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Ho letto su internet dell'esistenza di questo corto e ne sono rimasto subito folgorato. Ho pensato "Una produzione francogiapponese? WOW! Due dei paesi più interessanti del cinema di paura si sono coalizzati per realizzare un corto dell'orrore... sarà un capolavoro" ed ero felice. Non sapevo se aspettarmi la classica ghost story asiatica che parte da una leggenda urbana e che finisce con splatter estremo transalpino via à l'interieur, con beatrice dalle che spunta all'improvviso con le forbicione o_O o chissà altro. Fatto sta che dopo tante domande me lo sono visto e sono rimasto sorpreso dal fatto che questo non è un horror, ma un sublime, delirante esperimento sperimentale.
Un po' sulla scia del coreano "Suicidal Variations", "Kaojikara" è un vero e proprio delirio visivo, che sa alternare scene a colori con il bianco e nero. C'è tanto industrial post- Tetsuo in questo susseguirsi di immagini oniriche e terrorizzanti e alla fine non se ne può che rimanere soddisfatti, soprattutto se si ama Tsukamoto.