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Definirlo un gangster-movie risulta in fondo riduttivo quanto non debitamente appropriato. Leone aveva in mente un film quasi proustiano e per buona parte della pellicola riesce nel suo intento - anche se immancabilmente non bisogna tacere sul dettaglio che riguarda le ingerenze della produzione sul final cut; perché la versione a noi giunta, e in coda quella estesa uscita due anni fa, non colmano tutto il girato originale di cui abbastanza e' andato perso. Dunque, una nota di rimpianto e rimorso. Proseguendo, Leone è un pioniere, lo è sempre stato. Qui siamo di fronte al film più bistrattato della storia del cinema ma che nonostante ciò, non ha potuto fare a meno di stregare quanti lo hanno visto. Se si accetta il concetto di "ricerca di un tempo perduto" si comprende il perché di certi passaggi sfumati e si comprende ancora di più il grande sforzo compiuto da Leone a cui la produzione non permise di andare davvero fino in fondo. Leone non confeziona una storia di mala, Leone ci racconta di un uomo, De Niro/Noodles ormai sul viale del tramonto e della rievocazione che egli fa della sua vita, delle sue delusioni, di un amore mancato e sempre rimpianto, di un revenant, l'ultimo, con il passato, anni e anni dopo. Straordinaria la colonna sonora di Morricone. Il finale e' un pezzo di antologia indimenticabile, il congedo di un grande maestro del cinema.