climax (2018) regia di Gaspar NoÚ Francia 2018
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climax (2018)

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locandina del film CLIMAX (2018)

Titolo Originale: CLIMAX

RegiaGaspar NoÚ

InterpretiSofia Boutella, Romain Guillermic, Souheila Yacoub, Smile Kiddy, Claude Gajan Maude

Durata: h 1.35
NazionalitàFrancia 2018
Generehorror
Al cinema nel Giugno 2019

•  Altri film di Gaspar NoÚ

Trama del film Climax (2018)

Un gruppo di giovani viene drogato senza apparente motivo ma non tutti reagiscono allo stesso modo.

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Voto Visitatori:   6,46 / 10 (28 voti)6,46Grafico
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Voti e commenti su Climax (2018), 28 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

alex94  @  17/07/2020 21:08:39
   6 / 10
Un film sicuramente non facile da digerire,Noè punta tutta sulla tecnica e l'estetica a scapito della trama, praticamente inesistente.
Personalmente non l'ho per niente gradito,mi ha trasmesso poco o niente e dopo la prima mezz'ora ha cominciato ad annoiarmi a morte.
Tra i film che ho visto di questo regista è uno di quelli che mi è piaciuto meno,raggiunge la sufficienza grazie al aspetto tecnico, però non lo rivedrei per nulla al mondo

Bartok  @  07/06/2020 14:32:36
   3 / 10
Pessimo film, non mi è sembrato ne sconvolgente e ne disturbante, piuttosto un insieme di scene confusionarie e senza senso, dove la noia ben presto diventa la protagonista, per me bocciato su tutta la linea.

john doe83  @  02/06/2020 22:30:47
   3 / 10
90 minuti in cui non succede praticamente nulla. Film stupido, diretto in modo pessimo, gli ultimi minuti sono un trip senza ne capo ne coda in cui la regia viene "stuprata".
E questo dovrebbe essere un film che scandalizza? L' obbiettivo è centrato solo nella bruttezza.

Noodles71  @  30/04/2020 16:34:23
   6 / 10
Un viaggio lisergico basato su una storia realmente accaduta in Francia, tra momenti di maggior interesse ed altri meno, più interessante nella prima parte, nella seconda diventa più casuale ed improvvisato. Strutturato in maniera volutamente atipica, inizia con i titoli di coda e verso metà film ci sono i titoli di testa, segno distintivo del cinema di Noé, in "Irréversible" il film era composto a ritroso. Sceneggiatura molto scarna, la maggior parte del film è basata su frenetiche sequenze di ballo ed improvvisazione. Nella parte iniziale con le interviste ai vari ballerini si notano ai lati della tv videocassette e libri che hanno ispirato Noé alla realizzazione del film. Non condivido l'inserimento nella categoria horror direi più un dramma psicologico. Pensavo ci fossero state delle scene molto più forti, alla fine oltre al ballo tutto si riduce a dialoghi basati sul sesso e girovagare di persone all'interno dello stabile delirando e urlando in preda agli allucinogeni...

newalessiomarta  @  29/04/2020 11:00:42
   8 / 10
Wow...
Avevo letto che il nuovo film di Gaspar Noé aveva riscosso critiche positive, ma sono rimasto veramente scioccato! Questo "Climax" è un vero e proprio viaggio all'interno della follia dellla mente umana. Delirante, controverso, folle, ti rimane fisso in testa. Regia stellare accompagnata da colori, fotografia e montaggio sonoro di un'altra dimensione. La tecnica della presa diretta, poi, è un vero tocco di classe. Bravissimi gli attori ( che tra l'altro hanno anche dovuto improvvisare), in particolare Sofia Boutella. Pieno di Easter egg e messaggi nascosti. Sì, forse sono io che amo troppo i film intrippanti e controversi, ma questo film finisce dritto al primo posto della classifica degli horror 2019.

DarkRareMirko  @  26/04/2020 23:36:02
   8½ / 10
Visto, finalmente!

e' un Noè al 100% che però, 'stavolta, a mio modestissimo parere, graffia un pò meno, colpisce un pò meno.

Fotografia, uso della mdp, atmosfera, musiche dance, tutti elementi che ci sono sempre stati serviti molto curati ci sono anche in questo caso, ma forse c'è meno visceralità, meno respiro.

C'è quella sessuomania (soprattutto nei dialoghi, in francese ed in inglese) che il regista pare abbia intrapreso da Love in poi, ma il tutto può anche essere visto come una critica verso uan società vuota.

