amore balordo regia di Andrzej Zulawski Francia 1985
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amore balordo (1985)

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locandina del film AMORE BALORDO

Titolo Originale: L'AMOUR BRAQUE

RegiaAndrzej Zulawski

InterpretiFrancis Huster, Sophie Marceau, Tchéky Karyo, Michel Albertini

Durata: h 1.40
NazionalitàFrancia 1985
Generedrammatico
Al cinema nel Dicembre 1985

•  Altri film di Andrzej Zulawski

Trama del film Amore balordo

Dopo una rapina, Mickey, bandito che vuole riscattare una mantenuta minorenne, Marie, fa conoscenza su un treno con Leòn, profugo con problemi psichici esule dall'Ungheria, e lo porta con sé. Il giovane straniero, che deve ritrovare dei parenti nella capitale francese, s'innamora perdutamente della ragazza, e al contempo, viene concupito dalla cugina Aglè, attrice che sta allestendo con una compagnia "Il gabbiano" di Cechov.

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Voto Visitatori:   6,79 / 10 (7 voti)6,79Grafico
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Voti e commenti su Amore balordo, 7 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  31/05/2016 23:46:03
   5½ / 10
Non trovato affatto facile approcciarmi a questo film, giocato più sull'isteria dei personaggi e situazioni, rispetto al mantenersi sopra le righe, all'estrama frammentarietà del racconto. Zulawski non è mai stato un regista da mezze misure. E' stato sempre molto fedele, e soprattutto coerente a Sè stesso. Ma questo film per me è un cocktail troppo irritante per essere ingurgitato. La Marceau non è mi è mai piaciuta molto come attrice. Qui indubbiamente ci mette impegno e qualitativamente parlando è piuttosto brava, ma lontana anni luce dalla Schneider di L'importante é amare e dalla Adjani di Possession.

Vax87  @  16/02/2016 19:06:38
   7½ / 10
..è senz'altro suggestivo, visionario, straziante ma personalmente è uno di quei film in cui dare un voto è veramente difficile, un lato di me darebbe 1, l'altro lato darebbe un 10. Questo accade perchè quando il sipario si chiude la prima cosa che ti lascia sono gli interrogativi, la seconda l'insofferenza , e a seguire ti senti quasi come un eroe e ti rendi conto di essere felice che sia finita, ti senti sollevato , come quasi dopo aver finito una faticosa giornata di lavoro, perchè di fatica si tratta seguire per più di un ora e mezza un film subdolo, poco lucido e che si esprime in toni vagamenti linchani ma in salsa parecchio più teatrale e in travestimento "arancia meccanica". Sembrerebbe non avere un senso soprattutto quando nei titoli di coda poi accentuano parole testuali:" Ce film a été librement inspirè par "l'idiot" de Flodor Dostoievski. Il s'entend comme un hommage au grand écrivain" . Poi però passa un ora, ne passano due, e avviene il miracolo,quasi come uno sciroppo amaro che appena deglutito non ti entusiasma, in seguito ne cogli i benefici. Rimangono in mente le scene teatrali, le urla, il viso e i saltelli della meravigliosa Sophie Marceau, i dialoghi passionali, poco chiari ma estremi, l'onirico che scorre nei drappi di seta ch'ella indossa mentre vaneggia continuamente. La voglia di morte che infondo hanno tutti i protagonisti è tangibile spesso. Belle immagini, bel montaggio e bel sonoro, detto ciò concludo sottolineando che Zulawski è un regista che richiede grande impegno ma che se ci si abitua ai suoi toni può divenire di inimitabile bellezza e folle genio. Trascendente e poetico in modo perverso, i suoi modi sono palpabili in tutti i suoi titoli.

