sirat regia di Oliver Laxe Spagna 2025
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sirat (2025)

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locandina del film SIRAT

Titolo Originale: SIRAT

RegiaOliver Laxe

InterpretiSergi López, Bruno Núñez, Stefania Gadda, Joshua Liam Herderson, Tonin Javier

Durata: h 1.55
NazionalitàSpagna 2025
Generedrammatico
Al cinema nel Gennaio 2026

•  Altri film di Oliver Laxe

Trama del film Sirat

Un padre e suo figlio Esteban arrivano tra le montagne del sud del Marocco, dove si tiene un rave estremo e senza fine. Sono alla disperata ricerca di Mar, figlia e sorella, scomparsa mesi prima durante uno di questi eventi. Tra musica elettronica martellante e un’atmosfera di libertà assoluta e alienante, i due mostrano la foto della ragazza a chiunque incrocino.

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Voto Visitatori:   6,75 / 10 (6 voti)6,75Grafico
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Voti e commenti su Sirat, 6 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

stratoZ  @  05/02/2026 11:37:10
   6½ / 10
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

L'ultima opera di Laxe, che gli ha dato un certo seguito visti gli ottimi risultati a Cannes, è un discreto road movie che per forza di cose si presta ad un'interpretazione di stampo esistenziale, fin dalla premessa iniziale, nel quale viene spiegato allo spettatore tramite didascalia, cosa è davvero il sirat, quel sottile e tagliente filo che collega paradiso ed inferno, mettendo all'erta sull'esperienza che si sta per vivere, l'incipit racconta di questo padre, che assieme al figlio minore si avventura nel deserto del Marocco per ritrovare la figlia, andata via di casa tempo prima e che secondo le sue informazioni dovrebbe aggirarsi per i rave, da qui viene a conoscenza con questi tipi ed intraprende un viaggio fino al prossimo rave dove ha la speranza di incontrare la figlia.

Uno degli elementi chiave è la presenza dei militari, che fin da subito interrompono il rave per un'emergenza e costringono tutti allo sgombero, causando in seguito una rivolta da parte di alcuni componenti che decidono di non seguirli, questo gesto è pressoché interpretabile come la volontà dei personaggi di fuggire dagli eventi esterni, non dipendenti da loro, ma da altri esseri umani, in questo caso sembra abbastanza esplicitato si tratti comunque di una guerra, andando ad intraprendere questo percorso nel quale all'apparenza sono come in una bolla che li isola dal resto del mondo, tra le tranquille montagne del deserto marocchino, conducendo un viaggio in cui prevale uno spirito di comunità ed una forte componente artistico-creativa che sembra fargli dimenticare quello che sta accadendo nel resto del mondo, ma il film, che nella seconda parte prende dei connotati apparentemente pessimisti, mostra nelle sequenze successive tutto il dolore insito nell'esistenza, la shockante morte del figlio, così proposta di schianto in un clima fino a quel momento più che gioviale, è come un risveglio da quella trance illusoria di poter evitare infausto destino, così come tutta la lunga sequenza sul finale, quella nel campo minato per intenderci, per come viene introdotta, con i personaggi che ballano allegramente a ritmo di musica elettronica - e che musica, la colonna sonora è splendida - pensando di essere al sicuro, ma che purtroppo verranno risvegliati dall'improvvisa esplosione delle mine, catapultandoli immediatamente in una situazione di estremo pericolo, fino alla presa di consapevolezza finale, col passaggio del padre, ormai rassegnato e con niente da perdere, nel mezzo del campo senza conseguenze, episodio che diventa specchio di una nuova concezione, quella in cui si è metabolizzata la visione e si è compiuta l'accettazione di un mondo nel quale sembra diventato impossibile sfuggire alle insidie.

Un bel viaggio metaforico, tra consapevolezza, coscienza ed esistenzialismo, duro e con dei piccoli inserti lisergici, una bella scenografia in quel secco e roccioso deserto, ambiente ideale dei trip da lsd ed una gran bella colonna sonora, niente male.

