la rabbia (1963) regia di Giovannino Guareschi, Pier Paolo Pasolini Italia 1963
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la rabbia (1963)

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locandina del film LA RABBIA (1963)

Titolo Originale: LA RABBIA

RegiaGiovannino Guareschi, Pier Paolo Pasolini

InterpretiGigi Artuso, Carlo Romano, Giorgio Bassani

Durata: h 1.01
NazionalitàItalia 1963
Generedocumentario
Al cinema nell'Aprile 1963

•  Altri film di Giovannino Guareschi
•  Altri film di Pier Paolo Pasolini

Trama del film La rabbia (1963)

Č un racconto a due voci degli eventi che hanno caratterizzato il periodo compreso tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Si va dalla morte di Pio XII, e successiva elezione di Giovanni XXIII, alla morte di Marilyn Monroe. Dall'invasione dell'Ungheria nel '56 al volo di Gagarin, dall'incoronazione della regina Elisabetta all'arrivo di Ava Gardner a Roma o alla visita di Sophia Loren nel Polesine alluvionato.

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Voti e commenti su La rabbia (1963), 4 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

alex94  @  24/03/2020 18:14:12
   5½ / 10
Due pareri agli antipodi sui più importanti fatti d'attualità del epoca.
Boh a mio avviso piuttosto inutile visto che gli eventi commentati erano ancora in svolgimento o accaduti da poco cosa che rendeva impossibile una lettura approfondita.
Qualche commento coraggioso e interessante non manca ma per gran parte della sua durata risulta irritante o noiosa.

Filman  @  27/04/2016 16:56:39
   6½ / 10
Si può notare l'inutilità di questo progetto, forse solo inizialmente interessante, al termine della piuttosto netta contrapposizione ideologica e attualista, per nulla costruttiva, tra il pensiero di Pier Paolo Pasolini e il pensiero di Giovannino Guareschi: se da una parte, guardando il documentario LA RABBIA, possiamo godere di un espressivo insieme di immagini di repertorio, narrate da Pasolini in modo armonico, poetico e quindi riflessivo su un piano umanistico, politico e sociale, dall'altra c'è da soffrire la bigotta dottrina dell'umorista Guareschi, per cui il comunismo sembra essere la causa di tutti i mali e la dissolvenza della "famiglia tradizionale" l'inizio dell'apocalisse, una propaganda senza dignità né anima, che rovina il film lasciando accanto al lavoro di Pasolini un documento da evitare.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  09/06/2010 20:59:56
   6 / 10
Insuccesso di pubblico quando uscì,La rabbia è un documento che mette a confronto due pensieri diametralmente opposti politicamente,ovvero quello di Pasolini e Guareschi.
In realtà doveva essere un progetto del solo Pasolini ma venne deciso,probabilmente come mossa commerciale,di affiancargli l'umorista Guareschi per inscenare una finta battaglia ideologica,quando però entrambi non sapevano cosa l'altro avrebbe detto.
Il segmento di Pasolini inoltre venne anche tagliato ma è possibile rivedere il documento integrale con la parte mancante ricostruita in maniera filologica da Bertolucci nel documentario "La rabbia di Pasolini".
A vederlo con gli occhi di oggi rimane solo la curiosità dei concetti espressi da questi due personaggi,ma la vera rabbia viene quando si sente Guareschi parlare di negri e omosessuali con ironia disprezzante in varie occasioni. Paradossalmente il pensiero di Guareschi resiste ancora oggi nella testa dell'italiano medio,più di quello Pasoliniano: la paura del comunismo (spauracchio oggi tenuto in piedi specie dai fascisti per avere una giustificazione), l'immigrazione. Guareschi inoltre parla di nostalgia del colonialismo e disprezza Kennedy e l'America.
Pasolini infarcisce il suo segmento di domande e di poesia,certamente manca l'umorismo del suo "nemico",ma è un'analisi pessimistica e che se la prende con la borghesia tanto detestata dal famoso regista e scrittore.
Riassumendo,è impossibile dare un voto ad un documentario ideologico che affianca solo delle ipotesi alla Rabbia di quegli anni. Entrambi,sia Pasolini che Guareschi,dicono cose condivisibili e altre meno.
Pasolini: freddo e pessimistico.
Giareschi: umorista e ottimista,ma con tanta paura verso il suo attuale e i suoi spauracchi.

Rimane un documento di interesse ma solo in relazione alla vita dei due autori,come scritto nel commento che precede il mio.

paride_86  @  12/10/2008 17:20:48
   6 / 10
Opinioni di Pasolini e Guareschi sui principali fatti degli anni '50 e '60.
Opinioni che attualmente valgono solo in relazione alle biografie dei registi, poiché costruite su una visione molto parziale dei fatti, soprattutto per quanto riguarda l'Unione Sovietica, visto che il muro di Berlino sarebbe caduto solo 26 anni dopo l'uscita del film. Per Cuba vale lo stesso discorso visto che la rivoluzione era appena cominciata: i giudizi sono irrimediabilmente precoci. Bisogna sottolineare, poi, che Pasolini e Guareschi erano dei giornalisti/intellettuali e non degli storici, perciò le loro opinioni non sono affatto obiettive, ma anzi strettamente legate alla personale appartenenza politica. Fa sorridere il moralismo di Guareschi quando parla della Roma scollacciata di allora, irrita quando ironizza sui neri africani e sui primi transessuali.

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