la terra promessa regia di Nikolaj Arcel Danimarca, Germania, Svezia 2023
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la terra promessa (2023)

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locandina del film LA TERRA PROMESSA

Titolo Originale: BASTARDEN

RegiaNikolaj Arcel

InterpretiMads Mikkelsen, Amanda Collin, Simon Bennebjerg, Melina Hagberg, Kristine Kujath Thorp, Gustav Lindh

Durata: h 2.07
NazionalitàDanimarca, Germania, Svezia 2023
Generebiografico
Al cinema nel Marzo 2024

•  Altri film di Nikolaj Arcel

Trama del film La terra promessa

Danimarca, metÓ del 1700. Per tutta la vita, il capitano in disgrazia Ludvig Kahlen ha sempre perseguito un unico sogno: fare in modo che la brughiera gli portasse ricchezza e onore.

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Voto Visitatori:   7,06 / 10 (8 voti)7,06Grafico
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Voti e commenti su La terra promessa, 8 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Manticora  @  27/03/2024 17:31:50
   8 / 10
N. Arcel come regista non ha mai sfondato veramente, la torre nera è stata una sfortunata parentesi, che lo ha lasciato alla deriva per un pò. Fortunatamente tutti i registi hanno più di una possibilità e Arcel ha saputo cogliere l'oppurtinità di fare un film in costume come aveva già fatto per costruire il suo film migliore in assoluto. Anche se ispirato alla vera storia del capitano del regio esercito danese Ludwing Kahlen il film semplifica e sintetizza efficacemente una vicenda che personalmente mi ha coinvolto non poco. Ovviamente al di là delle avversità che il protagonista deve affrontare colpisce come la società danese dell'epoca rappresenti uno spaccato fedele di un modello sociale inquo e brutale. I poveri e i contadini sono alla merce della legge e dei propietari terrieri che sfruttano i secondi. I primi sono parte di categorie sociali spesso anche più svantaggiate dei contadini danesi perchè sono STRANIERI in questo caso zingari. Il razzismo imperante nella società dell'epoca serve a relegarli ai margini. Il rapporto che si crea tra Ludwing e la bambina zingara in questo è semplice ma potente. Lo stesso capitano inflessibile e duro, soprattutto con se stesso alla fine cambia, diventa una persona diversa, aiutando i reietti e i diversi che credono in lui. Lo scontro con Shinkle è soltanto il collante dell'intera storia, ma è evidente che il giovane propietario terrerio mediocre e violento è soltanto un fallito che nonostante la ricchezza ambisce inutilmente ad un titolo nobiliare attraverso un matrimonio con una donna di una famiglia decaduta che non è assolutamente interessata alla sua mediocrità. In questo Ludwing rappresenta l'elemento di disturbo, che alla fine non da solo sconvolgerà l'intera società della brughiera

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Ottime location, costumi e personaggi, Mads Mikkelsen oramai è un caratterista di razza che non sbaglia un ruolo, in Danimarca è diventato universalmente famoso e se lo merita. Per il resto come già detto il film ha l'impostazione di un western che affronta la storia in maniera non scontata e con un finale aperto.
Da vedere.

Thorondir  @  26/03/2024 10:58:56
   6½ / 10
Terra limite, zona grigia sterile in cui gli unici umani che riescono a trarne qualcosa sono i banditi. Ludvig vuol provare a far nascere ricchezza in una terra "del re" solo nominalmente. È la base di un vero e proprio western, con banditi, lo scontro per la terra, gli "stranieri". Ed è proprio la multipolarità del film che pone dei problemi in quanto "The Promised Land" mette veramente sul piatto troppe pietanze senza avere tempo e voglia di andare veramente a fondo: il self-made man e il capitalismo, la vacuità del potere centrale e la violenza di quello locale-signorile, il razzismo, l'integrazione, il femminismo ante-litteram. La materia è talmente ampia che risulta facile comprendere come Arcel non riesca a cavarsene fuori se non con un po' di facile avvicinamento emotivo, risolvendo alcune situazioni con un relativo buonismo che cozza con l'aspetto rude e brutale che Ludvig sembra possedere all'inizio (insomma, il trio famigliare che si sviluppa nel corso del film non sembra proprio un'azzeccatissima scelta di sceneggiatura e depotenzia interessanti nodi problematici). Anche il finale pare un po' calato come una scure. Detto ciò questo western fuori dalla grazia di Dio (finalmente un film sul passato che non si addentra in divagazioni religiose) che riflette sulle paure degli uomini e sulla loro insaziabile voglia di potere (politico, economico e di "possesso", in tutti i sensi) è un interessante episodio di cinema storico-western europeo, con la frontiera dove l'altro non è l'incomprensibile "indiano" del cinema statunitense ma il comprensibilissimo potere locale del signore-aristocratico.