Coreografie mirabolanti (ne avrei volute vedere di più), cinismo, stile, in un buonissimo film (se potete, fate fermo immagine, ogni frame pare un quadro!).

Overfilm  @  13/04/2020 02:20:31
   4½ / 10
Copio-incollo giusto un paio di righe (non c'e' molto di piu' da dire) da chi mi ha preceduto poco piu' sotto':
"interminabili scene di ballo e di delirio,pochi dialoghi e tante urla,che creano certamente una senzazione disturbante,ma anche ben presto noiosa".
L'unica domanda da porsi e':
forse davvero i ragazzi al giorno d'oggi cercano solo questo?
Mezzo punto in piu' per questa domanda che forse ci si pone dopo la visione, altrimenti era un 4 secco...(...ed invece arriviamo a 4,5... ;-D )

TheLegend  @  08/04/2020 19:51:06
   7 / 10
Amo Gaspar Noé ma questo è il suo film che mi è piaciuto meno.

Guy Picciotto  @  08/04/2020 17:22:09
   9 / 10
E il ritratto più fedele e realistico dei giovani di oggi. Almeno Noè non ci gira intorno e sbatte in piena faccia il vuoto morale di una generazione realmente persa nell'epoca del vuoto al cubo nell'epoca della globalizzazione turbo capitalistica (ma con i costumi figli della controcultura del 68 dei cattivi maestri Leary, Bataille, Calasso, Zolla, in realtà adepti della gnosi pagana riletti con la via della mano Sinistra nel 900).
Noè evoca (per mezzo delle droghe "liberatrici") "gli antichi dèi distruttori. Shiva, Kali, Dioniso, essi esistono: sono numina, forze che dormono nella psiche, nel sesso, nel corpo. Il loro silenzio secolare, mai completo, del resto non inganni: come sapeva Plutarco, desinunt isti, non pereunt. Vanno risvegliati, e torneranno a compiere depravazione e stragi.

jason13  @  06/04/2020 23:01:26
   8 / 10
Esperienza visiva straordinaria. Gaspar Noe si conferma regista spettacolare e tra i miei preferiti. FIlm memorabile non ci sono altre parole.

topsecret  @  01/04/2020 14:07:13
   6 / 10
Il film è così suddiviso: l'80% della durata comprende urla e deliri di gente drogata (e sballata già di suo), nel restante 20% si vedono balli sfrenati e musica a palla.
Noè conferma di non conoscere mezze misure, o lo si ama o lo si odia, e ancora una volta gira una storia frenetica, quasi allucinata, che ci mette di fronte alle debolezze umane e alla cattiveria gratuita di cui siamo capaci (a volte), offrendo una storia abbastanza interessante ma piuttosto caotica, in corso d'opera, dove i continui cambi di ritmo non sempre risultano azzeccati. L'ultima parte è quella più statica e le scelte registiche appaiono piuttosto fredde e fastidiose.
Visione comunque sufficiente anche se non si comprende il motivo per cui catalogarlo come horror.

il ciakkatore  @  31/03/2020 15:38:10
   4 / 10
Non lo si può considerare film..tanto meno horror...si guarda la festa a cui partecipano dei ballerini che vengono drogati,tutto senza senso...più documentario che altro. Un brutto trip per un brutto film,nel quale si assitono a interminabili scene di ballo e di delirio,pochi dialoghi e tante urla,che creano certamente una senzazione disturbante,ma anche ben presto noiosa

