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Poco da aggiungere: lo spunto originario era decisamente felice, ma qui assistiamo soprattutto a una "raccolta differenziata" degli episodi precedenti, a dir poco schematica e frammentaria, se non proprio inconcludente (tutta la parte finale lo è) Aggiungerei che di sospense non c'è l'ombra, Sadak sembra una caricatura di se stessa, oltretutto la recitazione orientale vibra pochissimo, c'è una stilosità talvolta efficace ma anche abbastnaza incongrua in uno script del genere. Tematica ricorrente, il bene come antitetico al male, e qui va bene. Efficace la rappresentazione teatrale anche se la "prima2 finisce per citare (male) la Carrie di S. king. Ma tutto il film è lento e artificioso un horror elegante questo sì, ma anche una stanca riproduzione di stilemi già visti e soprattutto nel cinema occidentale. Peccato, talvolta la solitudine dell'eterea "strega" suggerisce un certo senso di pena, ma è il simbolo castrante a tutti i costi che riporta l'inferno nella dimensione abissale da cui è nato. E, da spettatore, ne sono lieto