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L'uomo, creatore che barricato all'interno di una stanza, non dal fango, ma di plastilina, squassato a fatica s'auto-compone: subisce di sé la genesi, e per ogni parte del corpo sente - ognuna portatrice di un possibile malore - aggiunta una nuova preoccupazione; sente, il cervello identico al piede, e il pene invadere al pari della mano, dell'occhio, della bocca, del busto, bussanti, inebetito, aggravarsi l'ingombro finché, risolto il problema, fattosi disfatto, si rannicchia nello spazio insufficiente; dentro il castrofobico; e diviene angoscia, e scomodo il corpo, che una luce a un fianco del collo trafigge.
Altro corto molto bello di Svankmajer, forse un omaggio a 'The hand' di Trnka.