c'era una volta a... hollywood regia di Quentin Tarantino Gran Bretagna, USA 2019
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c'era una volta a... hollywood (2019)

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locandina del film C'ERA UNA VOLTA A... HOLLYWOOD

Titolo Originale: ONCE UPON A TIME IN HOLLYWOOD

RegiaQuentin Tarantino

InterpretiLeonardo DiCaprio, Brad Pitt, Margot Robbie, Emile Hirsch, Margaret Qualley, Timothy Olyphant, Julia Butters, Austin Butler, Dakota Fanning, Bruce Dern, Mike Moh, Luke Perry, Damian Lewis, Al Pacino, Kurt Russell, Nicholas Hammond, Samantha Robinson, Rafał Zawierucha, Lorenza Izzo, Damon Herriman, Lena Dunham, Madisen Beaty, Mikey Madison, James Landry Hébert, Maya Hawke, Victoria Pedretti, Sydney Sweeney, Harley Quinn Smith, Dallas Jay Hunter, Kansas Bowling, Parker Love Bowling

Durata: h 2.41
NazionalitàGran Bretagna, USA 2019
Generecommedia
Al cinema nel Settembre 2019

•  Altri film di Quentin Tarantino

Trama del film C'era una volta a... hollywood

Nella Los Angeles del 1969 in cui tutto sta cambiando, l'attore televisivo Rick Dalton e la sua storica controfigura Cliff Booth cercano di farsi strada in una Hollywood che ormai non riconoscono più.

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Voto Visitatori:   7,14 / 10 (123 voti)7,14Grafico
Migliore attore non protagonista (Brad Pitt)Migliore scenografia (Barbara Ling, Nancy Haigh)
VINCITORE DI 2 PREMI OSCAR:
Migliore attore non protagonista (Brad Pitt), Migliore scenografia (Barbara Ling, Nancy Haigh)
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Voti e commenti su C'era una volta a... hollywood, 123 opinioni inserite

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Spinna  @  08/09/2020 01:58:37
   3 / 10
Noioso, non mi è piaciuto.

sciroppo  @  31/08/2020 23:49:16
   7 / 10
Tarantino cambia la storia per la seconda volta!!
Ancora una volta scene troppo lunghe, ad esempio quando una hippy dice a un altra hippy di andare a chiamare un altro hippy, che se ne sta a cavallo nella brughiera. Ecco, passano un sacco di secondi a inquadrare questa inutile corsa di questo hippy che torna dagli altri hippies. Ce ne sono tante così, anche in altri film. Il riempitivo che da respiro ci vuole, la bellezza delle immagini in quanto tale ci vuole, ma non sopporto chi esagera, Tarantino esagera un tantino...pensa poi si si chiamava Taranto.
Poi poiché è perfettamente inutile fare i critici qua, se non per divertimento, basterebbe dire se piace o non piace, a me piace, un po'.
Godimento totale il finale...uno dei 20 finali più belli della storia per la soddisfazione che fa. Ho desiderato ardentemente che Bred facesse hick hick.
E ora, visto che ho finito di vedermi tutta la filmografia tarantiniana aggiornata ad oggi, posterò la mia classifica dei suoi film secondo i miei gusti, classifica mai più ritoccabile in questa precisa sede, a causa delle leggi assai restrittive che vigono.
1 Le iene
2 Pulp Fiction
3 The hateful eight
4 Django
5 Bastardi senza gloria
6 C'ra una volta
7 Jackie Brown
8 Grindhouse
9 Four rooms
10 Kill bill 2
11 Kill bill 1

Tautotes  @  29/08/2020 10:41:57
   9 / 10
Eccellente, Pitt e Di Caprio su livelli altissimi. E mi ha fatto ribaltare dal ridere la scena di Bruce Lee.

Javier81  @  08/08/2020 23:43:18
   7 / 10
Un Tarantino atipico per quasi tutta la durata del film, un sorta di rappresentazione romanzata sulla Hollywood degli anni 50 e, parallelamente, è anche un pò la biografia "culturale" del regista. 2:41 la durata. Troppo in ogni caso, vista la lentezza.
Per quanto mi riguarda, la scelta di dare alla Famiglia Manson il ruolo di cattivi nella trama e la parte finale salvano il film, bilanciandolo. Ottima prova degli attori, in primis Brad Pitt facilitato anche dal fatto che il suo personaggio è senz'altro il più "figo", l'eroe tarantiniano.


ragefast  @  04/08/2020 00:37:25
   6 / 10
Visto poco tempo fa, non mi ha entusiasmato e personalmente non ritengo possa lasciare chissà quale segno nella filmografia di Tarantino (oscar a parte), da cui peraltro "C'era una volta a Hollywood" si distacca.

Un viaggio nella Hollywood anni '60, per carità molto curato e con un cast pazzesco, ma si ha spesso la sensazione di non avere idea di dove il film voglia andare a parare.

Non mi ha convinto.

Attila 2  @  23/06/2020 12:04:16
   6 / 10
Un omaggio ai film e agli attori anni '70. Un affresco che racconta la vita e il cinema,visto da dentro , di quel periodo.Ottimi Pitt e Di Caprio,superificale la partecipazione di Al Pacino.Ma il grosso problema di questo film e' la completa mancanza di una trama,e in un film che dura quasi 3 ore e' un grosso problema,perche' praticamente manca il motivo per cui stare a guardarlo per tutto questo tempo.Allora ci si "accontenta" dei dialoghi,sempre punto di forza dei film di Tarantino,alle scene di omaggio alla passione del piede femminile,sempre presenti anch'esse,e alla' versione dei fatti della setta di Manson e di Sharon Tate,raccontata,forse,come avrebbe voluto che fosse andata Tarantino,e a me non e' dispiaciuta come alternativa allo svolgimento reale della cronaca di quel drmmatico evento.Tutto questo permette al film di non diventare pesante ma,secondo me e' il peggiore di Tarantino

horror83  @  31/05/2020 19:07:11
   9 / 10
Mi è piaciuto molto questo film. Attori bravissimi (Leo di Caprio sempre al top), scenografia bella, storia interessante. Mi è piaciuto molto il pezzo della setta di Manson. Da vedere. Dura tanto (più di 2 ore e mezza) ma volano via senza problemi.

camifilm  @  07/05/2020 21:41:24
   7½ / 10
Questo film è un mix incredibile di cultura cinematografica e del 1969, anno in cui molti ritengono cambiato il modo di fare attore.
Al Pacino e De Niro infatti sono considerati il distacco da gli attori del passato, spogliandoli dallo essere idoli, ma solo attori. Inizio anni 70.

1969. Prima del film e per comprenderne anche il titolo sarebbe utile rileggersi fatti importanti del periodo. Io non posso credere che praticamente tutti quelli con cui ho discusso del film non erano a conoscenza di Manson...e la sua setta, cioè nemmeno Marilyn Manson è servito a destare curiosità del nome.. boh.

Detto questo. Questo film tratta il movimento hippie, il vietnam, la libertà, l'attore che vive di mito ma in decadenza, e attenzione c'era differenza tra attori di tv e di cinema. I film inoltre potevano essere proiettati anche 1 anno intero nelle sale.
Altro mondo. Questo dava modo di vedere più volte un film, un personaggio, non come oggi tutto ACTION MOVIE MORDI E FUGGI.

Infinite locandine dell'epoca solo quando Margot Robbie entra al cinema a vedere il suo film. Non sapere nemmeno chi sia Sharon Tate... è incredibile. Può essere accettabile, ma allora non potete commentare in negativo un film come questo, non lo avete capito perchè non ne eravate in grado.

Non è proprio un film di un personaggio. Ma il racconto di alcuni giorni di alcuni personaggi, con momenti diversi che tutti hanno della vita.

Ovviamente non manca l'arma di grande impatto, usata da Rick Dalton.

Il titolo è forse comprensibile nel finale, conoscendo come sono andate le cose, e come invece le preferisce raccontare Tarantino.

Non si deve mai commentare un film di Tarantino dopo la prima visione.
Prima visione, si vede.
Seconda visione si apprezzano contorni.
Terza visione, si comprendono i passaggi e legami con altri film (attori, personaggi, prodotti, ...)

Ad esempio le famose sigarette .
Sono questa volta nei titoli di coda.
E vengono mostrare in una pubblicità.
Ecco sappiate che era un classico sino agli anni 70 usare ATTORI o personaggi TV e CINEMA per pubblicizzare qualsiasi cosa... infatti poi sappiamo come Rick Dalton reagisce. Solo negli anni 70 si sono iniziati gli studi sui problemi delle sigarette... decenni prima considerate perfino utili contro asma dei ragazzini...

Anche qui Tarantino vuole spogliare dalla parte di IDOLO l'attore.

Se pensate che JACKIE BROWN fu considerato un flop, ma poi ha recuperato con homevideo e soprattutto iniziando a valutare il fatto di aver recuperato e omaggiato un genere e una attrice importante.

Insomma... io direi che questo film non ha una storia a se, ne lineare e ne circolare come fu pulp fiction... ma racconta semplicemente una storia... la vita di alcune persone (inventate e reali) e riportata come Tarantino vuole, con crudezza, e con un finale d'amore.