JOKER1926  @  18/01/2013 00:56:18
   6 / 10
La scena che celebra il consumo visivo de "Amore balordo" è quella di una roulette impazzita dove i numeri si alternano senza una causa prescritta e logica e dove il tutto sembra essere un incubo grottesco.
E' effettivamente brutto parlare di "grottesco" parlando di Zulawski , ma nel frangente, con "Amore balordo" del 1985 qualche conticino non conta.
Chi ama, o perlomeno conosce la regia, sa che alcune situazioni, o forse gli interi film di Zulawski, si esaltano lontano dagli standard; il regista polacco è autore di storie catastrofiche e clamorose in ambientazioni squilibrate.
E' giusto quindi essere "predisposti" per apprezzare le macchinazioni del regista, ma questa volta ,tutte le premesse e la buona volontà viaggiano su linee non pervenute. Siamo, con "Amore balordo" , in terre concettuali inesistenti, o quantomeno, falsate.
Manipolazione all'estremo: il film nella sua sfera visiva risulta essere troppo teatrale; sul piano psicologico, invece, viene meno qualsiasi programma e di conseguenza è messa a durissima prova la pazienza dello spettatore.
La sceneggiatura insomma è un caos a circuito chiuso. Il prodotto Zulawskiano è una bolgia di azione sconclusionata abbracciata, poi, da una lunaticità mai vista.
Volendo cristallizzare il pensiero di Zulawski e "vivisezionando" la trama possiamo carpire (appena) alcune cose.
"Amore balordo" è la storia di due gang che trattano affari di prostituzione, in questa situazione c'è una giovane prostituta di nome Marie ( Sophie Marceau).
Marie vive di ricordi incancellabili, sua madre è stata uccisa dai suoi padroni. Marie vive come la madre per poter ricalcare (e dunque cambiare?) le dinamiche tracciate in precedenza dalla madre.
In questo vortice strano girovaga l'immagine di un uomo mentalmente ritardato, Leon.
A questo punto con protagonisti della scena Leon e Marie viene a formarsi un doppio triangolo di amore e conflittualità, infatti, ed è davvero fondamentale, ricordare l'inserimento in scena di altre due pedine chiave, si tratta Mickey e Aglè , questa ultima cugina di Leon.
Da una parte Leon e Mickey amano la stessa donna (Marie) , dall'altra Aglè e Marie amano lo stesso uomo, Leon.
Gli eventi praticamente non offrono altro che una eccitata successione di processi umorali quanto mai imprevedibili, volubili e inspiegabili.
"Amore balordo" si chiude nel suo più adatto scenario, ovvero in quello che ha a che fare con la concezione della Morte.
Il ciclo, aperto chissà dove, apparrebbe trovare una collocazione, comunque alquanto improvvisata e malandata, in un epilogo che ammazza tutti e salva solo un'anima incorrotta, in una fattispecie folle e perversa.

Questa è la decifrazione, più o meno analitica, di un film che è orfano di robusti assetti narrativi e di spiegazioni. Il punto sintetico è quello di vedere un film urlato e straziato e cercar di comprendere Zulawski, regista istrionico ed inintelligibile, simultaneamente.

h.chinaski  @  29/12/2011 22:37:00
   9 / 10
Già solo per il fatto di aver mescolato eccelsamente il testo del gabbiano di cechov e dell' idiota in una storiella da fumetto erotico, Amore Balordo dovrebbe essere considerato tra le opere più geniali e intellettualmente suggestive della storia del cinema. Zulawski è completamente folle!!!

Fassbinder+Lynch+Godard+Ionesco(?!?!)

Visivamente molto sperimentale.L'estetica da video clip anni '80 dei duran duran al servizio dell'arte

Neurotico  @  06/04/2011 16:39:17
   5½ / 10
Il film di Zulawski che ho trovato più difficile da seguire, e quindi anche meno appagante. Dopo un'ora di frenetiche e sconclusionate vicende dove il minimo comun denominatore sembrano essere il caos e l'eccesso (come è tipico in Zulawski, ma qui si tocca l'apice) che rendono la storia poco verosimile e fluida da seguire, il ritmo s'abbassa e la narrazione risulta più ficcante ed interessante, per poi ripiombare, nel finale (comunque suggestivo visivamente), in un ermetismo formale che lascia più storditi che gratificati.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  27/03/2010 16:03:59
   7 / 10
Ormai ho capito che Zulawski è questo, ovvero un paradiso o inferno della follia.
Amore balordo è un film complesso come tutte le opere del polacco,magari chi ha letto L'idiota ne capirà qualcosa in più.
I personaggi sono completamente fuori di testa e commentare un film cosi assurdo e pazzo non è quasi possibile.
Alcune scene sono veramente distubanti. Non saprei proprio che altro dire.
Zulawski comunque mi fa un pò paura.

Bathory  @  09/03/2009 01:27:35
   7 / 10
E' praticamente impossibile commentare un film del genere..
E' necessaria la lettura, o per lo meno la conoscenza a larghe linee dell'idiota di Dostoevskij, altrimenti non si ci capisce praticamente nulla..
I dialoghi sono fra i più allucinati della storia del cinema, messi apparentemente li a caso, degni del miglior Stream Of Consciousness di Joyciana memoria..

Trovo veramente difficile trovare le parole per commentare un film cosi complesso e contorto, di cui già seguirne il filo logico (molto flebile e quasi forzato in alcuni frangenti) è impresa assai ardua; ma nonostante tutto L'amore balordo ti ipnotizza, affascina terribilmente con alcune scene di grande impatto visivo ed emotivo..

Gli attori, nessuno escluso, sono dei fenomeni. Raramente mi è capitato di riscontrare una simile comunicatività e realismo da parte degli attori, in particolare Sophie Marceau, che cinque anni dopo Il tempo delle mele è nei panni di un personaggio distante milioni di anni luce dalla tenera e dolce quattordicenne Vic del film di Pinoteau.

Zulawski è un pazzo.

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