Carloxxx  @  27/03/2020 02:18:17
   4½ / 10
In questo periodo di reclusione forzata in casa, e con molto tempo a disposizione, è logico passare una piacevole serata a spulciare qualche film lasciato indietro; con la promessa fatta in passato del "lo guarderò". Uno di questi è proprio climax; avevo già il sentore di lasciare indietro qualcosa che francamente non mi avrebbe dato soddisfazioni a guardarlo, appena avuto tra le mani.
In questo "horror", ci troviamo di fronte ad un vortice di esasperazione e tormento,che parte lentamente ,fino a sconvolgere la mente dei nostri protagonisti, per l'effetto di una qualche sostanza non specificata.
Puntualizzando cos'è il Climax: figura retorica che consiste nel disporre più elementi nella frase secondo un ordine finalizzato sulla crescente intensità del loro significato (climax ascendente) per creare un effetto di potenziamento dell'espressività del discorso.
Il regista vuole appunto trasmettere;attraverso la regia e la composizione visiva/sonora, come può cambiare una situazione apparentemente normale nel quale dei ragazzi ballano in gruppo, alla perdita graduale della ragione dove i sensi e il desiderio fisico prevalgono sui pensieri della mente. Climax è frenesia, estasi,distorsione dello spazio e dei suoni,voce del desiderio più inconscio di ogni persona, buttato fuori.
Nel film si utilizzano un mix di fattori, amalgamati bene, per rendere tutto ciò che ho detto apprezzabile, per citare: gli spazi dei corridori man mano più claustrofobici, i suoni sempre più martellanti, le urla mostruose , colori accesi in contrasto con altre luci o il buio,comportamenti dei personaggi strani e bizzarri e la violenza immotivata dove il senno non esiste più.
La base per la realizzazione della pellicola era più che buona e audace, ma la catastrofe in questo film, è che pecca vistosamente di una sceneggiatura valida; ogni scena è costituita da dialoghi imbarazzanti, la recitazione dei protagonisti è mediocre.
Ad un certo momento del film, pensavo di visionare le riprese di un mucchio di ragazzini alla prima sbornia.
Inoltre ci sono piani sequenza interminabili, inutili ,che porta tutto ciò ad abbassare il voto.
Si intuisce ,un voler sperimentare,attraverso la tecnica cinematografica,un nuovo tipo di linguaggio visivo non convenzionale (vedi le inquadrature sotto sopra, o i titoli di coda a metà film ecc ecc.) ma qualcosa di atipico,diverso,ricercato... non è sempre sinonimo di straordinario.

Mauro@Lanari  @  27/03/2020 00:17:52
   4½ / 10
Non capisco NoÚ quando si convince dell'inconciliabilitÓ fra vena narrativa e sperimentazione che riduc'il film a pretesto per un'esperienza sensorial'e ipnotica. Un gruppo di ballo prov'una coreografia ripresa in piano sequenza: armoniosa e solidale coralitÓ. Fine della prova e stacco. Segue il montaggio serrato d'una serie di siparietti immobili in cui i ragazzi esprimono isolatamente le loro intimitÓ contrastanti e conflittuali. Iniziass'e terminasse qui, "Climax" potrebb'essere interpretato com'una confutazione audiovisiva della tesi freudiana di "Psicologia delle masse e analisi dell'Io" (1921): l'unione/coesione determinerebbe la forza morale mentre la "singletudine" condurrebbe alla devastazione sociale. Ma ci sono anch'un prologo e un lungo epilogo (la seconda metÓ del film). Il cappello introduttivo non produce alcuna empatia verso i personaggi tant'Ŕ focalizzato sull'ostentazione metacinematografica dei referenti culturali del regista, e la sangria drogata avvia un sabba demoniaco e apocalittico, una catabas'infernale, dov'anarchia e caos stanno pi¨ nelle sole 5 pagine della sceneggiatura che negl'eventi mostrati. Alcuni momenti come l'inquadrature ribaltate in una fotografia cromaticamente cruenta sono migliori della pedante trasposizione trieriana di Dante, ma l'ostacolo a stringer'un legame affettivo coi protagonisti crea un macigno insopportabile. Eppure NoÚ ci dice d'esser certo che l'unico paradiso possibile consista proprio nello stile lisergico del suo sguardo (la conclusione con le gocce psicotrope nell'occhio). Tzk.

Ceppetto  @  26/03/2020 10:58:08
   3½ / 10
Guardando la media dei voti, devo sicuramente aver visto un altro film.
Vorebbe essere un Paura e delirio a Las Vegas in salsa horror, ma questo film ha un piccolissimo problema: è stupido.
Non ha trama, non avremo mai modo di sapere perchè è successo quel che è successo.
I personaggi "non schizzati" hanno un comportamento idiota. Quelli schizzati hanno un comportamento idiota.
La volontà del regista di mettere dei cartelli didascalici durante il film è degno di una recita delle medie, comunque è passata di moda. Ho dimenticato qualcosa?
Ah sì, può piacere se piacciono i film come A time for dancing, che personalmente detesto.
L'horror dov'era? Ho provato maggior tensione nel vedere Piccola peste torna a far danni.
Diciamo che son riuscito almeno a vederlo in c.a 40 minuti mandando avanti le innumerevoli scene geniali.
Che genio questo Gaspar e Zuzzurr Noel.
Da rivalutare veramente il film di Terry Gillian.

