lussuria - seduzione e tradimento regia di Ang Lee Cina, USA 2007
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lussuria - seduzione e tradimento (2007)

 Trailer Trailer LUSSURIA - SEDUZIONE E TRADIMENTO

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locandina del film LUSSURIA - SEDUZIONE E TRADIMENTO

Titolo Originale: SE JIE

RegiaAng Lee

InterpretiTony Leung Chiu Wai, Joan Chen, Wei Tang, Anupam Kher, Lee-Hom Wang, Chih-ying Chu, Johnson Yuen

Durata: h 2.01
NazionalitàCina, USA 2007
Generedrammatico
Al cinema nel Gennaio 2008

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Trama del film Lussuria - seduzione e tradimento

Nella Shanghai della seconda guerra mondiale, Wang Chiah-Chih č una giovane donna che si ritrova intrappolata in un gioco pericoloso ed emozionante con un potente personaggio politico, che intesse stretti rapporti con i giapponesi, Mr. Yee.

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Voto Visitatori:   6,93 / 10 (82 voti)6,93Grafico
Voto Recensore:   7,50 / 10  7,50
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Voti e commenti su Lussuria - seduzione e tradimento, 82 opinioni inserite

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Gruppo REDAZIONE amterme63  @  27/01/2008 22:26:49
   8 / 10
“Lussuria, Seduzione, Tradimento” è secondo me una finissima indagine psicologica e sentimentale, una rappresentazione molto accurata e suggestiva del contrastro fra interiorità umana (sentimento, appagamento amoroso e sensuale, ricerca della persona con cui sentirsi “completi”) e norme sociali codificate (in questo caso il dovere di ordine politico e ideologico, a cui si è deciso di partecipare e in definitiva sottostare).
Oltre agli stessi temi trattati in Brokeback Mountain, cioè sincerità dei sentimenti e coraggio delle scelte, qui si aggiunge anche il tema del conflitto fra la propria personalità e il ruolo sociale che ognuno deve “recitare” (simile a quello trattato da Lars Von Trier in “Il Grande Capo”). In Brokeback Mountain i temi cardine erano trattati in maniera chiara, netta, lineare, molto potente e coinvolgente; qui si complicano, s’intrecciano fra di loro, interagiscono in maniera dialettica e drammatica nei singoli personaggi. La rappresentazione diventa molto più complessa e difficile da interpretare, ma appare forse più completa e “realistica”, certamente più “scientifica” e spassionata rispetto a Brokeback Mountain.
Per far luce e chiarezza nella matassa inestricabile dell’animo umano, Lee utilizza l’atteggiamento dei grandi romanzieri ottocenteschi: assiste impassibile alle vicende dei protagonisti, presentandoci tutti i loro lati positivi e negativi e inserendoli bene nel loro ambiente familiare e sociale. Per tradurre in termini cinematografici questo atteggiamento stilistico, Lee ha impiegato un ritmo narrativo molto lento e particoleggiato, attento a tutte le sfumature. Per penetrare nell’interiorità dei personaggi (il grande limite della mdp rispetto alla parola scritta), ha usato il metodo classico del primo piano; e lì ogni ripresa è stata attentamente studiata, l’attore diretto in maniera secondo me maniacale e magistrale. Anche il più piccolo movimento dell’angolo della bocca, ogni singolo sguardo, ogni emozione suggerita è voluta e studiata, ma in una maniera da risultare sempre naturale e spontanea (ho trovato veramente poche sbavature a questo riguardo). Il lavoro sugli attori è ciò che mi ha colpito di più di questo film. Si fa in modo che rappresentino in tutto e per tutto il personaggio, che diventino il personaggio, scordandosi di essere l’attore tal de’ tali con il proprio divismo.
La protagonista, espressione del film, è il personaggio di Wang/Mak Tai Tai: una ragazza semplice e modesta, con un grande talento nel “recitare”. Non ha ideologie in testa, l’ambiente sociale modesto da cui proviene, la simpatia per i “deboli”, la porta per istinto a parteggiare per i Resistenti. Per essere “utile”, si trasforma in una dama dell’alta società che deve cercare di legare sentimentalmente a sé un pezzo grosso collaborazionista. A questo scopo ci mette dentro tutto il suo talento e “purtroppo” anche il suo animo. Per sua natura etica è portata a ragionare e ad agire non in base a ideologie o a considerazioni esterne al suo animo, ma solo in base alla spinta che le viene dal suo sentimento interiore (è nel suo animo che si svolge la battaglia più complessa e affascinante del film). Il ruolo che recita finirà per prendere il sopravvento e divenire la propria spontanea identità.


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La figura di Yee introduce il tema politico del film. Per comprenderlo bene bisognerebbe fare finta che Hong Kong sia Venezia, Shangai Milano, il Mah Jong con il Bridge, Yee un alto gerarca fascista, i giapponesi dei nazisti, i resistenti una cellula partigiana. In questa maniera il film avrebbe fatto scandalo e sarebbe passato per un film revisionista. Ang Lee si copre un po’ le spalle rappresentando Hang (il giovane anima dei resistenti) con lo stile dei film patriottici cinesi, per poi smentirlo nei fatti. Hang è fatto passare per un ingenuo idealista, come uno che non capisce niente dell’animo umano con le sue sottigliezze e profondità e soprattutto come l’autore dell’unica scena cruda del film. Anche lui perde l’occasione per fare la scelta decisiva della propria vita, sacrificando la propria felicità all’ideologia. Solo alla fine riesce forse a comprendere tutto e a giustificare la scelta di Hong.
Stranamente alla figura di Yee non viene mai associata nessuna scena macabra, nonostante racconti scene assai truculente. Sembra quasi che raccontando queste scene, ne voglia prendere le distanze e ci tiene quasi a dimostrare a Hong che quello lì non è lui. Insomma Ang Lee cerca di “peggiorare” il personaggio “buono” e di “migliorare” quello “cattivo”.
Si tratta di un film molto complesso, forse troppo, e nonostante l’estrema bravura tecnica non ha l’impatto diretto e emotivamente devastante che ha avuto Brokeback Mountain su molte persone. Troppi agganci si ottengono con la riflessione attiva dello spettatore e non sempre si ha voglia di fare questo “sforzo”. Quindi capisco benissimo chi ha trovato il film lungo, lento, noioso e poco coinvolgente.

8 risposte al commento
Ultima risposta 02/05/2009 19.55.34
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