Ps. se poi parlo con uno che mi dice non gli sia piaciuto il film e non sa nemmeno minimamente chi sia Roman Polansky ... allora di che discutiamo? Che continui a vedersi i MARVEL ... (io sono concorde con Gervais e Scorseze)

Trixter  @  07/05/2020 10:53:35
   5 / 10
Pur apprezzando molto Tarantino, credo si possa tranquillamente e oggettivamente dire che questo film è piuttosto mediocre e soporifero. Non bastano ottimi attori a riempire quasi tre ore di film se il film non ha contenuti. Attori che, peraltro, a mio modesto parere sono stati ben più incisivi e meglio caratterizzati in altre pellicole. Un omaggio al cinema che fu, d'accordo, ma scimmiottare gli Spaghetti Western piuttosto che i primordiali film d'azione non mi sembra un elemento di grande novità. Poi, per carità... costumi azzeccati, atmosfera discretamente riprodotta etc., tutto bello il pacchetto che, una volta aperto, è pressochè vuoto. Vedo e continuerò a vedere i film di Tarantino perchè è uno che sa fare cinema, senza dubbio, ma accidenti... qui non ci siamo proprio: anche i dialoghi appaiono spenti e lenti. Per il resto, grandissimo Di Caprio, Margot Robbie ha un bel sorriso, Pitt accende sigarette come pochi (forse per questo gli hanno dato l'Oscar?)

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Ultima risposta 07/05/2020 12.41.21
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Chemako  @  05/05/2020 18:46:23
   5 / 10
2 ore e mezza di film sprecate per raccontare il nulla...non bastano due ottimi attori per fare un film...condivido il giudizio precedente...

SKULLL  @  04/05/2020 01:22:50
   5 / 10
Tutto bello, scenografie, costumi, fotografia, bravi gli attori. Ma non c'è nessuna storia. O quel poco che c'è non giustifica due ore e mezza di film. Per me il peggiore film di Tarantino.

6 risposte al commento
Ultima risposta 21/05/2020 15.48.55
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Satyr  @  18/04/2020 13:31:12
   8 / 10
Chi ama il Cinema non può avere un problema con questo Film.
Voglio bene a Tarantino, quando smetterà sarà un giorno triste.

xymox  @  14/04/2020 00:12:25
   9½ / 10
Il miglior film di Tarantino insieme a Bastardi senza Gloria.
Pulp Fiction? per i miei gusti appena sotto ai due che ho citato sopra

werther  @  09/04/2020 18:05:04
   6 / 10
Nonostante sia ben riprodotta la Hollywood degli anni 70, i costumi, le atmosfere e la colonna sonora e nonostante i dialoghi siano molto tarantiniani, di carne al fuoco ce n'è veramente poca. E' più un ritratto del cinema di quegli anni che un film vero e proprio. Il finale ricalca il suo stile e allevia un pò tutta la noia provata fino a quel momento, ma l'assenza di una trama e di colpi di scena pesano troppo. Il film inoltre è inspiegabilmente prolisso e questo alla lunga pesa. Il peggiore dei suoi.

ValeGo  @  02/04/2020 15:45:35
   7 / 10
Sicuramente mi manca molta cultura cinematografica per apprezzare a pieno questo film, per me il peggiore di Tarantino. Nonostante gli ultimi minuti del film ripaghino di tutto.

Thorondir  @  30/03/2020 15:10:18
   8 / 10
Il film forse mento tarantiniano nello stile e quello più tarantiniano nei contenuti, dal citazionsimo ormai esibito, alla rilettura in chiave post-moderna del cinema passato. Tarantino porta sul grande schermo diversi personaggi e in particolare l'attore (Di Caprio) e lo stuntman (Pitt) servono al regista per mettere in scena l'epopea della Hollywood di fine anni '60, quella immersa nel proliferare del movimento hippie e del ripiegamento interno a causa del fallimento in Vietnam. Il film dilata i suoi tempi (già avvenuto con The hateful eight) e soprattutto ci mostra un Tarantino che mai come ora gira principalmente con se stesso, con un montaggio più lento del solito e una nostalgia di fondo che anche se non esibita lo rende il suo film più drammatico.
Uno sguardo nostalgico ad una Hollywood meno "contaminata" dell'attuale, quella dove non si sbancava il lunario (se non per pochi), di produzioni minori e cinema di genere così tanto amato da Tarantino. Non mancano concessioni al suo classico stile (il finale ne è esempio).

Forse il film più strettamente personale di Tarantino, di sicuro quello che più può dividere i suoi fan perchè tenta un gioco diverso con uno stile diverso e con un approccio forse definitivo a come Tarantino intende il cinema dell'attualità.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR 1819  @  29/03/2020 14:01:59
   8 / 10
Un filmone coraggioso, soprattutto per la parte tecnica. Mi inchino all'abilità nel ricreare scenari e atmosfere degli anni '60 con scarso utilizzo del digitale, se non quando necessario. Pitt e Di Caprio perfetti, il cast di contorno è marginale ma fa il suo lavoro. La sceneggiatura è una goduria per qualsiasi appassionato di cinema, così come i colori della pellicola 35 mm.

Filman  @  16/03/2020 14:06:12
   9 / 10
Il metacinema può far parlare all'artista dell'artista, facendo trasparire la passione per il proprio lavoro. Ma ONCE UPON A TIME IN HOLLYWOOD sembra poter fare molto altro. Sembra poter inanellare un'infinità di stili, un'infinità di storie, un'infinità di interpretazioni diverse in un'unica grande opera. Ma questa è solo la prima innovazione custodita da un'opera le cui reali originalità sono nelle singole scene, scelte ed inquadrature, come avviene in tutto il cinema di Quentin Tarantino.
Attraverso ciò, il film parla di uomini in relazione alla loro immagine, relazione che esiste nel film dentro e fuori dal set, ma anche dentro e fuori dal film stesso. La medesima relazione la troviamo nella forma di una finzione che trasforma la realtà invadendola e della realtà che insinua tutta la violenza del mondo nel cinema, che si sfoga rigurgitandola.
Questo capolavoro, pur non essendola, è un po' la summa del cinema tarantiniano, fatto di personaggi fortissimi nei loro tratti distintivi e di elementi cinematografici che si fondono: qua, vediamo giovani hippies che vengono trasformate in streghe cinematografiche o catapultate in un contesto western all'occorrenza. La pellicola vive di sequenze iconiche e di una idea narrativa aeriforme che rende la stessa quasi inafferrabile ma non per questo meno concreta: tutto riporta alla riflessione su un mondo diviso in classi sociali ed in procinto di cambiare.

davmus  @  16/03/2020 09:14:39
   6 / 10
Non l'ho trovato questo capolavoro come altri

TheLegend  @  13/02/2020 03:28:39
   8 / 10
Bè Tarantino è sempre una goduria.
Non tra i migliori ma è sempre un piacere.

the saint  @  07/02/2020 12:20:33
   3 / 10
e rieccoci qua…

a provare a commentare questa specie di film!

sono convinto che più della metà dei film di Tarantino, se non ci fosse la sua regia avrebbero innanzitutto centinaia di commenti in meno e un voto fisso che oscillerebbe tra il 4 e il 5!

Ho apprezzato solo kill bill di Tarantino, il resto, secondo me è tutto un bluff!

cosa c'è in questo film, che lo fa andare sopra la media del 7?
a parte la bellezza e magari anche la bravura a recitare di Brad Pitt e Leonardo di Caprio, si ma poi dopo questo?
no , proprio non lo capisco e dopo aver visto questa ciofeca a questo punto mai lo capirò…

Il popolo dei Tarantiniani ormai lo vedo sempre più come il popolo delle Sardine!

come quest'ultime, senza alcun motivo vanno dietro a quello che dice Santori,
predicando a domanda, risposte con super*****le ormai celebri:
Ma lei Sallusti se un bambino autistico quando gli passa un pallone da basket questo ritrae le mani, come riesce a passargli la palla e fare in modo che questo la raccolga con le mani che non sa usare?".

i Tarantiniani vanno al cinema, si guardano un film di m.e.r.d.a e applaudono!
si fanno promotori convinti dei suoi film, commentando tramite super*****le cinefile del tipo:

''ah una poesia d'amore per il cinema''
''un film disinteressato alla tenuta ritmica complessiva''
''un sereno tramonto del regista ma che sa di addio, spettacolare''
'' Ecco, Tarantino vuole riconciliare tutti e per farlo usa la mente, la memoria, la psiche del suo pubblico e ci riesce.''
'' la sua straordinaria capacità di riproporre in contesti sempre diversi i suoi inconfondibili stilemi e di elevarli sempre di più film dopo film''
''L'opera più intima ed introspettiva di un poetico sognatore contemporaneo che celebra con garbo tutta la sua devozione verso la macchina da presa''




come direbbe Zalone: '' Ma Va.f.f.a.n.g.u.l!

4 risposte al commento
Ultima risposta 10/02/2020 13.22.20
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Jokerizzo  @  27/01/2020 14:46:26
   8 / 10
Non tra i migliori di Quentin, ma senza ombra di dubbio la sua pellicola più profonda, nostalgica e malinconica di sempre. Brad Pitt una spanna sopra DiCaprio, per me!

wicker  @  25/01/2020 12:56:29
   6½ / 10
Non il miglior Tarantino , film normale per 3/4 ,soltanto nell'ultimaparte aggiunge quella vena pulp che contraddistingue il regista .
Anzi senza il super cast sarebbe solo un film normale .

Strix  @  24/01/2020 01:39:27
   5 / 10
Bellissimo finale...ma che fatica arrivarci!
Ed è uno dei miei registi preferiti.

andrea90  @  21/01/2020 23:05:08
   7 / 10
Assolutamente non un capolavoro.
Si può definire un bell'esercizio di stile cui manca però una vera anima di fondo.

Molto interessante il periodo che vuole descrivere, molto accurata la ricostruzione storica ed eccellente la messa in scena.
Di Caprio per me resterà sempre il belloccio emerso più grazie alle sue doti fisiche che recitative.

