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Paul Thomas Anderson dirige un film articolato che ci fa viaggiare verso gli stati uniti del sud di inizio secolo, attraverso giacimenti petroliferi e voglia di sviluppo economico. Daniel Day-Lewis in grande spolvero si aggiudica la statuetta d'oro come miglio attore protagonista, premio assolutamente meritato. Però il film è di una lentezza inimmaginabile. Annoia ed innervosisce proprio per questo motivo. Alcune scene sono da antologia, come ad esempio quella dell'esplosione del giacimento petrolifero dove il figlio del protagonista perde l'udito oppure la sequenza finale. Ma in fin dei conti il film non mi ha convinto più di tanto. Comunque resta bella l'ambientazione che è molto dettagliata. Il finale è molto interessante, ma in fin dei conti, dovendo valutare il film per intero, non mi ha lasciato molto. Resta comunque un buon prospetto sella sete di potere, l'avidità umana e la solitudine.