undertone regia di Ian Tuason Canada 2026
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undertone (2026)

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locandina del film UNDERTONE

Titolo Originale: UNDERTONE

RegiaIan Tuason

InterpretiNina Kiri, Kris Holden-Ried, Michèle Duquet, Keana Lyn Bastidas, Sarah Beaudin

Durata: h 1.25
NazionalitàCanada 2026
Generehorror
Al cinema nel Marzo 2026

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Trama del film Undertone

La conduttrice di un podcast horror, si trasferisce a casa della madre morente per prendersi cura di lei. Quando riceve 10 messaggi audio di una giovane coppia incinta che registra rumori paranormali, l'autrice si rende conto che la storia della donna è uno specchio della sua e a ogni nuova registrazione la sua paranoia cresce, trascinandola verso un destino a cui non può sfuggire.

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Voto Visitatori:   6,88 / 10 (4 voti)6,88Grafico
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Voti e commenti su Undertone, 4 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

topsecret  @  17/07/2026 15:01:11
   6½ / 10
La scelta registica di mettere in evidenza inquadrature ad minch1am, cioè spazi vuoti senza mostrare nulla, rende abbastanza sotto l'aspetto dell'attesa, in un crescendo di ansia e inquietudine. D'altra parte però questo continuo dilatare le scene giocandosi tutto sull'atmosfera e sul sonoro può, o potrebbe, far storcere un po' il naso ai puristi dell'horror puro e crudo, indugiando molto con l'aspetto psicologico-drammatico in cui si trova la protagonista.
Personalmente UNDERTONE non mi ha annoiato ma nemmeno fatto fare dei salti sulla sedia; perciò credo che la piena sufficienza possa essere il voto adatto, per quanto mi riguarda, e per le sensazioni che mi ha procurato.
L'azione si concentra tutta nel finale ma ci si arriva con una certa gradazione di mistero e tensione che mi è sembrata abbastanza ben realizzata. Prevedibile l'epilogo ma non è un difetto invalidante.

stratoZ  @  25/05/2026 13:00:36
   6½ / 10
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Devo dire che tutto sommato è un discreto horror, non privo di difetti ma probabilmente per via del suo peculiare uso del sonoro è riuscito ad inquietarmi parecchio, esordio con mezzi esigui, praticamente due attrici ed una piccola casa, con l'unico contatto con l'esterno che è il podcast a cui si dedica la protagonista giovane ragazza che assiste la madre terminale, ormai praticamente incosciente per via della malattia in stato molto avanzato, una messa in scena decente, quasi tutto ambientato in notturna, durante le registrazioni di questo podcast riguardante storie inquietanti al limite del paranormale, un format interessante dove la protagonista interpreta la parte di una scettica che cerca in tutti i modi di smontare le vicende raccontate ed il suo collega fa costantemente il credulone.

Così durante le registrazioni per il nuovo episodio il collega propone di ascoltare i file audio inviati da questa misteriosa email, da qui inizia un crescendo di inquietudine che pian piano fa dubitare la stessa protagonista della realtà, è un tipo di orrore che funziona e che inquieta profondamente lo spettatore, le innocenti canzoncine per bambini, spesso cantate dalle madri come ninna nanna, che contengono dei messaggi nascosti di natura scabrosa, tutto il background riguardanti questi pezzi, tradizionalmente innocui, ancorati ad un passato sanguinolento, con delle storie scabrose, come "London Bridge", con la regina che ha fatto murare vivi gli orfani nelle fondamenta del ponte, o "Baa baa, black sheep", cantata anche dalla madre della protagonista che contiene inquietanti messaggi nascosti, fino al costante rifermento religioso che rende il tutto sempre più inquietante - mamma mia quanto è creepy quella statua di Santa Rita da Cascia - andando verso un climax nella parte finale, una volta che vengono scoperte le carte ed introdotta la figura del demone di Abyzou, e la sua terribile leggenda, che porta le donne ad uccidere i loro figli.