Molto bravo invece Brad Pitt, in una delle prove migliori della sua carriera ( probabile vincitore ai prossimi Academy):
il suo Cliff Booth solo, emarginato da tutti, avanti con gli anni malgrado il fisico giovanile, ma convinto e desideroso di avere ancora qualcosa da dire nella vita e nel cinema, e' il personaggio che meglio trasmette l'essenza del film e che rimane più impresso.
Uno dei migliori personaggi creati dal regista e sorta di suo alter-ego nel film.

Non si può dire lo stesso della protagonista ( che sembra lì solo per mostrarsi poco vestita) e purtroppo risultano davvero sprecati Al Pacino e Kurt Russell, per non parlare della miriade di personaggi appena abbozzati ( Charles Manson e Steve McQueen su tutti).
Approfondire ogni singolo personaggio era impossibile, ma si poteva, si doveva fare di meglio...

La parte migliore riguarda le scene allo Spahn Ranch: atmosfera sinistra quasi come in un film hitchcockiano , ma allegramente smorzata finalmente da un bel dialogo, cattivo e spregiudicato tra Cliff e il vecchio George Spahn ( che avrebbe dovuto essere interpretato dal compianto Burt Reynolds).

Il finale invece mi è sembrato totalmente fuori luogo e inverosimile ( la realtà fu ben diversa) ,oltre che girato male.

Una rappresentazione veritiera dei fatti stavolta avrebbe giovato e sarebbe stata perfettamente in linea con il messaggio del film :

La fine di un'epoca, la fine di un sogno, di una amicizia :la fine di una pseudo-innocenza e l'avanzare di una nuova crudele realtà.

jorge2388  @  20/01/2020 17:38:16
   8½ / 10
Questo film mi ha veramente sorpreso. Tarantino propone un omaggio raffinato e di classe di un periodo d'oro di Hollywood, raccontandoci una favola. Le 2 ore e 30 del film volano e la regia, a mio modesto parere, è sublime. Le storie dei protagonisti di fantasia si intrecciano con protagonisti e fatti realmente accaduti, in un omaggio alla storia del cinema anni '60. Le interpretazioni di Pitt e DiCaprio sono eccellenti e come sempre la colonna sonora è curata nei minimi dettagli. Alla fine un Tarantino che non fa Tarantino e che mi ha sorpreso in positivo.

DankoCardi  @  20/01/2020 12:13:19
   6½ / 10
Uno spaccato di come era Hollywood una cinquantina di anni fà (tempi che oggi non sembrano molto distanti); viene usato un taglio quasi documentaristico dove Tarantino, come suo solito, ci mostra non pochi tempi morti e ci spiega anche il motivo per cui all'epoca molti attori americani venivano a fare gli spaghetti-western ed i poliziotteschi qui in Italia. Il regista butta dentro tutto se stesso ed omaggia tutte le sue passioni: il western, il feticismo, il cinema di genere italiano citando simpaticamente anche qualche regista nostrano come Corbucci e Margheriti in un divertente mix tra realtà e fantasia. La prima parte del film è volutamente vuota come vuoto alla fine risulta il mondo patinato di Hollywood. Nella seconda parte Tarantino torna a sovvertire le regole ed a regalarci un pò della sua spumeggiante violenza grazie ad una rivisitazione della triste notte di Bel-Air che purtroppo non è andata come si vede qui. In questo caso il film diventa un pò più profondo ma l'eccessiva lunghezza della pellicola ne aveva già segnato il destino. Il risultato è un filmetto carino ma nulla di eccezionale...tendente più al senza infamia e senza lode.

Budojo Jocan  @  19/01/2020 11:37:32
   6½ / 10
Come sempre Tarantino mi lascia perplesso, è come fare un bel giro sulle montagne russe, ti diverti, poi scendi e ti rendi conto che tutto sommato la vita ti deve di più. Film sfarzoso, bei colori, attori che comunque salvano sempre la baracca, bel cielo azzurro e bell'erba verde, ma come molti hanno fatto notare manca una storia. Nemmeno i dialoghi sono brillanti, più che altro sono buffi perché alcuni personaggi sono sciocchi e fanno sorridere, ma è un'altra cosa.
Film sopravvalutato secondo me, anche se scorre ruffianamente bene.

Oskarsson88  @  14/01/2020 11:22:26
   8 / 10
Parte un po' a rilento, ma ingrana via via sempre di più. Varie scene divertenti (era da tempo che non ridevo più volte per un film) e un finale in totale stile Tarantino. Mi ha sorpreso piacevolmente.

7219415  @  14/01/2020 11:09:20
   7½ / 10
Ovviamente non tra i migliori di Quentin, scorre bene per tutta la sua durata, intrattiene, gli attori sono bravi, il finale è divertente e tarantiniano

maitton  @  13/01/2020 18:54:57
   10 / 10
Il miglior film di Tarantino dai tempi di Kill Bill.

5 risposte al commento
Ultima risposta 14/01/2020 13.23.20
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Goldust  @  09/01/2020 18:20:52
   7 / 10
"Once upon a time in Hollywood" è l'opera - summa di Tarantino sulla fine di un'epoca, quella del cinema narrativo classico americano e dei prodotti seriali come ad esempio gli sceneggiati western. Un'opera ad ampio sguardo su di un caleidoscopio si personaggi diversi che interagiscono tra loro o si sfiorano soltanto, con il gusto cinefilo del regista a fare da filo conduttore tra le sue varie anime ( western, thriller, horror e chi più ne ha più ne metta ). Se i personaggi di Tarantino hanno sempre qualcosa da dire e la varietà delle situazioni permette allo spettatore nè di annoiarsi nè tanto meno di adagiarsi sugli allori, confidando in un colpo ad effetto che prima o poi arriverà, in questo suo ultimo lavoro sembra esserci più che altro troppa carne al fuoco e troppe parentesi di vita vissuta tirate per le lunghe, anche perchè la sceneggiatura ( questa volta non tra le più riuscite, ma gli Oscar potrebbero smentirmi.. ) fa dei giri immensi e poi ritorna, come direbbe Venditti. Alcune sequenze sono tuttavia indiscutibili e costruiscono dei climax meravigliosi: l'arrivo di Cliff Booth allo Spahn's Movie Ranch, Rick Dalton che recita con la bambina, tutta la parte finale ad alta intensità. Il fatto che Tarantino esageri col feticismo dei piedi e si permetta di cambiare ( un'altra volta ) gli eventi storici a scopo cinematografico non sorprende ormai più. Cast come al solito in grande forma anche se il personaggio di Al Pacino, scritto appositamente per lui dal regista, sembra superfluo. Deliziosa Margot Robbie nei panni di Sharon Tate.

Clint Eastwood  @  08/01/2020 10:08:10
   8½ / 10
A scapito della massa e degli adulatori (alcuni pseudo) del regista knoxvilliano, riterrei uno dei suoi migliori e forse il film più intimo di Tarantino. Non gode di una grande trama ma l'atmosfera, la messa in scena e un duo funzionale Pitt-Di Caprio con tanto di comprimari come Madsen, Dern, Russell... per me vale e si guarda che è una meraviglia.

Se dopo mesi dalla visione ho ancora un buon ricordo, qualcosa significa. Dovrei rivederlo.

Burdie  @  07/01/2020 00:28:35
   5½ / 10
...piaciuto poco

DogDayAfternoon  @  06/01/2020 17:39:12
   8 / 10
Nella mia personale scala di gradimento delle opere di Tarantino è forse tra gli ultimi, ma devo dire che partito con basse aspettative mi è invece piaciuto. Mi dispiace non conoscere più di tanto la Hollywood del periodo perché avrebbe aiutato a cogliere meglio le immagino innumerevoli citazioni, parodie, riferimenti al cinema anni '60, in particolare al filone western. Non so se per quanto sopra, ma a livello di sceneggiatura mi è sembrato uno dei più fiacchi del regista, anche come dialoghi siamo come sempre dieci spanne sopra la media generale ma restando nell'universo di Tarantino non mi hanno colpito così tanto come in passato, con le dovute eccezioni.

Vero che ultimamente il regista sceglie sempre la creme tra i migliori attori in circolazione, ma bisogna anche dire che Tarantino ha un grande talento nel far rendere al meglio il proprio cast, dalla stella al più illustre sconosciuto.

Di Caprio è allucinante in questo film, sicuramente tra le migliori performance della sua illustre carriera anche perché il personaggio da lui interpretato non è affatto semplice da impersonare. Mi è piaciuto moltissimo anche Brad Pitt, ma direi che nessuno del resto del cast (molti camei di vecchie glorie, ma anche piacevoli sorprese di attori/attrici sconosciuti) ha sfigurato a fianco di questi mostri sacri. Menzione particolare alla bambina che è protagonista di un simpatico dialogo con Di Caprio e in quella scena è veramente difficile scegliere il più bravo tra i due.

Meno efficace del solito l'utilizzo delle musiche, altro tema in cui Tarantino è un maestro.

Indubbiamente uno dei migliori film dell'anno, ma dubito che quando fra qualche decennio parleremo di Tarantino ci verrà in mente questo film.



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antoeboli  @  04/01/2020 18:03:40
   9½ / 10
Tarantino da ex noleggiatore di film in un piccolo negozio,realizza il suo sogno,ovvero girare un film che parli della Hollywood.In particolare di un periodo di trasformazione della mecca del cinema e dei suoi protagonisti che soffrono questo difficile momento,il tutto contornato da una storia che vece un brutto evento abbattersi sulla 'città degli angeli'.
La regia di è come al solito perfetta,minuziosa nel proporre particolari e inserire contenuti,come riferimenti ai film precedenti di tarantino,e citazioni in generale ai suoi vecchi film.
La scenografia insieme alla fotografia però è quello che cattura maggiormento,con l estrema cura rivolta nel trasformare los angeles e riportarla al 1969,tra negozi,insegne al neon,e miriade di vecchi cinema.
Un film che nelle sue atmosfere si discosta maggiormente da un django o un pulp fiction,ma ne mantiene la sua violenza e il suo essere pulp nelle scene chiave.
Quello che però non lo rende perfetto è il volersi soffermare troppo a lungo in maniera prolissa su alcune scene,con dialoghi che vanno avanti per le lunghe.
Il finale per concludere, lho trovato estremamente coraggioso,che ti spiazza completamente,e li che vedi il vero genio di Quentin dove arriva.