Phenomeno  @  13/01/2026 13:07:46
   7½ / 10
La forza del film sta nella fotografia di questa natura maestosa, minacciosa e nello stesso tempo indifferente delle sorti dell'uomo. Girate magnificamente da un punto di visto tecnico, le scene di violenza lasciano senza fiato lo spettatore anche se non lo coinvolgono da un punto di vista emotivo. Non si rimane turbati più di tanto per le sorti dei protagonisti, ma probabilmente questa è una scelta voluta che potrebbe un po' stonare nella valutazione complessiva dell'opera. Affascinante viaggio che parte con uno scopo ben preciso ma diventa con il passare del tempo sempre più illogico, irrazionale, misterioso, metafisico. Dopo questa visione merita (ri)vedere the sorcerer di friedkin oltre che apocalypse now

neverhood  @  12/01/2026 12:26:42
   6½ / 10
Film ambivalente...potentissimo a livello sonoro, visivo e carnale, ma purtroppo abbastanza vuoto sullo sviluppo degli intenti e sulle vite dei protagonisti. Una moltitudine di spunti interessantissimi abbozzati, introdotti, ma poi lasciati lì...come le casse lasciate nel deserto...che potenzialmente possono esprimere qualsiasi vibrazione, ma vengono lasciate spente.
Sicuramente un'opera da vedere e "vivere" (se appassionati di tek e rave è direi imprescindibile), ma purtroppo tutto rimane abbozzato. Peccato

mister_snifff  @  06/01/2026 10:10:41
   7½ / 10
Un film cupo, sensoriale, costruito su immagini e suoni ipnotici, il deserto diventa spazio di prova e rivelazione, un vero e proprio ponte tra il sé e il divino, tra luce e oscurità.

Invia una mail all'autore del commento cupido78  @  04/01/2026 14:45:03
   4½ / 10
Incipit gagliardo. Guerra mondiale, apocalisse in arrivo, la ricerca della figlioletta sballosa.. beh speravo, almeno fino a metà film, che succedesse qualcosa di avvincente e arriva una banale "trovata" a un'ora dall'inizio: il figlio accappottato nel dirupo insieme al cane 🥱Inizia la tragedia sia nel film che per lo spettatore. Luis/Lopez per niente credibile nella reazione di perdita (un padre si sarebbe buttato nel fosso, avrebbe recuperato il corpo. boh non so) continua a vagare con i freaks senza alcun senso e finiscono tutti a farsi di lsd ignari del campo minato; si ritorna, senza che sia stato minimamente sviluppato nel film, al tema delle armi, alla conseguenza di un occidente malsano e guerrafondaio. Il film chiude con i tre superstiti che fuggono, immagino, verso sud, alla ricerca di sta figlia (che sarà in norvegia?) lontano da che?dalla follia guerrafondaia euroasiatica occidentale? Muah.. mi sono anche chiesto: il regista ha voluto un velato limbo tra la vita e la morte in tutto il film? Ok, sarebbe stato interessante se fosse stato esplicitato ad un certo punto della storia con i freaks reduci di una disperata vita terrena. Si e quindi? Boh.
Chiaro è che non è interessato allo script, ma un cinema di sensazioni è ben lungi dall'essere questo Sirat. Ci aveva provato il nostrano Abbruzzese con Disco Boy che mi era piaciuto dai titoli di coda fino all'uscita dal cinema.

Laxe non è tarsem singh e non è Miller. Non empatizzo sulla ricerca del padre, non conosco i conflitti che hanno portato alla fuga la figlia, non mi dispiace del figlio quando si accappotta e muore, i freaks sono reali e proprio per questo disturbanti nella messa in scena.
muah

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  07/11/2025 16:11:41
   8 / 10
Sirat racconta la storia di un padre che cerca la figlia scomparsa in Marocco, partita per partecipare ad una festa grandiosa, probabilmente un rave nel deserto. Sirat significa nella religione islamica quel sentiero che porta le anime nel paradiso. Sentiero sottile come un capello e affilato come la spada. Superarlo significa raggiungere il paradiso, precipitare significa sprofondare nell'inferno. Sirat è uno di quei film che vanno più vissuti emotivamente rispetto alla narrazione, immersi nei paesaggi desertici che travalicano quasi nel metafisico con qualche riferimento al Fury Road come ambientazione e Vite vendute per le insidie. Un'inconciliabilità fra il nord ed il sud del mondo, con il primo ormai prigioniero di sé stesso che viaggia verso il nulla e mostra il proprio nulla. Un bel film, non c'è che dire.

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