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

Jokerizzo  @  25/03/2020 14:11:10
   9 / 10
Eccellente. Noé da il meglio di sé...sempre.

wicker  @  22/12/2019 17:21:09
   7 / 10
per me il miglior Noè . Acido e irriverente , provocatore ma entro i limiti , visivamente splendido tra luci e ambienti claustrofobici .
Storia semplici ma ben congegnata , momenti di assoluto disturbo ed è chiaro che non sia cinema per tutti . Bravi gli attori , peccato che nel finale si "sieda" un pò, ci sarebbe stato un colpo di coda ad effetto.

zerimor  @  14/10/2019 15:42:29
   6½ / 10
Un film delirante, sconvolgente come pochi. Assurdo.

Konflagrator  @  21/08/2019 02:37:39
   7 / 10
Ogni opera di Gaspar Noè è un esperimento introspettivo letterale: il regista ti indossa lentamente dei panni estranei, generalmente panni "sbandati", ti lascia conformare alla sua opera dopodiché ti percuote fino ai titoli di coda. Climax segue ovviamente il modus-operandi, e permette di vivere una disturbante esperienza allucinogena che, pertanto, è realisticamente nauseante ed estenuante. Il finale è un ribollire di fumi lisergici, sesso e disperazione, una bolgia delirante pienamente vissuta. Occhio che non è per tutti!

76mm  @  16/07/2019 15:36:58
   5 / 10
POSSIBILI SPOILER

Vi è mai capitato di andare ad una festa dove fra i partecipanti c'era qualcuno che non vi stava proprio simpatico ma col quale per quieto vivere avete sempre cercato di mantenere rapporti di (finta) cordialità e però durante la festa c'è scappato qualche bicchierino (o altro) di troppo ed è finita a caz.zotti?
Ecco, questa è in pratica la trama del film…l'alcool e le droghe smascherano le ipocrisie e mostrano come sarebbero i rapporti fra le persone senza il giogo dei paletti imposti dalla società civile.
Una giungla, in pratica.
Wow.
La sceneggiatura è piuttosto inconsistente ma ha almeno il pregio di essere credibile per il contesto, al netto delle interpretazioni non proprio impeccabili di questo gruppo di ballerini prestati alla recitazione (che spero vengano presto restituiti alla loro categoria di appartenenza).
Una roba a metà fra un reality show e i peggiori bar di Caracas.
Ma noi sappiamo che a Noè quisquilie come trama e sceneggiatura non interessano, perché l'unica cosa che gli preme davvero è dimostrare al mondo quanto è bravo a girare.
Ed è bravo, altroché…cioè io in realtà non ho le basi per giudicarlo ma visto che tutti ma proprio tutti dicono che è bravo allora dev'essere bravo davvero.
Quindi verosimilmente il non aver capito per metà del film chi ci fosse in scena e cosa stesse facendo è un problema mio, perché se uno è bravo (e lui è bravo, lo dicono tutti) sicuramente farà in modo che lo spettatore capisca cosa sta guardando, giusto? Altrimenti come farebbe a dire quanto è bravo?
E allo stesso modo certe chicche come il cretino sbattuto fuori all'inizio che invece di correre alla polizia resta lì a morire assiderato (ma allora la polizia chi l'ha chiamata?) o il bambino di 6 anni prudentemente messo al riparo dalla tre volte vincitrice del premio "madre dell'anno" nella stanza dell'alta tensione hanno destato qualche perplessità solo a me, perché tutti gli altri neanche le avranno notate 'ste piccolezze, troppo impegnati a ruotare la testa di 180 gradi per star dietro alle peripezie funamboliche di questo virtuoso della telecamera.
Di chi abbia drogato la sangria e del perché giustamente non frega niente a nessuno, anche perché pure se a qualcuno fosse fregato (a me fregava in realtà, è l'unico motivo per cui ho cercato di stare attento fino alla fine) tanto non ce l'ha spiegato.
Va beh, prendiamo atto che Noè non fa per me e passiamo oltre.
Senza rancore.
Belli comunque i numeri di danza, io ne avrei messo qualcuno di più intanto che c'ero.

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Ultima risposta 26/03/2020 02.25.13
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benzo24  @  25/06/2019 18:46:15
   10 / 10
Feroce critica della societa multiculturale, moralistica e finta perbenista francese .