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

newalessiomarta  @  04/01/2020 17:39:12
   8 / 10
Tarantino si dimostra per l'ennesima volta un maestro nella regia e soprattutto un regista cinefilo. La ricostruzione anni 60 della vecchia Hollywood è a dir poco straordinaria! Ottime anche le prove attoriali dei protagonisti Di Caprio- Pitt- Robbie. In conclusione un bellissimo film con un finale completamente inaspettato. Consigliato!

Er pomata  @  02/01/2020 14:17:00
   8½ / 10
Bellissimo film del sempre grande Tarantino. Il film è lungo, ma scorre che è un piacere. Ottimi Brad Pitt e DiCaprio

Kyo_Kusanagi  @  28/12/2019 20:14:29
   8 / 10
E' Tarantino....o lo ami o lo odi. La coppia Di Caprio-Pitt riempiono lo schermo con la loro interpretazione (Pitt una spanna sopra,ma forse per il ruolo che ha).In questo film c'è tutto il brand made Tarantino : i suoi attori con cui collabora in tutti i film, camei importanti, citazioni e omaggi sparsi, colonna sonora da intenditore, foot fetish e dark humor. Quasi 3 ore volate, la prima parte forse più lenta ma poi il film vola fino all'apoteosi finale. Sicuramente non per tutti ma straconsigliato ai fans.

markos  @  27/12/2019 14:15:05
   8½ / 10
Sono un amante del cinema di Tarantino. I suoi film mi divertono, gli guardo con il sorriso. Anche questa pellicola mi è piaciuta, su tutti un ottimo Brad Pitt, bravo anche di Caprio.
Consigliato.

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Invia una mail all'autore del commento bleck  @  24/12/2019 12:46:04
   7½ / 10
Quando vedo i film di Tarantino ho sempre la sensazione che sia un uomo fortunato perchè si evince chiaramente dalla visione delle sue opere che fa un lavoro che gli piace, lo immagino da bambino nel buio di una sala con il naso all'insù stregato ed affascinato dalla magia del cinema col desiderio un giorno di far parte di questo ambiente.
Film godibilissimo con un Brad Pitt di una spanna al di sopra tutti.

Niko.g  @  22/12/2019 16:23:04
   5 / 10
Una cosa va chiarita subito. Non è vero che per apprezzare appieno questo film si deve conoscere la storia di Sharon Tate. E questo vale in generale. Ogni film deve essere leggibile in modo autonomo, perché se così non fosse sarebbero guai. Significherebbe andare al cinema con l'approccio degli studenti universitari e rischiare di essere bocciati! Intendiamoci, approfondire il periodo storico e calarsi nel tema trattato è sempre cosa buona, ma non può essere una condizione "sine qua non". E qui veniamo al punto: se il cane di Cliff Booth/Brad Pitt è caratterizzato meglio di Sharon Tate/Margot Robbie, è evidente che il problema non è quello di conoscere le vicende che hanno coinvolto la moglie di Roman Polanski, ma di rendersi conto di quanto è scarsa la tensione narrativa che i personaggi dovrebbero alimentare. Quella tensione che in "Bastardi senza gloria" si era creata a dovere.
Non sono quindi le due ore e quaranta minuti di durata a rappresentare il problema. Il problema è cosa Tarantino mette in queste due ore e quaranta e purtroppo stavolta decide di metterci troppe scarpe e troppi piedi… Emerge infatti una generale superficialità/stupidità dei personaggi, che in qualche caso rasenta l'offesa (vedi Bruce Lee/Mike Moh). Personaggi che non sono portatori di contenuti e che non creano tensione narrativa perché slegati l'uno dall'altro e legati solo dal contesto storico/geografico.
Per il resto è confermata la bravura tecnica del regista ed è trasparente la cura per la dinamica delle riprese e il dettaglio delle inquadrature. Peccato che tutto si riduca ad uno sterile esercizio di stile, che tuttavia farà contenti svariati cinefili feticisti dei colori, delle luci e dei vestiti.
Se non altro il film ha il merito di aver stimolato dopo la visione molti utenti ad approfondire (o a conoscere per la prima volta) i fatti delittuosi di quella notte ad opera di miserabili esseri che facevano della droga la loro miserabile fede.

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Junipher  @  18/12/2019 20:18:16
   7½ / 10
Tarantino in piena modalità manieristica per una favoletta metacinematografica/nostalgica, apprezzabile come ricostruzione storica (e satirica) del periodo.
Con tutti gli evidenti piccoli e grandi difetti di questo film, lo stile di Tarantino si vede e si sente ancora tutto, per fortuna!

TonyStark  @  12/12/2019 21:18:07
   7½ / 10
omaggio di Tarantino alla hollywood di quel periodo.
quasi tre ore che però scorrono fluentemente.
Di Caprio - Pitt perfetti.

topsecret  @  10/12/2019 18:27:21
   7 / 10
Sarebbe stata una gran ****ta se la Manson family avesse fatto davvero quella fine.
Tarantino non ha mai nascosto la sua passione per il cinema italiano e anche stavolta trova il modo di omaggiarlo con citazioni e, ovviamente, con il titolo del suo ultimo film che rimanda al celebre lavoro di Leone, regista preferito di Quentin.
Il film è molto buono, cresce e matura in un lasso di tempo forse eccessivo, ma riesce a non scadere nella ripetitività ossessiva e tediosa, miscelando bene vari generi e amalgamando in maniera coinvolgente i vari personaggi. Bene Di Caprio e Pitt che si alternano in maniera disinvolta e convincente, mentre la Robbie mostra fisicità e presenza scenica, poco più che camei invece le presenze di Kurt Russell, Bruce Dern, Dakota Fanning, Al Pacino e il compianto Luke Perry.
Buon film ma non il migliore nella filmografia di Tarantino.

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  10/12/2019 00:34:38
   8½ / 10
Pellicola che è una dichiarazione d'amore per il cinema, sia il vecchio cinema di Hollywood, sia il cinema italiano, di cui non mancano citazioni più o meno esplicite. Tarantino riprende la narrazione ucronica di Inglorious Bastards (autocitazione: qui, il protagonista utilizza un lanciafiamme per arrostire dei nazisti) e la porta a Hollywood, intorno all'episodio nero più noto della cronaca di Los Angeles: il massacro si Sharon Tate.
Il finale è un classico happy ending hollywoodiano, volutamente assurdo. Tarantino ricostruisce tutto con cura, dagli ambienti ai personaggi, e poi si diverte a distruggere tutto, a mandare tutto all'aria, riscrivendo la storia a suo gusto, la sua personalissima versione della fiaba, che sfocia in un delirio grandguignolesco. Perché il cinema racconta storie, non fatti storici; il cinema è arte, non giornalismo, e Tarantino trabocca di amore per il cinema in ogni sua produzione, e questa è una delle sue più riuscite.

alberto9  @  09/12/2019 08:34:49
   7½ / 10
Bel film che fa ridere ed alcune scene c'hanno troppo stile. Brad Pitt infinito in questo film

BlueBlaster  @  08/12/2019 15:23:23
   8 / 10
Visto al cinema e mi era piaciuto ma per votarlo ho voluto rivederlo ieri sera a casa una seconda volta e confermo all'incirca gradimento e voto come alla prima visione.
Lontani (se non per il finale) dallo stile pulp tipico di Tarantino siamo davanti ad un'opera che però incarna il Cinema del regista e sopratutto le sue passioni e i suoi ricordi...è insomma un film che Quentin ha realizzato più per se stesso che per il pubblico ma chi lo conosce (nel senso che ha letto in giro qualcosa che riguarda la sua vita) godrà nel vedere citazioni e riferimenti.

Una pellicola ovviamente curatissima con dettagli maniacali, dialoghi a volte stupendi , delle scene memorabili, attori formidabili e perfettamente in parte...
Sulla coppia protagonista ci son poche parole da spendere in quanto è risaputo il loro livello attoriale, in questo caso se Di Caprio è grandioso abbiamo un Brad Pitt che domina il film divenendone il vero protagonista!
E' vero che c'è qualche parte tirata un pò per le lunghe al limite dell'evitabile, è vero che in certi punti si comincia a pensare su dove voglia andare a parare il film e su quale sia veramente il senso di averlo realizzato...
Poi arriva la mezz'ora finale e il titolo del film prende davvero senso, a questo punto nessuno che abbia un mimino onestà intellettuale potrà dire che Tarantino non avesse le idee chiare sullo scopo di questa pellicola ossia
RACCONTARE UNA FAVOLA.....e farlo a MODO SUO!

jason13  @  08/12/2019 10:58:17
   8 / 10
Tarantino non delude mai. La prima ora mi ha un po' annoiato ma la seconda parte e' da antologia.

solitecose  @  08/12/2019 10:31:27
   8 / 10
Il Sabato del Villaggio

Sono stato un grande fan di Tarantino.
E poi non sono più stato un grande fan di Tarantino.
Mi è sembrato che, ad un certo punto subito dopo Kill Bill, escludendo quel gioiellino di Deathproof, avesse cominciato un po' ad autocitarsi, a essere un po' confuso su dove andare a parare, metteva elementi del suo cinema poi li mischiava in sequenze teatrali storiche, un po' di splatter e quindi un bel groupage di tutto.
Divertente, regista eccelso nell'arte dell'intrattenimento, mi sono sempre divertito a guardare un suo film. Eppure Bastardi, Django e Hateful mi avevano un po' infastidito, come se non fossero completamente a fuoco, come se tante trovate fossero gratuite e di mestiere piuttosto che funzionali a qualcosa nel film. Ad esempio la scelta di cambiare la storia in Bastardi o delle caption che escono come se fossimo in un fumetto o in un film di Leone, le ho sempre sentite non a fuoco o poco giustificabili.

