io, daniel blake regia di Ken Loach Gran Bretagna, Francia 2016
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io, daniel blake (2016)

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locandina del film IO, DANIEL BLAKE

Titolo Originale: I, DANIEL BLAKE

RegiaKen Loach

InterpretiHayley Squires, Micky McGregor, Natalie Ann Jamieson, Dave Johnson, Colin Coombs

Durata: h 1.40
NazionalitàGran Bretagna, Francia 2016
Generedrammatico
Al cinema nell'Ottobre 2016

•  Altri film di Ken Loach

Trama del film Io, daniel blake

Per la prima volta nella sua vita, Daniel Blake, un falegname di New Castle di 59 anni, è costretto a chiedere un sussidio statale in seguito a una grave crisi cardiaca. Il suo medico gli ha proibito di lavorare, ma a causa di incredibili incongruenze burocratiche si trova nell'assurda condizione di dover comunque cercare lavoro - pena una severa sanzione - mentre aspetta che venga approvata la sua richiesta di indennità per malattia. Durante una delle sue visite regolari al centro per l'impiego, Daniel incontra Katie, giovane madre single di due figli piccoli che non riesce a trovare lavoro. Entrambi stretti nella morsa delle aberrazioni amministrative della Gran Bretagna di oggi, Daniel e Katie stringono un legame di amicizia speciale, cercando come possono di aiutarsi e darsi coraggio mentre tutto sembra beffardamente complicato.

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Voto Visitatori:   8,94 / 10 (8 voti)8,94Grafico
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Voti e commenti su Io, daniel blake, 8 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

marimito  @  12/01/2017 21:25:45
   7½ / 10
Toccante, dolce, deprimente.. Però anche un monito per una maggiore umanità burocratica, una riprova commovente di tante realtà quotidiane e di come basterebbe poco per un mondo che si dica "umano". Ovviamente lacrime in quantità.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR 1819  @  16/12/2016 18:17:44
   9 / 10
Visto al cinema con grande soddisfazione, in quanto si tratta di una pellicola semplicissima che senza riguardo ti prende a calci nello stomaco. Un'acuta e diretta riflessione sullo schifo imperante nel mondo del lavoro. Visione quasi obbligata.

suzuki71  @  20/11/2016 08:22:34
   7 / 10
Bello e scontato, questo film è la solita (?) critica sociale tanto cara al regista britannico; si analizza il fenomeno della povertà borghese, la fortuna di ritrovare la solidarietà delle persone, l'assurdità della burocrazia di cui tutti siamo purtroppo vittima (in un modo o nell'altro) , con uno script molto prevedibile non scevra di critica morale in realtà borghesissima

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Una denuncia solida come una roccia, un film probabilmente necessario e importante per come analizza un fenomeno allarmante ma che a me, nel complesso, non ha entusiasmato particolarmente.

Manticora  @  08/11/2016 15:52:44
   10 / 10
E inutile dirlo,ma lo dico lo stesso, l'ultima opera di Ken Loach è qualcosa che mancava da MOOOLTO tempo. Il regista inglese non è mai sceso a compromessi, ha esplorato tutti i registi e (quasi) tutte le tematiche sociali,politiche e di lotta della società inglese. Con questo io, Daniel Blake ancora una volta ci sbatte in faccia il calvario del protagonista,un uomo, un falegname ma soprattutto una PERSONA. Ed è qualcosa che ti scuote, NON SOLO LA DISUMANITA della società inglese, ma potrebbe essere anche quella nostrana per quel che vale. E il senso di impotenza,solitudine e sconfitta che accompagnano il protagonista, cosi come quello della protagonista, Katie che fà di tutto per i figli, per proteggerli. In quella scena al banco del cinema mi sono commosso, senza enfasi Ken colpisce dove fà più male, ed è la sua PIETA E COMPASSIONE che ti fanno sperare nel cambiamento,nella solidarietà, perchè i suoi personaggi nonostante sbattano contro il muro dell'indifferenza,delle minacce,dello sfruttamento e dell'oppressione, si rialzano, e continuano a farlo, e la natura umana. Oltre a questo il finale mi ha spiazzato, e con

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Questo film dovrebbe essere visto OVUNQUE, perchè è la nostra società che mostra, e quello che siamo diventati, spero che Ken continui a raccontare le storie delle persone "normali" perchè c'è ne sempre bisogno.

