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Questo cortometraggio di Lynch per quasi tutta la sua durata non propone soluzione di tipo visivo particolari. Una regia ridotta ai minimi termini all'interno del contesto di un interrogatorio fra poliziotto e scimmia. Campi e controcampi normalissimi. E'la natura dell'interrogatorio ad essere più particolare. Dialoghi resi surreali partendo da un contesto surreale, che hanno la funzione verso l'obiettivo della confessione dell'indiziato/scimmia, ma che ci arrivano attraverso una miriade di digressioni apparentemente scollegate dal discorso principale. E' questo l'elemento he si evidenzia rispetto a tutto il resto, almeno a mio parere. L'immobilità del contesto visivo contrapposta all'elemento verbale che parte letteralmente per la tangente.