quando la notte regia di Cristina Comencini Italia 2011
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quando la notte (2011)

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locandina del film QUANDO LA NOTTE

Titolo Originale: QUANDO LA NOTTE

RegiaCristina Comencini

InterpretiFilippo Timi, Claudia Pandolfi, Thomas Trabacchi, Denis Fasolo, Michela Cescon, Manuela Mandracchia, Franco Trevisi

Durata: h 1.56
NazionalitàItalia 2011
Generedrammatico
Al cinema nell'Ottobre 2011

•  Altri film di Cristina Comencini

Trama del film Quando la notte

Tra le montagne un uomo e una donna s'incontrano. Manfred è una guida, chiusa e sprezzante, abbandonato da moglie e figli; Marina una giovane madre in vacanza col suo bambino. Una notte qualcosa succede nell'appartamento di lei e Manfred interviene, portando il bambino ferito in ospedale. Da quel momento l'uomo si metterà sulle tracce di una verità inconfessabile che Marina ha nascosto a tutti, anche al marito, mentre lei intuirà il segreto familiare all'origine dell'odio di Manfred verso tutte le donne.

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Voto Visitatori:   4,85 / 10 (13 voti)4,85Grafico
Voto Recensore:   4,00 / 10  4,00
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Voti e commenti su Quando la notte, 13 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  22/04/2015 10:52:03
   4½ / 10
L'incipit del film fa ben sperare, affascinante il paesaggio e la storia pare essere carica di tensione e di emotività forti e coinvolgenti. Peccato che la banalità dei dialoghi, il poco carisma dei protagonisti e anche il progressivo svolgersi delle situazioni faccia cadere il film in un precipizio da cui poi non si riesce più a risollevare.

Ciaby  @  04/02/2015 12:57:19
   2½ / 10
Un film orrendo che prova a parlare di tematiche difficili e di tracciare psicologie malsane o traumatizzate annegandole in una storia d'amore. La Comencini, insomma, ci crede sul serio.
Peccato che la sceneggiatura sia risicata (ed è pure basata su un romanzo scritto dalla stessa) e che le performance attoriali siano indicibili. Filippo Timi incredibilmente ridicolo.

Paolo70  @  26/05/2014 18:52:15
   5½ / 10
Una vicenda che coinvolge un uomo e una donna sposata. Film un pò impegnativo, non mi ha particolarmente entusiasmato.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  05/12/2012 13:50:52
   5½ / 10
Tra splendidi paesaggi montanari (la cosa migliore del film) si svolge questa piatta storia che racconta di una difficile amicizia, tra una donna sola con un figlio piuttosto piangione e un maestro di sci che il duro passato ha reso scorbutico...
Un film scialbo reso ancora piu' monotono dalla prova del cast, davvero monocorde...
L'ultima immagine con le due funivie che si incrociano da' una giusta chiave di lettura su di un film in cui si doveva osare di piu', a cominciare dalla banale sceneggiatura.

deliver  @  11/11/2012 15:02:52
   4½ / 10
Una volta si diceva... "Un film alla Comencini (padre)" per indicare il solito mattone melodrammatico e strappalacrime...
Adesso si può dire nuovamente "Un film alla Comencini (figlia)" per indicare il solito mattone infarcito di psicologismo a buon mercato di cui davvero non se ne può più. Ricordo che a Venezia, Quando la notte venne pure deriso e il motivo è davvero chiaro: a riproporre sempre le stesse cose, gli stessi stereotipi e caratterizzazioni... dopo un pò si scade nella boiata pazzesca!

Doctor Feelings  @  25/10/2012 20:58:53
   3 / 10
Trama priva di spessore, attori forzati e scene alquanto fredde. Un film anonimo e altamente dimenticabile.

vale1984  @  12/09/2012 17:32:25
   6½ / 10
un film buono per la performance dei due attori, ottimo per i contenuti e la fotografia. La storia è bella e coinvolgente e i temi sono molto forti...
una madre che incontra un uomo rude e che la salva dalle sue paure, un amore impossibile e un finale piacevole. Buono ma non eccezionale.