bacci88  @  03/11/2016 02:41:22
   10 / 10
Quella in cui, su idea della mia ragazza, abbiamo assistito alla proiezione dell'ultima fatica di Ken Loach, la ricordo come una delle più belle serate al cinema da molto, molto tempo a questa parte. Anche la sala, vecchia e lontanissima per aspetto e filosofia dagli onnipresenti e asettici multisala a cui purtroppo abbiamo finito per abituarci negli ultimi anni ha contribuito a rendere la serata unica, poltrone scricchiolanti comprese. Tutto questo é solo la cornice, perché il fulcro della serata, il film, é di quelli che come capita molto di rado (almeno a me, pensando alle recenti visioni) segnano in profondità e rimangono a lungo impressi nella mente. Infatti mi ritrovo a pensare spesso a molte sequenze del film ancora oggi che ormai sono passati già parecchi giorni dalla visione. La lotta drammatica di Daniel Blake contro il muro della burocrazia, la rappresentazione così cruda e realistica delle condizioni di vita di quella fascia della popolazione a cui il regista ha dedicato molta della sua filmografia non può lasciare indifferenti (ci sono due punti almeno in cui il film mi ha proprio "spezzato"qualcosa dentro, la prima é stata la scena del banco alimentare e la seconda é il discorso finale, due momenti in cui é in scena la ragazza aiutata dal protagonista. Ecco, una cosa che credo non si possa fare a meno che trovare commovente é la solidarietà che si instaura tra i più deboli, quel piccolo barlume di speranza che si intravede quando c'é dell'aiuto disinteressato tra persone in difficoltà. Il film rende chiaro che meccanismo perverso della burocrazia non cambia e non potrà cambiare mai (nonostante nel film anche da quel lato della barricata ci sia almeno una impiegata che prende a cuore il caso di Daniel) come esemplificato dal finale-beffa, e quel che potrà fare la differenza a livello umano é proprio quel che ognuno di noi può fare per aiutare il suo prossimo, anche nelle sue limitate possibilità. Saranno riflessioni banali ma il film mi ha indotto anche a una autocritica piuttosto seria, su quel che sono le responsabilità e i comportamenti che adotto o adottiamo nella vita di tutti i giorni. Il film poteva anche essere più crudo e amaro di cosi, mostrando anche lotte, soprusi e meschinità tra gli sfortunati, e nonostante anche tra chi ti tende una mano possa poi nascondersi qualcuno che ti trascina ancora più in basso, Loach ha scelto di rappresentare questa solidarietà tra simili, tra cittadini, tra uomini che non ho potuto fare a meno che trovare commovente. Non mi interessa se qualcuno potrà trovare questo un film facile, acchiappa-lacrime o con un po' di retorica (per me non é questo il caso) o ancora qualche imperfezione tecnica o altri difetti. Per me il film é realizzato con una semplicità e naturalezza incredibile, e spero sinceramente che possano vederlo e apprezzarlo in molti.

xymox  @  02/11/2016 10:42:43
   9½ / 10
Uno dei migliori film di questo grandissimo regista.
Descrizione delle condizioni di vita dei ceti meno abbienti, questa volta mette in risalto le problematiche della burocrazia inglese

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  29/10/2016 00:17:26
   8½ / 10
Girato in un contesto sociale da Inghilterra post-Brexit, il nuovo film di Loach -per inciso uno dei suoi migliori dopo anni di lavori sinceri ma transitori - ci spazza via il cuore per quanto e' autentico, commovente e dignitosamente doloroso. Un film che mi ha fatto (del) male, visto che sto vivendo una situazione simile e a certe umiliazioni morali non ci si puo' mai abituare. Bellissimo anche il personaggio di Katie (che attrice, questa mi sconosciuta Hayley Squires!), le profonde ferite degli altri che non vogliamo riconoscere (e ci metto anche qualcosa di mio, visto che ho perso amici da quando mi trovo in difficolta'). Il film magari non aggiunge molto al cinema di Loach ma racconta la Realta' in modo ammirevole. Forse solo il minimalismo quotidiano al cinema raggiunge certi livelli di intensita'. Uno dei migliori film dell'anno

eruyomè  @  24/10/2016 15:18:25
   10 / 10
A me, che il film non sia perfetto, e che a volte calchi forse la mano un po' troppo nel didascalico, non me ne può fregare di meno.
Questo, oggi, è il cinema che va fatto. Punto. Sempre che si voglia ancora produrre qualcosa di moralmente degno e significativo.
Che Ken Loach, a 80 anni, sia rimasto l'unico in circolazione a fotografare la realtà sociale (e a farlo così dannatamente bene, così dannatamente d'impatto!), essendo forse uno dei pochi a cui freghi ancora qualcosa, beh, è deprimente.

Un film necessario. E bellissimo, nobile nella sua tragica e dolente drammaticità.

(La scena al Banco alimentare mi ha spezzato. Il discorso finale è semplicemente perfetto. Vero e dignitoso, pulito. Non una parola di più, non una di meno).

2 risposte al commento
Ultima risposta 30/10/2016 21.39.15
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