Sono molto contento invece di questo Hollywood, Tarantino ha fatto un grande salto in avanti, come se fosse maturato e avesse potuto liberarsi dei suoi stilemi e usarli solo quando veramente ce n'era bisogno.
Un maturazione quindi che ha portato a una sintesi del suo cinema.
Sintesi che si è mostrata essere in perfetta antitesi con il suo inizio di carriera, quando, ad esempio in Pulp Fiction, ogni dettaglio specifico era volto a una storia superiore.
Ora, la storia a cappello è irrilevante, o perlomeno potrebbe essere qualunque cosa come ben descritto nel finale. (E qui mi trova un senso il cambio della narrazione storica, che trovavo inutile in Bastardi.)
In questa sua sintesi quello che conta è la storia del personaggio, i momenti importanti nella sua vita, un semplice giro in macchina o l'andare a vedere il primo film in cui sei protagonista. Scene che per la storia a cappello sono irrilevanti, ma per l'attore sono momenti fondamentali della vita.
E' un po come se avesse invertito il suo cinema facendoci capire che, in fondo, non è nemmeno il punto di arrivo il focus di tutto, ma come ci arrivi.
Proprio come i vari "C'era una volta" di Leone erano una summa di tutto il suo cinema e un'odissea dei personaggi, anche questo per Tarantino è la sintesi di tutto il suo cinema e in questo giustifico l'utilizzo del titolo.
Sono proprio contento che Tarantino mi abbia spiazzato, mostrandomi un regista che scava ancora e cerca di domandarsi quale sia il suo posto nel mondo del cinema.

Noodles71  @  03/12/2019 15:54:49
   7 / 10
Omaggio di Tarantino al suo amato cinema dai tempi in cui era un commesso di videoteca in cui rimase affascinato in particolare dagli spaghetti-western di Leone e Corbucci e dai film di arti marziali di Kurosawa e altri. Il protagonista Rick Dalton, chiaro riferimento alla carriera di Clint Eastwood e la sua controfigura nonchè "buon" amico Cliff Booth fanno da sfondo al tragico eccidio di Cielo Drive in cui furono barbaramente uccisi Sharon Tate e altre tre persone dai seguaci della setta capitanata da Charles Manson. Sicuramente non tra i migliori film diretti da Tarantino, cast all stars con ottimi Pitt e DiCaprio, Margot Robbie si vede poco.... Il finale rende giustizia alla triste realtà dei fatti.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  02/12/2019 17:21:20
   8 / 10
Tratino è sempre Tarantino.
Non sarà il suo capolavoro ma è un gran film.
Come sempre ricco di citazione, come sempre un cast eccellente.
Ottimo finale.
La durata non l'ho percepita minimamente.

Gruppo REDAZIONE Cagliostro  @  22/11/2019 03:17:36
   10 / 10
Ho goduto dal primo fotogramma fino all'ultimo.
Posso solo ringraziare Tarantino e il suo Cinema!

DarkRareMirko  @  03/11/2019 00:06:27
   9 / 10
Summa indiscutibile e metafilmica di decenni di passioni e di cinema dell'artista, qui condensate in 3 ore.

Comunque non mi capitava da anni di uscire così scosso ed agitato dalla violenza di un film; o son io che non tollero più come prima, o i 10 minuti finali eran davvero tosti.

Spero più la seconda...

Ad ogni modo cast a dir poco incredibile: Pacino, Perry (impossibile non contenere la malinconia quando lo si vede apparire; e dire che negli ultimi film da lui interpretati faceva proprio il cowboy, come si vede qui), Di Caprio, un imperturbabile Pitt, la Robbie (la si vede poco), Olyphant, la Fanning, la Gayheart, e tanti altri in altre particine.

Tarantino fa film molto personali, per sè quasi, attrattivi e pieni di repulsione allo stesso tempo, che piacciono anche al pubblico.

Buba Smith  @  02/11/2019 02:24:27
   4 / 10

Bocciato. Che delusione...

Veramente un film totalmente inutile...

Si salvano solo quei 4 minuti in croce di azione finali (che tra l'altro non sono nemmeno nulla di straordinaio), e basta. Tutto il resto è totalmente inutile.

Mi spiace Quentin. Ma sta volta hai toppato in pieno...

In un mondo parallelo in cui lo stesso film fosse fatto da un regista sconosciuto, questo film avrebbe una media sicuramente inferiore al 6.

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pinos  @  24/10/2019 17:21:11
   6½ / 10
Dispiace che aveva grandissime potenzialità, specialmente con le interpretazioni di un cast eccezionale.
La prima parte che tutti definiscono noiosa, per me non lo è affatto. Scorre molto bene e serve a delineare tutti i personaggi come fa di solito Tarantino.
Piuttosto non ho digerito il finale. Fare un finale tipo "Bastardi senza gloria" non è stato producente a mio avviso.
Ognuno può avere le sue opinioni. Sembra quasi attaccato giusto per dare un senso alla prima parte. Poteva anche non esserci che secondo me sarebbe riuscito meglio.


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Gruppo STAFF, Moderatore Jellybelly  @  20/10/2019 23:48:31
   7½ / 10
Senz'altro non il miglior film di Tarantino (troppi tempi morti anche per i suoi standard, dialoghi spesso poco brillanti), ma un film di Tarantino anche non perfettamente riuscito resta di gran lunga superiore alla media di quello che c'è in sala. E quest'ultimo film non fa eccezione: Tarantino si comporta come un uccellino che osserva ora un personaggio, ora un altro, tutti con le loro fragilità ed insicurezze, ma tutti trattati con una tenerezza che diventa quasi commovente (anzi, senza quasi) in riferimento a Sharon Tate.

Ed il finale del film è senza ombra di dubbio uno dei migliori finali tra tutti i suoi film (il che ne fa probabilmente uno dei migliori finali di un film degli ultimi 30 anni). Dai Quentin, continua che c'è ancora bisogno di te, nonostante tutto.

130300  @  16/10/2019 19:11:06
   5 / 10
soporifero e spropositatamente lungo. ma perchè??

Mauro@Lanari  @  15/10/2019 14:28:34
   2½ / 10
Nel 1990 Gore Vidal. presidente della giuria veneziana*, sì comportò come molti di voi, e fece scandalo con un'"opinione fragilissima, ai limiti del ridicolo" (Beniamino Placido: https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/09/22/venezia-scatenata-la-vendetta.html). Tarantino miglior "storyterrier" e grande letterato? Allora pubblicasse direttamente le sue sceneggiature, se non sa [più] trasformarle in cinema col suo codice diverso, quello audiovisivo ch'esige "instant cult", inquadrature e sequenze che dovrebbero scalfire il c.d. immaginario collettivo, mentr'in questo caso dopo metà film, visto (ascoltato?) il monologo di DiCaprio, mi son'addormentato. La smettesse di citare e ricordare soprattutto "The Big Sleep".

