Un gruppo di ragazzi adolescenti si sfida in una gara annuale chiamata The Long Walk, in cui camminano a ritmo sostenuto e, se rallentano sotto una cerca velocità, saranno bersaglio di una pistola.
Sei un blogger e vuoi inserire un riferimento a questo film nel tuo blog? Ti basta fare un copia/incolla del codice che trovi nel campo Codice per inserire il box che vedi qui sotto ;-)
Non capisco la media altissima, certo ha dalla sua (il racconto, non il film) l'essere stato di ispirazione del genere (il meccanismo di eliminazione è stato ripreso pari pari in Squid Game, ad esempio), ma non c'è molto altro. Forzature assurde ed inverosimili,
una persona allenata riuscirebbe a camminare quasi ininterrottamente 1-2 giorni, senza dormire, ma comunque con brevi interruzioni per idratarsi, alimentarsi e andare in bagno... qui non compare nulla di questo.
Non ho letto il racconto di King, ma questa trasposizione cinematografica mi ha lasciato perplesso sotto diversi aspetti. Mancata contestualizzazione: ok siamo in piena distopia, però non è spiegato in modo accettabile come la società si sia ridotta in questo modo e come centinaia di giovani accettino di prendere parte alla marcia, ben sapendo quello a cui vanno incontro e le quasi nulle probabilità di sopravvivenza, anziché coalizzarsi per ribellarsi al sistema. Si poteva approfondire meglio anche mostrando in che condizioni vivevano questi ragazzi con le loro famiglie prima di scegliere di partecipare alla marcia (a me, a parte un paio, tutto sembravano fuorché dei poveri derelitti). Rapporti personali: va bene che il film voglia enfatizzare lo spirito di amicizia e solidarietà attraverso il quale resistere al cinismo del sistema, ma non è credibile che in una situazione del genere persone che non si erano mai viste prima possano sviluppare in così poco tempo un sentimento tanto forte da sacrificare addirittura la propria vita l'un per l'altro…tutto questo spirito di fratellanza, come ho già detto, avrebbe dovuto portare alla ribellione…alla peggio qualcuno ci avrebbe rimesso la pelle (cosa che sarebbe successa comunque) ma si sarebbero potuti salvare in molti di più. Miscasting: lungi da me voler fare del bieco body shaming, ma Cooper Hoffman è troppo sovrappeso per essere credibile in un ruolo del genere…uno così può marciare 4 o 5 ore, non giorni. Fisica e biologia: non si può dormire marciando, almeno non per 4-5 giorni di fila e nemmeno radersi (ad alcuni ragazzi cresce giustamente la barba, altri sembrano sempre freschi di rasatura)…sull'espletamento dei bisogni corporali preferisco non approfondire. L'intrattenimento c'è, ma con un soggetto così ne poteva venir fuori una cosina fatta bene bene (e molto più cinica e pungente), invece è un po' tutto buttato lì in un turbine di buoni sentimenti poco giustificati.
Ennesimo romanzo di King trasposto al cinema. Film che non mi ha convinto, non mi ha entusiasmato e non è riuscito a lasciare un segno indelebile, risultando ripetitivo, monotono e con pochissimi spunti interessanti degni di nota. La regia non mostra particolari guizzi, il cast non lascia il segno e le dinamiche raccontate non mi sono sembrate così ben articolate da farsi ricordare a lungo. Lo si vede e lo si dimentica subito dopo i titoli di coda.