Il film presenta delle interessanti scelte registiche, la trovata del podcast, l'ambientazione nella quale la protagonista si trova, isolata con solo la madre inerme nel suo letto di morte, incapace di muoversi, fa crescere costantemente l'inquietudine, sfruttando tantissimo il sonoro, giocando molto bene con i silenzi, le cacofonie, le notifiche, le voci all'interno degli audio, le stesse chiamate degli ascoltatori del podcast, riuscendo ad ottenere un buon risultato con minimo dispendio, ma non sempre il film è brillante, presentando qualche momento morto nella parte centrale, probabilmente troppo allungata e che presenta qualche ripetizione, così come qualche scelta inflazionata qua e là, come possono essere le trovate della luce che flickera, rivista in migliaia di film del genere, o i disegni inquietanti con i pastelli anche questi elementi non particolarmente originali, ben gestita invece la scelta dei jumpscare, che diventano rarissimi, per fortuna, in ogni caso, devo dire, rimane un discreto horror.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  24/05/2026 11:41:24
   8 / 10
Non sono molti i film horror che basano sul sonoro la generazione dell'inquietudine e della paura. Undertone è strutturato principalmente su questo elemento e riesce a farlo in maniera veramente efficace. Non che l'elemento visivo non sia importante, anzi per essere un film girato interamente in interni, la regia è di ottimo livello anche con buoni piani sequenza ed utilizzando espedienti semplici e perfettamente funzionali a ciò che stiamo vedendo. Evy insieme a Justin che sente per telefono conducono un podcast sul soprannaturale e mentre il suo sodale è colui che è portato a credere la sua esistenza, Evy prende sempre posizioni scettiche. Il collante della storia è l'ascolto di dieci file audio spediti con e-mail anonima che gradualmente fanno emergere il momento difficile della ragazza, con una madre morente ed in stato vegetativo, un rapporto logoro con il suo compagno e perdipiù le viene comunicato che è incinta. In qualche modo il modo di porsi in maniera scettica sui primi file delle registrazioni incrina le sue sicurezze, evidenziando il suo momento difficile e complice la suggestione, la fanno precipitare in una spirale di follia senza controllo. La stessa regia fra l'altro accompagna questo stato sempre più ansioso della protagonista. Da immagini fisse e movimenti lineari della macchina da presa, prendono piede movimenti di macchina più nervosi accanto a dei fenomeni sempre più sinistri. Ecco forse l'aggettivo giusto per questo film è sinistro. Una meccanismo creato ad arte che non solo mostra la bravura dell'unica attrice sullo schermo (l'altra attrice presente è pressoché immobile), ma anche la capacità di farlo crescere nei momenti giusti. Per essere un'opera prima è un'esordio con i fiocchi perché mostra le ottime capacità di Tuason ed anche il suo coraggio perché un film strutturato in questo modo non è affatto facile. Spero che non si perda per strada.

Kit Carson  @  04/05/2026 23:09:39
   6½ / 10
Un'esperienza sonora affascinante, ma il finale non regge del tutto.

Ian Tuason esordisce nel lungometraggio con un'idea coraggiosa e minimalista: una ragazza, sola, in una casa quasi vuota accanto alla madre morente, ascolta registrazioni inquietanti per il suo podcast sul paranormale.

Il punto di forza del film è il sound design, davvero notevole. Tuason usa il silenzio, i rumori ambientali e le voci fuori campo per creare un senso costante di minaccia, trasformando l'ascolto nel vero motore della tensione. La scelta di tenere tutti gli altri personaggi fuori scena - presenti solo al telefono - genera una claustrofobia originale ed efficace.

Nina Kiri regge quasi da sola il film, con un'interpretazione fisica e intensa: stanchezza, colpa e paura passano soprattutto attraverso il volto e il corpo.

Il limite è che un'idea così forte funziona benissimo all'inizio, ma fatica a sostenere tutta la durata. Dopo circa 50 minuti la ripetizione inizia a farsi sentire, e il climax finale, dopo una costruzione lenta e intelligente, risulta più frettoloso del previsto e meno soddisfacente.

Resta comunque un esordio promettente, firmato da un autore con sensibilità e personalità. Più un ottimo esercizio di stile che un film pienamente compiuto, ma abbastanza riuscito da far venire curiosità per il seguito della sua carriera.

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