Mauro Lanari

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Ultima risposta 28/12/2019 10.02.43
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nicolipaolo  @  14/10/2019 11:42:16
   6 / 10
Questa volta Quentin a mio avviso ha deluso. Il film è piatto, non coinvolge se non nel finale stravolto, quando oramai già tutti annoiati dalla lunga storia. Ottime le interpretazioni e la regia come al solito ma la sceneggiatura già di per se poco emozionante non prevede colpi di scena che lo possano rendere un po' più divertente o esaltante. Spero che Quentin ci riservi qualche altro suo capolavoro prima di andare in pensione.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  13/10/2019 11:01:15
   9 / 10
Sono assolutamente convinto che, a livello di script, questo sia il Capolavoro di Tarantino, e non ha nulla da invidiare a testi come "Il giorno della Locusta" di Nathanel West o "Il parco dei cervi" di Norman Mailer. Ritengo che poca gente abbia colto che, attraverso il glamour di una Hollywood all'epoca tutt'altro che in vetta e al di là del glamour e dei partes a Palm Spring e Bel Air, il film sia "sospeso" da un climax quasi diabolico, da un'atmosfera sinistra, da una certa inquietudine che pochi hanno colto, e non capisco il perché. Manifesto di un decennio di flower Power e rock and roll, di celebrità costrette a emigrare in Europa per ritrovare la fama perduta, di Innocenza tramutata in lecita colpevolezza. Il film di Tarantino, pur fagicitando un puzzle dove mette insieme il potere intrinseco della televisione, la fama diffusa come il Merchandising delle rockstar, gli anni bui di una Hollywood che si compiace e contorce su sé stessa, è uno splendido ritratto di un'Innocenza perduta per sempre, di una grande Guerra (im) morale che vivrà il mondo intero nel successivo decennio e oltre. Un film che ubriaca di citazioni, e poteva essere altrimenti? Godibilissime ed evidenti quelle a Sergio Corbucci ("Navajo Joe") o Leone, ma anche quella, sorprendente, che richiama Altman e il suo "Lungo addio", e volendo poi ognuno ci trova i legami che ci vuole. L'attore tv in crisi potrebbe essere David Carradine, approdato al cinema dopo la fama televisiva, oppure il primo Clint, o magari Arthur Kennedy e Richard Conte, Lee Van Cleef o Jack Palance. Il "moglicida" fa pensare a Gig Young o forse al più recente "caso" di Robert Blake. Non lo sappiamo, ma sappiamo che Tarantino vuole riscrivere la (sua) Storia. Le attese vengono tradite dalla sua personale Visione al punto che non sai mai se sia in buona fede o abbia usato questo escamotage per privare il Cinema di una libertà "scomoda" usando un epilogo geniale da parodia horror oppure deplorevolemente "purgato" dal suo codice Hays. Resta il fatto che il "polacco che prima o poi farà una *******" la dice lunga sui conflitti interni e privati che ancora minano la fama del regista di "Rosemary's baby" in America. Tarantino è tuttavia sempre straordinario quando tributa (Di Caprio al posto di McQueen) film come "La grande fuga", cita Jack Arnold, esibisce una frattura esterna con un mondo Evoluto che è destinato a involversi, come quello della musica e della cultura flower Power. Ama immaginare Sharon Tate comprare "Tess" per il marito nella speranza che un giorno sarà Lei l'eroina di un Film e non, come abbiamo visto tutti, Nastassja Kinsky. Ricco di scene memorabili, su tutte proprio la Tate che assiste a una proiezione dove recita "Matt Helm" con Dean Martin, e vede i manifesti dei suoi film, come "Piano piano non t'agitare" o "La valle delle bambole". La Tate è raccontata con una sensibilità e un rispetto che lascia piacevolmente sorpresi. I suoi occhi vedono un mondo che si apre attorno a lei, anche se tutti ascoltano Paul Revere e Feliciano invece dei Jefferson Airplane Hendrix o Otis Redding. Certo non mancano difetti: aver ridotto Bruce Lee, che stava girando un cameo nell'"Investigatore Marlowe", a una specie di macchietta. Il suo essere Con e Contro Hollywood facendo dell'industria un set dove convivono stanchi cowboy stuntmen acidi e Coca-Cola.
Ma, ripeto, tutto il film è di una bellezza che lascia esterrefatti, con il prevedibile e atteso colpo iconoclasta brutale e ribaltato dell'epilogo, dove vincono i Vinti, come ha gia' sperimentato in "Bastardi senza gloria". Memorabili i camei di Madsen ma soprattutto di Bruce Dern. Chiuso tra le note di "You can't keep hanging on" dei Vanilla Fudge "C'era una volta a Hollywood" riconcilia con il Grande Cinema, diventando un'appassionata corsa verso una sfrenata vitalità destinata a estinguersi. O più semplicemente a cambiare identità

Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  12/10/2019 15:52:06
   8½ / 10
Il cinema di Tarantino è sempre stato un cinema dei deboli. Dietro alle facce dure, agli uomini tutti d'un pezzo in smoking, ai resistenti del ciclo storico, alla sfrontatezza scurrile dei suoi dialoghi memorabili, si sono sempre celate delle anime fragili. Questo il punto di forza principale del suo storytelling.

Non esula da questo discorso il suo ultimo, splendido film. Non uno dei migliori, lo dicono tutti, ma alla fine scegliere un film migliore di Quentin è davvero difficile. Sono storie. Storie di uomini e donne che si muovono in molteplici dimensioni: lo spazio storico, lo spazio cinematografico, lo spazio dei generi letterari, lo spazio della memoria dell'autore. Quentin non è uno storyteller di Hollywood, è *lo* storyteller di Hollywood. Già nella costruzione del doppio di Rick Dalton, ha dichiarato in una bella intervista con Marco D'Amore, di avere studiato varie carriere di questo tipo, di essersi fatto raccontare di stuntman di questo o quell'attore del passato.

Come sempre, quelle di Quentin sono storie maschili, punteggiate da figure femminili leggiadre e intelligenti. Questo lo accomuna agli altri grandi raccontatori della tradizione del cinema americano: i fratelli Coen.
Questi uomini sentimentali, legati al loro tramonto, e queste donne libere, sognatrici, che non si capisce bene cosa vogliano.
Da quando Quentin ha cominciato la sua fulgida carriera di sceneggiatore e regista, l'idea che i sentimenti siano la nostra croce e delizia ha un po' fatto da padrona: da Mr. White che difende a spada tratta Mr. Orange pur non sapendo che è una talpa, fino a Beatrix Kiddo con Bill, c'è sempre un complesso sentimentale irrisolto (e che Quentin non spiega mai) che lega due personaggi fino alla morte.
Siccome questa è una controstoria però, controstorico è anche il sentimento del regista rispetto al suo stesso stile di racconto: quella tra Rick e Cliff è una vera amicizia, e quella di Sharon Tate una storia a lieto fine di buon vicinato.
Tarantino sembra suggerirci che esiste un senso nascosto nelle storie, e che tra un gesto di buon vicinato e un massacro politico il passo è assai breve, anzi è la sostanza stessa, sognante e irrisolta, che domina quello strano quartiere sulle colline che si chiama Hollywood.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gabe 182  @  10/10/2019 01:01:04
   8 / 10
Visto al cinema qualche sera fa, era dall'inizio dell'anno che aspettavo l'uscita del film di Tarantino, e il risultato è stato ottimo.
Bisogna dirlo, questo è un Tarantino diverso, non è il suo classico film, C'era una volta a... Hollywood è il suo film più maturo, molto malinconico, il passaggio dalla vecchia alla nuova Hollywood vede l'intreccio di verie storie, di personaggi e piani narrativi, con lo sfondo di una Los Angeles fine anni 60.
Tutto questo viene raccontato a suon d'immagini, colonne sonore e atmosfere, non troviamo dialoghi taglienti, spavaldi e sopra le righe, e nemmeno una violenza eccessiva, se non nel divertentissimo, spavaldo ed epico finale del film che mi ha ricordato il finale di Bastardi senza gloria.
I due aspetti migliori del film? seppur duri quasi 3 ore, non ci si annoia, anzi, in alcuni momenti ci si diverte pure e ti prende talmente tanto da lasciarti incollato alla poltrona. L'altro aspetto è di certo la prova degli attori, Di Caprio e Brad Pitt hanno realizzato una prova molto incalzante, convincente e spassosa, ma anche gli altri attori non sono stati da meno, sia in ruoli piccoli e grandi danno tutti il massimo. Bellissime e affascinanti Margot Robbie nei panni di Sharon Tate e Margaret Qualley nei panni della ragazza hippie.
Un amarcord personale del regista, definiamolo così, con omaggi e citazioni sue, non è di certo il miglior film del regista, ma di certo sullo stesso livello di altre sue grandi e memorabili pellicole.
Un otto abbondante per l'ennessimo capolavoro di uno dei migliori registi contemporanei.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR rain  @  09/10/2019 20:07:21
   7½ / 10
Sì è già detto più o meno tutto su "C'era una Volta a Hollywood". Da fan tarantiniano di vecchia data non posso dire altro se non che mi è piaciuto davvero, imho è un bel film. Ecco forse nella filmografia di Tarantino, che ci ha abituato a film un po' più che "semplicemente" belli questo è a tutti gli effetti un'opera "minore" ("Pulp Fiction", "Le Iene" e "Kill Bill" rimangono inarrivabili per il regista stesso); però anche questa volta il regista di Knoxville è promosso con ottimi voti. "C'era una Volta a Hollywood" è metacinema, cinema nel cinema, la Hollywood vista da dietro le quinte e la fase calante di un divo ovviamente elaborati "alla Tarantino". Un punto di vista che dietro il velo di ironia che nasconde un po' tutto c'è comunque la cinica realtà dei fatti, per chi la vuole cogliere.
Sarebbe diventato davvero un gran film se la sceneggiatura non ci avesse negato quei dialoghi fulminanti a cui Tarantino ci aveva abituato, qui praticamente assenti devo ammettere, segno che forse il regista ha già sparato le sue cartucce migliori in pellicole precedenti. Il buon Quentin si rifà, in parte, nella (breve) parte finale, una gioia per tutti quelli che dei suoi film hanno sempre apprezzato il lato violento; è una violenza che fa divertire e tutt'altro che seria ed è dove Tarantino dimostra di saper giocare con il genere pulp in un modo che solo lui sa fare.

Piccolo appunto: meritava più spazio Margot Robbie, attrice che oltre ad essere una gioia per gli occhi maschili ha anche dimostrato in altri film di saper recitare e di non essere una semplice bambola da esbire per alzare il testosterone.

piripippi  @  09/10/2019 15:37:25
   6 / 10
voto di stima- C'era Una VoltaA Hollywood o per meglio dire c'era una volta quentin tarantino. 2 ore e 40 per un film per nulla pulp. cast stellare sicuramente ma su una storia anonima e a tratti patetica. molto deluso

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Ultima risposta 14/10/2019 11.39.51
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dgdrfg  @  09/10/2019 11:35:10
   7½ / 10
Film molto particolare ed estremamente "tarantiniano", a mio parere retto sopratutto dal carisma di Di Caprio e Pitt e da qualche sequenza veramente affascinante. Anche se devo confessare che per un lungo tratto del film ero piuttosto spaesato, esso acquisisce un certo spessore e fornisce vari spunti di riflessione una volta concluso, quando si riesce (sempre in maniera soggettiva) a trovare un filo conduttore e ad elaborare un'interpretazione personale. Ho sentito molti pareri discordanti, secondo me è un ottimo film che forse può però essere apprezzato appieno soprattutto dai "cinefili" che ne possono cogliere tutte le citazioni e tutti gli aspetti tecnici.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  09/10/2019 00:14:37
   3 / 10
Operazione Tarantinesca senza capo nè coda, la meno ispirata del regista americano che probabilmente si sta rendendo conto che la sua vena creativa è in grande declino.Infiniti digressioni senza senso, dialoghi estenuanti senza nessun spessore o argume contenutistico, momenti rindondanti, un film proprio deficitario nella scrittura.
Il viale del tramonto è iniziato e non saranno semplici citazioni o rievocazioni monumentali di gloriosi passati a rendere il senso di un'opera cui francamente è difficile trovarne un significato.

