolta di simbolismi esterni e interni che crescono a dismisura, la sua faccia che utilizza per infrangere vetri, leccare, mordere, fottere, il suo corpo a quattro zampe, le sue mani che graffiano le pareti o rovistano nelle mutande, la sua libido sfrenata, pronta a lanciarsi da ogni mezzo in movimento, mentre il compagno, un buon Pattinson ma non all'altezza dell'innarrivabile Jennifer, soccombe, assiste, desiste, annientato dal panico, impotente. Una strafottuta rabbia giovane femminile che tenta di scollegarsi come un quadro di Otto Dix dalla figura genitoriale che incombe assente (e ancora "salvaci dai suicidi dei nostri genitori") e che sia chiaro quanto anch'essa influisca sul vuoto tumultuoso disciplinato e accidentale lucido come il delirio che lei è costretta a subire insieme al resto auto-inflittosi con il suo impersonabile e innominato bambino-detonatore, il bambino che non ha un nome, il nominato continuamente e innominabile c.azzo di bambino, la miccia di una follia vorticosa e urticante. Momenti di grande cinema, con una fotografia ora nitida ora graffiante e pastosa che soffoca le figure e le spalma sui colori come spalma i nostri pensieri e i nostri occhi sbarrati sullo schermo dipinto.

stratoZ  @  23/12/2025 19:23:17
   6 / 10
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Ho avuto un rapporto d'amore ed odio nei confronti di quest'ultima fatica di Lynne Ramsay, da un lato ho apprezzato molto sia la componente visiva, con questo stile simil vintage, dai colori aberrati, che risaltano una componente lievemente lisergica e sopra le righe, che si sposa bene col contesto descritto nel film, sia le atmosfere, alla fine il personaggio della Lawrence domina la scena e mette un'angoscia incredibile, il suo essere totalmente ingestibile, la sensazione che possa combinare qualcosa di brutto da un momento all'altro, compreso mettere in pericolo l'incolumità di se stessa e dei membri della famiglia, l'impotenza del marito di fronte a questa condizione, un certo spaesamento che si viene a creare nello spettatore, preda degli attacchi e degli sbalzi di umore di una protagonista ben caratterizzata, nella quale il cambio di contesto, la gravidanza e il suo seguito, qualche momento di allontanamento del compagno, l'ha portata in un baratro psicologico come insostenibile, il film sotto questo punto di vista l'ho trovato parecchio funzionale, una vera e propria spirale delirante nella quale non viene risparmiato nulla, ne rapporti sociali, né familiari, né la minima convenzione, arrivando addirittura a disperdere l'empatia anche nei confronti del cagnolino del compagno in un momento di sofferenza, ecco diciamo che tutta questa messa in scena schizzata l'ho apprezzata.

Il comparto narrativo, invece, l'ho trovato un po' deficitario, dopo un'iniziale contestualizzazione, anche ben realizzata, il film sembra ripetersi continuamente, al punto di stagnare, ogni sequenza, ogni scena, è come una sottolineatura di un concetto già ampiamente espresso, diciamo che fin dalla parte centrale in poi, mi è sembrato un film a corto di idee, nel quale la turba mentale, inspiegabile da un punto di vista esterno, sembra voler coprire il poco approfondimento della sceneggiatura, concettualmente esatto, ma che lascia in sospeso fin troppi aspetti, con alcuni elementi appena accennati e poi tralasciati - le relazioni extraconiugali di entrambi per esempio - arrivando ad una parte finale, dove dopo qualche accenno al background psicologico della protagonista, spiegato dai dottori, arriva il tanto atteso climax emotivo e drammatico.