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Ultima risposta 12/04/2020 13.53.50
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7219415  @  05/05/2019 19:41:29
   8 / 10
Belle le scene di ballo, bella e incalzane la musica, riprese dall'alto e capovolte, citazione di Possession, un bel delirio. Bel film

Oskarsson88  @  05/05/2019 17:42:07
   8 / 10
Molto di stile, classici magaggi alla Noè, e citazioni varie tra cui esplicitissimo Possession. Sul finale un po' forse troppo lento, ma nel complesso molto bello e originale. Il finale mi è piaciuto molto

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  28/03/2019 22:57:19
   7½ / 10
Immagini in VHS dove i giovani protagonisti rivelano i loro sogni ed ambizioni. A lato di queste registrazioni, lo scaffale con i precisi riferimenti cinematografici di questo film di Noè: Suspiria, Zombie, Possession e tanti altri. Una normale festa di ballo condita da sangria "allungata" con LSD, diventa un rito baccanale dove si oltrepassano le barriere, si abbatte ogni punto di riferimento sociologico e culturale e si dà libero sfogo al puro istinto primordiale in un inferno distruttivo ed autolesionista, dove il tambur battente della musica eletrronica è il tappeto ipnotico della follia pura. Noè può non piacere questo è certo, ma il suo cinema non lascia mai indifferenti. Come viaggiare in mare accompagnati da un uragano, in cui il lungo piano sequenza accompagna i personaggi nel loro inferno personale, chiusi come dei topi in gabbia.

Jolly Roger  @  22/03/2019 11:15:37
   7½ / 10

Molto disturbante, molto intelligente, ma anche un po' troppo manieristico e forzato.

______________________________Spoileroso_____________________________

I punti di riferimento non esistono più.
Gli ideali non esistono più. E, anche laddove ancora esistano, suonano tanto pomposi e tanto urlati da risultare vuoti e falsi – come, ad esempio, la gigantesca bandiera francese, che fa il paio con la frase in sovrimpressione: "un film francese, orgoglioso di esserlo".
Perché oggi anche l'amor patrio, come tante altre cose, è urlato da ignoranti che l'amor patrio manco sanno cos'è, se non una scusa per avercela con qualcun altro, come il tifo per la squadra di calcio, o per sentirsi migliori per nascita, visto che di meriti non se ne vede alcuno.
W la Francia suona qui come sinonimo di W la libertà.
Una libertà pomposa e urlata, tanto da risultare anch'essa vuota, priva di riferimenti e ideali, e falsa – perché, con segno opposto, diventa opprimente come la stessa privazione della libertà. E così, mentre una ballerina ci dice che "E' giusto scegliere se abortire o no", appare una frase in sovraimpressione che dice "il nascituro non può scegliere di nascere un'altra volta". Non mi pare una critica all'aborto (o almeno io non l'ho letta come tale), pare invece una riflessione intelligente sull'aspetto più pericoloso di questa libertà "sfrenata", ovvero la perdita del significato delle cose, del loro valore, il pericolo che l'assenza di (errati) limiti esterni si ripercuota però sulla cancellazione di (idonei) limiti interni, quelli imposti dal buon senso, della morale, dalla nostra stessa umanità. Non quindi una critica alla libertà in sé, ma ai suoi effetti collaterali: una massa di zombi che si muove con apparente sinuosità in balli che, con il procedere della festa, diventano sempre più isolati e spersonalizzati, come se i ballerini fossero automi, animali meccanici, "cose" che si muovono in modo alienato e creando un effetto grottesco, come quello che avrebbero la musica ed il movimento della ballerina di un carillon se il meccanismo partisse improvvisamente in un teatro di guerra.
La telecamera ruota vorticosamente tra i ballerini ad imitare lo stesso movimento vorticoso delle loro anime che, in questa gigantesca placenta, galleggiano vorticosamente superando i limiti di ogni legge o morale, in una spirale discendente che conduce ad un mondo sottosopra, dove tutta la sporcizia interiore, che ribolle in loro - repressa - nella vita quotidiana e che spesso viene sublimata in voglia di sballarsi, sfonda il coperchio e viene a galla, priva ormai di ogni argine.
Viene a galla la rivalità estrema, nascosta sotto orde di reciproci complimenti melensi e smancerie dopo il primo ballo, tra i ballerini che si accusano l'un l'altro di aver drogato la sangria fino a insultarsi, picchiarsi o a uccidersi.
Vengono a galla l'astio e l'invidia, che culminano con l'aborto procurato a calci.
Vengono a galla gli istinti incestuosi di un fratello nei confronti della sorella.
E anche un bambino, in questo mondo distorto e al contrario, può diventare "colpevole", perché con la sua nascita ha "rovinato" la carriera come ballerina di sua madre, un bambino che finisce per essere "nascosto" in uno sgabuzzino per proteggerlo da un mondo alla quale la madre appartiene, senza riuscire a rinunciarne fino in fondo.
La sangria è la chiave che sprigiona i demoni. Ma la sangria è stata realmente drogata con LSD? Oppure no? E se sì, chi avrebbe messo la droga? E soprattutto perché?
Sono domande che non hanno risposta, perché nella vita di tutti i giorni non ce l'hanno. Ognuno vive e vede la sua piccola parte del tutto, così piccola da non poter comprendere più il senso globale, senza più capire il chi, il cosa ed il perché, ed arrivando a smettere di chiederselo nell'impossibilità di avere una risposta. Gli unici punti fermi sono gli uomini della polizia, in piedi ed immobili nell'ultima scena, e il loro cane che sembra un cerbero, stagliato come un'ombra su una porta che si apre su un mondo rosso, straniante e sottosopra, come l'Inferno, dove le anime stanno appese ad un filo e ondeggiano a testa in giù, come pendoli senza senso.