C'era una volta a Hollywood è un film che non ha senso, si perde in una coralità mancata, con personaggi tipicamente tarantiniani ma che alla fine girano a vuoto. Forse potrà riuscire ad avere uno scopo per gli addetti ai lavori ma per lo spettatore medio, salvo non sia un patito di Tarantino, meglio girarne alla larga.

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Ultima risposta 16/10/2019 19.05.23
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  07/10/2019 17:10:47
   7½ / 10
In C'era una volta a Hollywood probabilmente Tarantino in qualche modo firma il suo amacord personale. C'è il cinema con cui è cresciuto, la golden age che si sta spegnendo per lasciare il posto alla New Hollywood di Easy rider. C'è il mondo degli hippies che popola le strade di Los Angeles e c'è un attore di serie televisive e il suo doppione stunt men che sbarcan il lunario fra episodi pilota e l'accettare o meno le proposte di un nuovo cinema emergente come quello italiano (ma senza il cinema di genere italiano, Tarantino sarebbe esistito come regista?). C'è il Tarantino di Bastardi senza gloria e parzialmente di Django unchained, cioè la forza del cinema nel cambiare la Storia con S maiuscola e c'è una giovane attrice di nome Sharon Tate che va al cinema a vedere un suo film, fra nostalgia e divertimento nel notare le reazioni del pubblico. IL mondo del cinema in quel fatidico 1969, a cavallo della strage di Bel air, sta cambiando profondamente e Tarantino descrive questa fase di passaggio in maniera minuziosa e nostalgica. La parte finale è fenomenale e sicuramente Dario Argento ne sarà entusiasta.

Invia una mail all'autore del commento bart1982  @  05/10/2019 23:34:00
   8 / 10
Bellissimo, Tarantino ci riporta nella Hollywood anni '60 con il suo fascino e boom artistico.
Avevo visto quest'estate su Fox Crime uno speciale su Manson ed il massacro di Cielo drive...devo dire che mi ha aiutato ad apprezzare ancora di più questa pellicola.
Pitt e Di Caprio sugli scudi...tra i due il devo dire che il devo di ha una marcia in più sempre.

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yungnicchiobaby  @  04/10/2019 15:39:25
   8 / 10
Premessa: sono di parte, Tarantino mi piace da sempre.
E' il film che mi aspettavo di vedere. La qualità è altissima, i dialoghi sono lunghi, ci sono una miriade di citazioni, c'è molto sangue e si ride parecchio; insomma: è un suo film al 100%. Il cast è di un livello forse visto poche volte e vedere Pit, Di Caprio e Pacino nella stessa scena mi ha fatto sognare come quando Sheva, Kakà e Inzaghi giocavano insieme. E' innegabile poi che il periodo storico in quel particolare posto del mondo abbia un fascino irresistibile. Avrei voluto magari vedere più scene con il personaggio di Manson coinvolto. Margot è una dea. Insomma, è da vedere.

floyd80  @  04/10/2019 15:33:23
   6 / 10
E' impossibile parlare di un film di Tarantino senza guardare al suo passato, alla sua filmografia, ed è ovvio che si facciano i paragoni tra le varie pellicole.
Dove voglio andare a parare?
Tagliamo corto, questo è uno dei suoi peggiori film e dopo il passo falso di Eightful Eight, la cosa diventa preoccupante.
Niente da dire sugli attori, Di Caprio è da oscar, e la fotografia e l'atmosfera pura di fine anni sessanta e i costumi? Splendidi. E il film?
Mah, il film non c'è. Un continuo citare i "tempi d'oro" e autocitarsi in alcune scene, i più bravi se ne accorgeranno.
Arrivi alla fine del film, fai una scrollatina di spalle e dici "carino" poi torni a casa e te lo dimentichi.
"Carino" è la peggior offesa per un film di Tarantino.
Non c'è anima, i personaggi non appassionano e tutta la parte di Manson e la sua famiglia è solo di contorno per giustificare il finale.

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dagon  @  03/10/2019 20:22:00
   6 / 10
Ormai Tarantino è schiavo di un cinema replica infinita del suo stesso modello, autoreferenziale e autocompiaciuto, che esaurisce il suo senso nello specchiarsi da parte del regista. Ancora il solito gioco di citazioni, ammiccamenti... provare qualcosa di nuovo, proprio no? Niente da dire sul duo Di Caprio/Pitt (doppiaggio un po' discutibile, mi è parso), né sulla qualità della messa in scena, però, alla fine, 2 ore e 40' che non vanno da nessuna parte, con il regista convinto che basti premere negli ultimi 20 minuti sul pedale dell'ABC del tarantinesco per arruffianarsi il pubblico (e forse ha abbastanza ragione), riprendendo e rifrullando concetti e situazioni già visti e utilizzati in altri suoi film.

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Invia una mail all'autore del commento Spinny Z  @  03/10/2019 03:13:57
   9½ / 10
FINALMENTE! Allora...del lato tecnico nè parleremo dopo.
Per guardarsi un film non ci vuole chissà che cultura. Uno guarda un film per passare una serata fra amici oppure per rilassarsi, insomma cose così. Ma ci sono certi registi che fanno certi film che almeno un pò di competenza va richiesta. Quentin Tarantino è uno di questi. Fino ad un cero punto della sua carriera omaggiava e citava mescolando il tutto con la farina del suo sacco et voila, esce un film unico. Poi all'improvviso comincia a citare anche se stesso, sempre mantenendo una certa qualita, eh! Questo film non è per tutti, chi va al cinema credendo di andare a vedere violenza e sangue, beh vi sbagliate di grosso. Questo film in effetti ha delle scene lunghe che si potevano tagliare, ma va bene cosi, glielo perdoniamo. Questa è la sua visione della Hollywood del 69' che sta per cambiare. E un film che parla di Cinema, è lo fa con amore. Questi film in effetti non ha una trama vera e propria. La prima parte parla di come si lavora su un set, il rapporto fra attori e registi e naturalmente di Rick Dalton, attore in crisi con se stesso e della nuova Hollyeood che sta nascendo, e della sua controfigura Cliff Booth che gli fa anche da galoppino. Poi c'è la seconda parte che è solo una conseguenza di situazioni che porteranno al GRANDIOSO EPICO finale. Tutti criticano l'uso di Bruce Lee. Quello non è la riproduzione di Bruce Lee della realtà, no. Quello è il Bruce Lee come lo vede Quentin, lui lo immaginerebbe così. Questo film e il più maturo e rilassato che potesse mai fatto. Anche nel precedente film c'è una sorta di maturazione, ma qui è completa. I personaggi, li ha resi umani per la prima volta. Omaggi e citazione sue e di altri film si sprecano maledettamente. La regie è la sua migliore, sicure di se e di quello che vuole. Colonna sonora che è un Festival per le orecchie. Attori tutti in grandissima forma, dal cameo più piccolo per passare ad un cane fino al grande protagonista. Di Caprio e Pitt due grandi attori per due grandi interpretazioni. Uno è in crisi perche sta notando che sta finendo nel dimenticatoio, alcolizzato e a tratti balbetta pure. Invece l'altro è uno stuntman quasi sulla via del tramonto che ormai da 8/9 anni è collaboratore di Dalton. Dal passato oscuro, moto agile e potente, fa di tutto per essere un buon amico. Ragazzi c'e poco da dire questo film e pura poesia dedicata al Cinema con la C maiuscola. Tra serie tv e film inventati e reali, spot pubblicitari d'epoca e poi ci sono loro la Manson Family. Famiglia molto inquietante, guidata dal capo Charles Manson qui in un brevissimo cameo. Margot Robbie, bella e candida rappresenta la purezza e in un certo senso la regina da salvare. Insomma c'è un film preferito? Si è il mio di Tarantino è C'era una volta...a Hollywood.
Classifica:
1)C'era una volta...a Hollywood
2)Django Unchained
3)Pulp Fiction
4)Kill Bill
5)The Eightfull Eight
6)Bastardi senza Gloria
7)Le Iene
8)Jackie Brown
9)A prova di morte

SaimonGira  @  02/10/2019 01:29:00
   6½ / 10
C'era una volta a... Hollywood è un film particolare, come a modo loro tutti i film di Tarantino sanno essere. Forse qui il nostro si specchia un pò troppo su sè stesso costruendo un film che in alcuni momenti sembra quasi un documentario.
Iper citazionista per quanto concerne musiche e programmi televisivi dell'epoca, si Tarantino ha fatto un film che piacesse a sè stesso prima che allo spettatore qualunque, possiamo considerarlo come un difetto?
La "trama" si inerpica attorno al personaggio di Rick Dalton, attore volubile che ha avuto il suo momento di gloria nelle serie western degli anni '60 ma che ultimamente sta decadendo interiormente prima che nella propria carriera.
Suo grande amico prima che controfigura, Cliff Booth ; un personaggio decisamente più interessante di quanto sembri. Vive modestamente delle fortune e sfortune dell'amico attore ma dà sempre la sensazione di essere in pace con sè stesso e paradossalmente, nonostante sia più dura per lui che per l'amico attore, vive pacificamente e sostiene puntualmente l'amico sia psicologicamente che fisicamente.
Entriamo nella parte della storia che personalmente mi ha deluso, Sharon Tate e Roman Polanski sono puramente di contorno e non hanno un vero e proprio ruolo nel film, la Robbie si salva per la sua naturalezza ma oggettivamente manca il suo contributo e la pellicola in certi tratti perde di interesse.
Sono da sempre un grandissimo fan di Tarantino e cerco al meglio delle mie possibilità di andare oltre e capire cosa vuole trasmettere con i suoi film, l'impressione è che voglia omaggiare un periodo storico ricco di contraddizioni e grandi lussi con tantissime citazioni reali mescolate ad alcune fittizie. L'umorismo dei dialoghi secondo me è in ribasso, colpisce quando insulta gli spaghetti western (del quale in realtà è un grandissimo fan). Le interpretazioni di Di Caprio e BRad pitt salvano la baracca alla grande, il finale dove Tarantino da sfogo alla violenza come solo lui sa fare è senza ombra di dubbio il momento più alto del film.
Non riesco sinceramente a dargli un voto troppo basso perchè Quentin è pur sempre Quentin, ma non mi ha convinto a pieno stavolta.

