Trama del film Il filo del ricatto - dead man's wire
1977. Tony Kiritsis in passato è stato un imprenditore edile di successo, la cui impresa è crollata per colpa delle mosse sbagliate di un banchiere. Terry decide di ricattarlo, chiedendo in cambio 5 milioni di dollari ma anche delle scuse personali.
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Un fucile a canne mozze annodato con un fil di ferro attorno al collo dell'ostaggio. Tony Kiritis è il sequestratore e l'ostaggio è Richard, figlio del boss (un Al Pacino, poco presente ma che lascia il segno) di una società di mutui che si è comportata in maniera sleale nei suoi confronti e truffandolo nella sostanza. Il singolo individuo contro un tipo di capitalismo senza scrupoli, avido e senza la minima etica. Tony pretende i suoi soldi, ma è secondario rispetto all'obiettivo di s*******re la società che lo ha ingannato. Vuole denunciare pubblicamente, attraverso un disc-jockey cittadino che fa da mediatore il malaffare di cui è stato vittima. Vuole i soldi indietro, ma vuole soprattutto le scuse della società, in diretta tv. Siamo ad Indianapolis nel 1977, ma sinceramente una storia del genere può essere attuale anche adesso con un bravissimo Skarsgaard nei panni del maldestro ma efficace sequestratore. Un Van Sant decisamente brillante e ritmato specie nel bel finale, che francamente ti fomenta. Bel film che a Venezia ha avuto il suo riscontro da pubblico e critica.