ottofranz  @  13/03/2012 00:05:58
   8 / 10
Film magnifico per gli argomenti. Da non perdere perché è pieno di verità. Gli attori se la cavano più che decentemente. La regista doveva scavare di più ma senza fermare la cinepresa. E' un film italiano con paesaggi mozzafiato. Ho dato un voto alto perché c'é troppa gente severissima con i deboli e troppo indulgente con certa robaccia. Fateci sopra una serena chiaccherata su certi padri e certi figli che troppo spesso sono severi e non si sforzano di capire un pò più in la. Proprio come certi giudizi che ho letto.
Buona visione

sandrone65  @  02/03/2012 09:09:52
   6 / 10
Una donna che vive sotto il peso di una maternità non ben metabolizzata e vissuta decide di trascorrere un mese in montagna con il proprio bimbo e qui conosce Manfred, una guida alpina scorbutica che le affitta casa.
La Comencini si concentra sul disagio interiore della donna, sulle sue difficoltà a relazionarsi con il figlio, sull'incapacità di trovare soddisfazione nel ruolo di madre, sulla totale assenza del marito che interviene in tutto il film soltanto in una antipatica telefonata. Su Manfred pesa come un macigno l'abbandono subito dalla madre prima e dalla moglie e dai figli dopo. Dall'incontro di queste due situazioni difficili scaturisce un rapporto ovviamente difficile. La prima parte del film risulta caricata di tensione che viene avvertita come artificiosa e pilotata. L'insistenza sul disagio viene esasperata da elementi registici veramente troppo sfacciati: la pendola che batte ossessivamente, le gocce di pioggia, le musiche, sembra quasi di trovarsi in una caricatura dei film di Bergman. Nella seconda parte del film una serie di dialoghi troppo didascalici sembrano voler aiutare lo spettatore a capire ciò che ha già potuto autonomamente capire benissimo. Il risultato complessivo è quello di un film sicuramente interessante, carico di troppa carne al fuoco ma troppo semplicistico ed approssimativo per saperla cuocere bene. Lodevole comunque l'impegno di Timi e della Pandolfi nelle rispettive parti.

barone_rosso  @  25/02/2012 22:21:23
   4 / 10
L'unica cosa che si salva di questo film sono le ambientazioni. Il resto è quasi spazzatura. Caratterizzazione dei personaggi quasi inesistente, tutto fatto di banalità, ovvietà e luoghi comuni. Qualcuno dovrebbe spiegare alla Comencini che la psicologia è un pelino piu' complessa di come la vede lei...

Kitiara31  @  01/11/2011 19:22:30
   2 / 10
Non è obbligatorio che i figli seguano le orme dei genitori. Qualcuno lo dica a Cristina Comencini.
Dialoghi di un'ovvietà a tratti, quasi esilarante la Comencini vorrebbe analizzare le "nevrosi" e le difficoltà della maternità, a cui però contrappone un modello di madre felice con 3 figli sui monti che gira la polenta in allegria.
Voto 2: 1 per le belle montagne, 1 per Filippo Timi che ha fatto quello che ha potuto ma anche il suo personaggio è incompleto.

kerkyra  @  30/10/2011 12:34:37
   7 / 10
riconosco che è un film non completamente riuscito e a tratti sfilacciato ma mi ha commosso, e mi capita di rado.
La forza della recitazione soprattutto di Timi emerge e non si riesce ad esserne impermeabili

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  08/09/2011 01:55:14
   4 / 10
All'inizio è giusto lasciarsi traviare dalle (belle) immagini di montagna, mentre pensi guardacaso a Cogne e forse a quell'altra sposina frustata di un bel film argentino visto anch'esso a Venezia ("El campo"). Cristina Comencini racconta ancora un dramma sulla maternità, riuscendo persino a impastare un paio di osservazioni non banali sul tema (l'odio e l'amore complementari e impellenti nelle fragilità di una giovane donna nei riguardi del figlio). Lo spunto è interessante, ma il dibattito sul tema a poco a poco precipita fino a raggiungere lo zenith assoluto delle più grandi banalità teledipendenti di questi anni. Anche cercando di dimenticare la banalità dei dialoghi ("E' così difficile far crescere un figlio" - "Ma perchè non capiscono quanto sia difficile?"), il folklore locale tutto processioni e balli tirolesi (siamo vicino al Monte Rosa ma poco importa alla regista), il gigionismo esasperato della Pandolfi, che scarica sullo spettatore tutte le sue impotenti nevrosi, "Quando la notte" finisce per diventare quello che avrebbe potuto non essere: la regista, che sembrava aver trovato una strada diversa con il film precedente ("Lo spazio bianco") ha partorito uno s.t.r.o.n.z.o. così grosso da intasare lo scarico del wc.
Vorrei essere magnanimo, ma purtroppo questo tipo di storie che parlano il linguaggio di un rotocalco rosa finiscono per perdere ogni credibilità diventando, se non assurde, involontariamente comiche - e giuro che ho faticato spesso e volentieri a trattenere le risa.
Se poi Timi (che se la cava dignitosamente) gioca il ruolo del rude maschio di montagna che spoglia la sua ehm avversaria di tutti i suoi misteri psichici, ti finisce sul set di 127 ore e la "cosa" va a finire proprio lì. Si scende in un precipizio senza ritorno dove lo spettacolo di massa è proprio ahimè assicurato

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4 risposte al commento
Ultima risposta 21/09/2011 16.01.52
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