C'è però una scena, alla fine, che mi lascia un forte dubbio.
Una ragazza, in camera, con un libro intitolato "LSD" sul letto, che si mette il collirio negli occhi (probabilmente corretto con la droga). Infatti, il suo sguardo si rivolge al cielo, completamente in estasi – e il suo viso sfuma in un bianco lattiginoso, proprio come se stesse vedendo il Paradiso.
Forse è stata lei a drogare tutti.
E forse non c'è un perché.
Lo ha fatto solo per lo sballo.
Solo per vedere il Paradiso.
Solo perché altri vedessero il Paradiso con lei.
Poco importa se qualcuno, lungo il "viaggio", ci rimette le penne – perché anche "morire è un'esperienza meravigliosa". Sì, anche morire è uno sballo.

Forse, quindi, siamo noi ad accanirci troppo, ogni volta, a cercare un Chi, un Cosa, un Perché.
Spesso abbiamo già tutte le risposte davanti agli occhi e la spiegazione è così semplice, anzi così stupida, che il nostro cervello non riesce nemmeno a categorizzarla e renderla intellegibile, o comunque digeribile.

VincVega  @  28/02/2019 08:53:20
   7 / 10
Gaspar Noè dimostra ancora una volta di saperci fare eccome dietro la macchina da presa, tra piani sequenza e virtuosismi tecnici, insieme alle sue sceneggiature non proprio adatte a tutti. Questo è il suo modo di fare cinema e, piaccia o no, è riconoscibile nella sua soggettività di autore. Ma questo si sa e la cosa continua con "Climax", un dramma horror musicale (non musical), piuttosto semplice nella trama (prima parte, presentazione personaggi-seconda, delirio), ma girato in modo anti-commerciale (ci sono anche i titoli di testa a metà film). E' un esercizio di stile? Non so, comunque sia disturbante è dire poco. Perfetta la colonna sonora.

1 risposta al commento
Ultima risposta 28/02/2019 08.54.48
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Larry Filmaiolo  @  05/02/2019 16:05:04
   4½ / 10
Noe fa lo stesso film, o meglio si segha allo stesso modo (a testa in giu' tipo opossum appeso a una sbarra di titanio, mentre con l'altra mano shakera una camera nella luce purpurea) da anni. Se i dialoghi tra due afrofrancesi intenti a contemplare e illustrarsi a vicenda il piacere della sodomia sono la cosa piu' interessante c'e' qualcosa che non va nevvero Gasparone. Meglio di Love in ogni caso, anche se in certi frangenti piu' ridicolo (ed e' dir tanto).
Ah, bellissime donne come sempre, ma si sa il Gasparone apprezza

5 risposte al commento
Ultima risposta 06/02/2019 13.51.25
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Spera  @  27/01/2019 22:39:58
   8½ / 10
Gaspar Noè ha in serbo per noi l'ennesimo viaggio all'inferno.
Visto durante il Milano Film Festival, la proiezione si è aperta con un avviso agli spettatori da parte dell'organizzatore riguardo il fatto che il film avrebbe potuto, in alcuni passaggi, essere offensivo o disturbante...turbando così le nostre già, abbastanza, turbate vite.
Così iniziava il film.
Un vero viaggio. Un brutto viaggio.
Di quelli dove il cuore batte forte e ti senti soffocare.
I film di Noè sono così, li ami perchè ti fanno del male perchè vuoi arrivare a toccare quella profondità che in pochi sanno raggiungere.

La sua filmografia è immensa ma ci vuole coraggio.
Non per tutti.

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