CyberDave  @  01/10/2019 14:16:25
   6½ / 10
L'attesa era tanta, forse troppa, perché ormai da Tarantino ci si aspetta sempre il meglio del meglio, invece qui si resta delusi, parecchio anche.

La fortuna in questo caso è che ci siano Di Caprio e Brad Pitt insieme, altrimenti si potrebbe anche uscire dalla sala a fine primo tempo, però sono talmente bravi che sarei stato in sala a guardarli altre 3 ore.

La premessa è che non si ama Tarantino per le storie, infatti praticamente è nulla, sembra un esercizio di stile, quasi spocchioso nel poter dire che lui può fare ciò che vuole, tanto è Tarantino.
Il picco massimo lo raggiunge in The Hateful Eight ma anche qui non ci andiamo lontanissimi a mio avviso.
Abbiamo le solite inquadrature di piedi, cibo per animali, dialoghi spassosi e humour spesso no sense in pieno stile Tarantiniano, abbiamo tante cose tipiche dei suoi film, ma anche tante che fanno storcere il naso, le scene con "Bruce Lee" su tutte, che mi hanno parecchio innervosito.

Arriviamo al finale del film in maniera esaltante per i due protagonisti, nient'altro.
Quello è molto bello, dove la mano del regista c'è tutta, come sulla scena clou

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER.

Ripeto, un film dove si salvano praticamente solo i due protagonisti che sono talmente bravi, Di Caprio è il miglior attore degli ultimi 30 anni senza nessun dubbio, che tengono tutto in piedi e ti fanno venire voglia di proseguire, altrimenti sarebbe da evitare alla grande.

Delusione

M-Wil  @  01/10/2019 01:31:07
   4 / 10
Bella regia e fotografia, ma per quanto mi riguarda ciò che c'è di positivo finisce qui. Io onestamente l'ho trovato poco coinvolgente, eccessivamente referenziale e abbastanza noioso. Un po' meglio nel finale ma niente di che.

Scuderia2  @  30/09/2019 21:27:42
   6½ / 10
Plof
Come quando, per scherzo, ti tirano una medusa nella schiena (cit.).
Plof
Un cilindro di carne gelatinosa di ratto o procione che esce dalla scatola di alluminio e cade.
È la nuova ossessione del regista: cibo per cani.
E ci indugia parecchio.
C'era comunque bisogno davvero di qualcosa che segnasse un punto di discontinuità rispetto al passato che ti aspetti.
Stuntman, piedi e film western si era già capito che facessero parte del pacchetto-fedeltà.
In questo carosello kilometrico, omaggio a ciò che ha portato Tarantino ad amare il cinema, lo spettatore si trova davanti a un bivio: compatire o ringraziare.
Personalmente devo ammettere di aver girovagato a vuoto per parecchio del viaggio con una sosta ad una specie di cattedrale: quando Tarantino si finge Antonio Margheriti nello spezzone di Operazione Dyn-o-mite. E in generale nella parte che vede Dalton a Cinecittà alle prese con film e locandine che non esistono.
Interessanti anche le camera car in discesa dalle colline di Hollywood.
La pitbull Brandy su tutti, a dimostrare che si può regalare un'interpretazione da ricordare anche se la sceneggiatura prevede un personaggio sobrio.

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Ultima risposta 12/02/2020 20.13.04
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Light-Alex  @  30/09/2019 19:24:15
   6½ / 10
Tarantino fa un omaggio ad Hollywood, la fabbrica dei sogni, la patria del cinema modern, e fa un omaggio a sè stesso, realizzando un film rilassato sulle sue passioni.
La domanda è: fa un omaggio anche al pubblico? Diciamo che per gli intenditori e gli amanti di quel mondo, Tarantino ti permette di immergerti per 2h e mezza nella Hollywood di fine anni 60. Accompagnando in una giornata tipo i due protagonisti (Pitt e Di Caprio) vediamo tutte le sfaccettature di quel mondo: i gusti cinematografici e di life style che stanno cambiando, gli attori prima sulla cresta dell'onda che ora scivolano nel dimenticatoio, la cultura hippie che prende piede. Margot Robbie che impersona la nuova generazione di dive, semplice ma bellissima, naïve, scalza.
E' un viaggio nel tempo in cui si sente come un certo mondo faccia fatica ad accettare che sta scomparendo, mentre un altro spinge sempre di più per venire a galla. E il tutto si consuma in pochi anni.
Poi le citazioni, il lavoro di ricerca, il richiamo ad altre opere, i costumi e gli esterni. Il lavoro è sicuramente di gran qualità.

Per chi però non è un grande amante di questa parte di storia si troverà di fronte un film in cui non si segue una vera trama bensì si ha solo l'obiettivo di ricostruire un fedele affresco della L.A. dell'epoca. La narrazione sceglie semplicemente di accompagnare i due protagonisti nella loro quotidianità. Non c'è una trama, quindi lo sviluppo è abbastanza lento. Non si percepisce dove si voglia arrivare, perché il effetti il fine è solo il racconto di un'atmosfera e solo marginalmente il racconto di un fatto di cronaca nera (ma solo perché funzionale al racconto dell'atmosfera del momento, e forse per lasciare un marchio "tarantiniano" al film, col proverbiale momento splatter e il momento "revisionistico").
Insomma chi si aspetta un film alla Hateful8 rimarrà deluso, perché qui non c'è traccia della tensione, e dei dialoghi di quel film. Ho visto diversi uscire dalla sala dicendo che il film si salva per gli ultimi 15 minuti, quando poi la parte finale è solo la più "facile" da recepire. La parte precedente che è più mentale e culturale, richiede un gusto probabilmente più elaborato, e richiede probabilmente di avere gusti simili a Tarantino, perché in effetti il regista ha fatto un film su ciò che piace a lui.

TheSorrow  @  30/09/2019 18:29:05
   5½ / 10
Tarantino che parla di (quello che piace a) Tarantino. Ancora una volta. E ancora una volta, da Bastardi S.G. in poi, senza lasciarmi praticamente nulla, se non qualche sorriso qua e là.
Alla lunga essere spettatore e oggetto dell'attività masturbatoria di qualcun altro stanca.

Spera  @  30/09/2019 14:22:19
   6½ / 10
Da "Bastardi senza gloria" Tarantino non riesce più a farmi divertire.
Poi con questi film da 3 ore che sinceramente trovo inutilmente lunghi, almeno 2 voti in meno.
Queste sequenze lunghissime di Pitt e della Robbie in auto che sfrecciano sulle musiche preferite dal regista le trovo quanto meno inutili e allungano un brodo che sarebbe stato molto più saporito senza aggiunta di acqua.
Chiariamoci: questi due attori sono un gran bel vedere, anche sotto l'aspetto della recitazione e con Di Caprio si comportano in modo egregio.
Avevo sentito solo una volta, tanto tempo fa, Di Caprio in lingua originale (attore che non mi è mai piaciuto) e risentendolo ora devo dire che in Italia hanno rovinato un attore con quel doppiaggio ridicolo che gli hanno sempre appioppato.
Comunque anche il film è ridicolo a tratti e gira su se stesso e sulle seghe mentali del regista.
Parvenze di metacinema e distorsioni di eventi accaduti realmente (come era accaduto per "Bastardi senza Gloria" per esempio) caratterizzano il film che però dopo circa due ore iniziano a stancare.
Arrivo così un po' interdetto al gran finale: davvero una delusione quest'epilogo splatter abbastanza stupido e brutto; ok le intenzioni del regista ma in fondo rimane molto poco.
Quindi in definitiva: buona regia, attori ottimi, musiche non all'altezza delle selezioni dei suoi vecchi film, fotografia non mi è parsa così fantastica (il minimo per produzioni di questo tipo), sceneggiatura missing (in quanto c'è ma di sostanza davvero poca), mio personale gradimento dell'opera più che sufficiente date le motivazione di cui sopra.

Tarantino omaggia e omaggia e omaggia il cinema, questo è il film maggiormente pieno di citazioni che abbia mai visto. Gli anni '60 fanno da contesto e probabilmente sono solo un pretesto per ambientare la storia.
Una storia vera e drammatica che, sinceramente, potrebbe offendere qualcuno tra i tanti personaggi reali...e meno male per Tarantino che i seguaci di Manson sono tutti morti.

Preferisco di gran lunga altro nel cinema e sinceramente mi sono stancato di stare qui ad ascoltare i pareri personali su cinema e musica di questo artista.
Ha fatto il suo tempo, è ora di cambiare aria.

P.S.: almeno le scene in auto sono girate per davvero sulle auto, gli sfondi posticci sulle carrozze di "The Hateful Eight", sia pur volontari (spero per lui), erano inguardabili.



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