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B-movie degli anni '80 che riprende la formula ad episodi tipica degli horror inglesi di vent'anni prima, con l' "attorone", in questo caso Vincent Price che fà da narratore nella cornice. C'è anche in un piccolo ruolo la mitica Martine Beswick che, tra le altre cose, era stata interprete dello spassoso "Ultimo tango a Zagarol" insieme a Franco Franchi. A parte loro due, però, la recitazione di tutti gli altri attori fà venir voglia di piantargli un paletto di frassino nel cuore. Le storie a dire il vero non lasciano molto il segno: la prima è alquanto macabra ma la seconda e la terza davvero da dimenticare. Con la quarta, davvero cupa e splatter, il film acquista un pò di punti ma rimane pur sempre un filmetto dal budget molto basso. Per me, seppur di poco, non arriva alla sufficienza piena.
Un buon esordio di Jeff Burr,regista che purtroppo in seguito si perderà per strada dirigendo sequel alquanto evitabili e di scarsa qualità. Siamo davanti ad una pellicola ad episodi niente male,4 storie del terrore,narrate logicamente dal mitico Vincent Price che nonostante non brillino d'originalità si lasciano seguire senza troppi problemi,risultando anche piuttosto violente e politicamente scorrette (in particolare quella avente per protagonisti i bambini e che strizza non poco l'occhio all'immortale classico Ma come si può uccidere un bambino?). Inquietudine,splatter ed una bella atmosfera tetra......il B-movie perfetto per passare una serata.
"Il villaggio delle streghe" è un film horror che cerca di richiamare le produzioni di film del terrore ad episodi degli anni 60 senza escludere il clima creatosi durante gli anni 80; una specie di mix tra quello che era una volta il cinema orrorifico e quello che diventò successivamente; non tanto per la formula ad episodi in se, ma piuttosto per lo spirito delle storie, molto più vicine al vecchio stile che a quello che andava di moda al tempo; la stessa presenza di Vincent Price lo testimoniava, chiamato ad interpretare il ruolo principale della cornice come "Caronte" sia per il personaggio femminile con cui interagisce nel film, sia per lo spettatore seduto comodamente nella sua poltrona. I vari episodi sono abbastanza efficaci, le diverse storie che compongono il film sono parecchio interessanti, ma a mio giudizio la lieve atmosfera anni 80 che si sente durante la visione(sopratutto nelle musiche e la fotografia), penalizza il tutto ingiustamente; per quanto mi riguarda avrei preferito un totale omaggio al genere senza mettere nulla di appartenente all'epoca nuova....o se non altro non con quel retrogusto low budget che caratterizzava alcune pellicole di quel tempo. Comunque nonostante diverse cose non mi abbiano convinto, il film scorre bene e le storie si fanno apprezzare....ragione in più per il quale sono dispiaciuto di non averle potute vedere come avrei voluto; sarebbero state valorizzate maggiormente secondo me..... .
Buon horror ad episodi diretto da un esperto degli splatter quale Jeff Burr...stranamente il film sembra una decina di anni più vecchio di quello che è ma comunque i vari capitoli (raccontati da vincent Price) sono piacevoli. Il primo è quello meno convincente e racconta di un vecchio che da di testa e commette una piccola strage a causa delle frustrazioni dovute al vivere con la sorella...peccato che il finale sia assurdo perché i suoi omicidi erano truculenti e plausibili. Nel secondo abbiamo una maledizione che rende immortali che si ritorcerà contro il "bramoso" protagonista...è cinico e ricorda lo spirito macabro-moralista di un altro film ad episodi inglese che ho visto tempo fa, comunque il migliore forse. Un'altra maledizione che riguarda un circo ed i loro componenti...piuttosto trash e molto splatter ma la storia convince poco. Infine l'episodio più complesso che riguarda una comunità di bambini orfani, in stile "the children of corn", durante la Guerra di Secessione...anche questo capitolo è visivamente molto forte ed inoltre ha una buona componente drammatica che mette in luce la tristezza dei conflitti e le povere vittime quali i bambini che si tramutano in aguzzini psicopatici!
La confezione del film nel complesso è di buona qualità con atmosfere convincenti, make-up di ottima fattura ed attori relativamente convincenti. Non un capolavoro ma nel genere horror a capitoli fa il suo dovere.
Sullo stesso filone di un genere narrativo, quello a episodi, in auge in quegli anni "il villaggio delle streghe" racconta come il male si sia radicato nella cittadina di Oldfield. Il primo episodio è quello meno riuscito;abbiamo il maniaco di turno, il che non è un dramma in un film horror anzi, ma lo svolgersi dei fatti è piuttosto piatto
a me ha intrigato soprattutto il secondo, ha la sua morale e una punizione esemplare per l'avido sbruffone
anche se il massimo del politicamente scorretto lo abbiamo nell'ultima parte con quei terribili bambini-e i loro macabri giochi- frutto della crudeltà dell'uomo. Lo splatter non manca e in più abbiamo un must come Vincent Price, film da riscoprire.
Vedibile horror costituito da 4 episodi legati da un bibliotecario(interpretato da Price) che narra storie spaventose riguardo gli abitanti di un paese americano. Il film nel complesso non è male, anche se nel primo episodio ci sono alcuni punti morti. Anche io metto ai primi posti i due episodi centrali, ma comunque anche gli altri due non sono del tutto da buttare.
Discreto horror ad episodi..i migliori sono quelli centrali secondo me..ovvero quello dell'uomo di colore e dei suoi riti magici e quello del circo. Il primo e l'ultimo abbastanza insipidi..soprattutto il primo a dire il vero. Un'occhiata gliela si può dare..ma non griderete di certo al miracolo..sufficiente.
Buon e sottovalutato horror di Burr (Il patrigno 2, Non aprite quella porta 3), violento e sanguinoso, tra i suoi primi film realizzati credo, ingiustamente poco famoso.
Vi recita il grande Vincent Price tra l'altro, altro grande motivo d'interesse per il film, nonchè la Beswick di Ultimo tango a Zagarol, con Franchi ed Ingrassia .
La sua struttura è ad episodi (4), non memorabili, ma comunque tutti di discreto livello (spicca quello finale coi bambini sadici); è un film che non conta tanto per sceneggiatura, quanto piuttosto per la bravura tecnica/registica di Burr (molto buono anche l'accompagnamento musicale inoltre), che poi però non avrà purtroppo una grandissima carriera.