Nel complesso mi ha dato l'impressione di essere un po' vacuo, viene salvato da uno stile che personalmente ho adorato, ma narrativamente sembra quasi incompiuto.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  22/12/2025 11:22:13
   7 / 10
Già in Kevin la Ramsey tratta la maternità come elemento importante per una donna. Die my love la maternità e la conseguente depressione post-parto funge sostanzialmente da detonatore rispetto ad uno stile vita non adatto ad una donna brillante ed attiva come Grace. La quiete quotidiana della vita di campagna riflette a livello interiore una violenza emotiva sempre più crescente e delirante. L'esistenza che Grace ha scelto si è rivelata sbagliata e castrante. Questa progressiva spersonalizzazione ad un ruolo voluto (al contrario di Kevin) provocherà una reazione decisa attraverso comportamenti bizzarri che tendono a rompere schemi e riducendo il marito a spettatore inerme ed inerte di fronte a qualcosa di troppo grande e profondo da affrontare. Bravissima la Lawrence, ma anche un cast di supporto di primo livello per un film che nelle sue piccole imperfezioni, riesce comunque ad affascinare.

VincVega  @  20/12/2025 13:20:49
   5½ / 10
Altalenante e abbastanza deludente questo film della Ramsay. Ci sono momenti interessanti ma sono pochi in una pellicola che poteva essere meglio. Gli attori fanno il loro ma non lasciano il segno.

Gruppo COLLABORATORI Harpo  @  17/12/2025 15:04:02
   7½ / 10
Un pugno nello stomaco, di quelli che ti arrivano senza nessun preavviso e che fanno male. Clamorosa la Lawrence, convincente Pattinson. Regia ruvida e aspra, com'è giusto che fosse. Atroce, come al solito, la CGI.

Manticora  @  11/12/2025 18:11:25
   8 / 10
Visto di straforo prima che il buonismo pre-natalizio prendesse forma e devo dire che non mi ha deluso. Amo le storie dure,cupe senza fronzoli ma che non si nascondono dietro le star. Die my Love è così, la vita di una famiglia, lei scrittrice in erba, ma che dopo la gravidanza attraversa un momento più che buoi, lui ragazzo squattrinato ma volenteroso, che dopo l'idilio della famiglia è preso nel vortice della quotidianità:sveglia, lavoro, bere un pò troppo, forse

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La Jennifer è sempre sul pezzo, come attrice, come presenza non ha paura di mostrarsi, di consumarsi , di esagerare, altro che nudismo! Qui mette la sua anima al servizio della storia, senza compiacere nessuno. Robert Pattison sta diventando un bel caratterista, lo sguardo ingenuo, la faccia da scemo quando serve, un pezzo di pane che fa ******* e poi

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER
Ci sono dei comprimari di lusso, un breve cameo di Nick Nolte che fà il vecchio , e la sempre in gamba Sissy Spacey, che fa la moglie del vecchio.
Bel film, nella sua cupezza quotidiana mi ha tirato su il morale.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR rain  @  06/12/2025 14:32:07
   7 / 10
Film che affronta, anche con un certo coraggio e ribaltando alcuni luoghi comuni, la depressione post-parto. Lynne Ramsay fa un ottimo lavoro registico e narrativo inserendo momenti quasi onirici, metafore sulla vita di coppia e sfruttando un'intensa prova di una bravissima Jennifer Lawrence. Colpisce molto meno Robert Pattinson, non tanto per l'interpretazione ma per il suo personaggio che sembra del tutto alienato e monodimensionale.
Appunto a parte per le musiche che includono davvero dei bei pezzi ma che, per il modo in cui sono usati, in alcuni momenti risultano quasi invasivi.

Lucone  @  06/12/2025 11:23:51
   4½ / 10
Die, My Love è, purtroppo, uno spreco di materiale potentissimo. La regia è formalmente forte, nervosa, sensoriale, ma gira costantemente attorno alla ferita senza mai incidere davvero. La depressione viene evocata ed estetizzata, non attraversata fino in fondo: sembra esserci sempre paura di far emergere la verità nuda.

Jennifer Lawrence è tecnicamente impeccabile ma a tratti troppo costruita, quasi consapevole della "grande prova", e in alcuni momenti il dolore scivola nel grottesco involontario.
Tema enorme, mezzi evidenti, ma risultato inferiore alle possibilità. Poteva essere devastante. È rimasto solo disturbato.

Wilding  @  30/11/2025 09:54:51
   4 / 10
Una noiosissima mattonata in testa.

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