Tre atti, tre frammenti apparentemente scollegati che, messi insieme, compongono il ritratto intimo e sorprendente di Charles Krantz, un uomo qualunque al centro di qualcosa di straordinario.
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Dovessi votarlo per quanto mi ha deluso gli darei 5, però... Mi spiego meglio: questa è una di quelle storielle che King crea in 10 minuti mentre sta sul cesso, poi lo sviluppo è tutta 'routine'. Il problema è che la storiella è fin troppo banale (e già scontata dopo mezz'ora) e la routine in questo caso ha sviluppato personaggi troppo stereotipati e un finale a effetto lacrimuccia altrettanto insoddisfacente. Insomma, rispetto alle mie aspettative, questo è un gran pacco. Però (dicevo...), ha dalla sua che lascia dentro qualcosa, è ben fatto (magari troppo lungo). gli intrepreti ci danno dentro, l'argomento è positivo, per cui, bocciarlo non posso.