Signor Wolf  @  23/02/2024 06:18:23
   7 / 10
Se fosse stato un film americano, il contadino avendo tirato dritto nonostante tutto e alla fine sarebbe diventato ricco e felice.
Ma invece è un film danese, percui...

benzo24  @  15/01/2024 11:04:37
   7½ / 10
Grande film western danese del trio Arcel/Jensen/Mikkelsen che ritornano dopo l'ottimo Royal Affair. Il finale consolatorio rovina però il giudizio complessivo

Jumpy  @  07/01/2024 12:03:09
   7½ / 10
Straordinaria l'interpretazione di Mikkelsen, buca lo schermo dai primi minuti e nell'espressività lo trovo sempre più bravo, anche per i lineamenti del viso, per l'espressività e la mimica mi ricorda l'immenso Klaus Kinlski.
Nonostante il cast sia tutto di altissimo livello (sia l'antagonista che le coprotagoniste femminile) la sua bravura spicca in modo indiscutibile.
Non sapevo che Von Khalen fosse realmente esistito, il film mi ha appassionato e l'ho seguito con piacere a prescindere.
Bella l'ambientazione e l'atmosfera da "western nord europeo". tecnicamente ad altissimi livelli... la narrazione coinvolge al punto giusto, le 2 ore non pesano, ed è gestito in modo magistrale il crescendo di tensione dei rapporti tra Khalen ed il latifondista

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Mi meraviglio che non abbia avuto particolare riscontro.

TheLegend  @  28/12/2023 19:06:01
   8 / 10
Davvero un ottimo film che merita più visibilità.

Mauro@Lanari  @  28/12/2023 01:35:24
   4½ / 10
"C'è del marcio in Danimanarca": il sequel. Biopic sulla storia dello Jutland in un'epopea western «tra un "Via col vento" e un "Balla coi lupi"» (Serena Nannelli), "discorso sulla tossicità dell'ambizione" (Daniele D'Orsi), dell'arroganza e della bramosia, period drama sorretto dalle spalle di Mikkelsen, aridi la terra (promessa), il clima, i due protagonisti, la gente superstiziosa e l'emotività del film in una lotta per il più bastardo (Tarantino?). Caos contro ratio progettante, la pietas latita e il finale consolatorio è posticcio (i deboli preparino i Kleenex). Inarrivabile la poetica de "I duellanti" e "Barry Lyndon". Auguroni agl'Oscar.

1 risposta al commento
Ultima risposta 28/12/2023 01.36.10
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  13/09/2023 18:22:23
   7½ / 10
C'è una profonda atmosfera western in questo film di Arcel. C'è la frontiera danese caratterizzata da questa brughiera infinita, desolata ed incoltivabile. Un uomo che vuole sfruttare l'occasione per aspirare a quella scalata sociale tanto agognata, ottenendo un titolo nobiliare come premio per l'impresa. Un latifondista crudele e spietato che considera la brughiera come territorio personale senza averne il diritto. Caratteri ben sviluppati sia dei protagonisti che dei comprimari. Lo scontro fra la profonda razionalità del Capitano Kahlen che ha calcolato ogni possibile mossa per raggingere l'intento ed il caos creato dal latifondista che dispone di terre e persone a suo piacimento fino all'estreme conseguenze, emblema di puro istinto distruttore e predatorio. Molto curata la componenete tecnica, solido nella storia quanto basta. Peccato che sia passato un po' inosservato. Un'eventuale Coppa Volpi a Mikkelsen non avrebbe certo sfigurato.

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