Vittorio, ragazzo di buona famiglia, ma viziato, arrogante e con il denaro come unico valore, con l'aiuto di alcuni amici fa strage della sua famiglia.
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Per chi ricorda ancora la vicenda Maso questo film riesce ad essere disturbante perchè é uno dei casi più tragici e tristemente famosi di fine secolo scorso. Manuzzi prendendo spunto da quel fatto di cronaca, vuol cercare di creare una sorta di evoluzione perversa, con le debite distanze qualitative, de I vitelloni di Fellini. La famiglia non è più sufficiente a contenere esseri privi di valori che non siano le loro voglie narcisistiche. Le famiglie sono ormai un ostacolo da abbattere per soddisfare tali voglie. Se per Sordi & C. il legame familiare è ancora ben saldo, dato il loro comportamento da immaturi e oziosi, ma in fondo inoffensivi, ne I Pavoni il legame viene spezzato senza pietà e senza rimorso. Buone aspettative che non vengono mantenute un po' per il taglio televisivo e su alcuni elementi come la recitazione decisamente sotto la media. Aldilà di Marescotti, unico veramente all'altezza del compito, gli altri vanno a corrente alternata e considerando che molti erano esordienti, si sono ritrovati con dei ruoli non facili da gestire. Peccato perchè le premesse erano molto buone.